Insider - Dietro la verità è una storia vera? Cosa accadde davvero

Il caso reale di Jeffrey Wigand, l’intervista censurata, le intimidazioni e le libertà narrative prese dal film di Michael Mann.

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Autore: Redazione ,
Film
2' 24''

Sì, Insider - Dietro la verità è tratto da una storia vera, ma ricostruisce i fatti con alcune licenze drammatiche. I protagonisti Jeffrey Wigand, Lowell Bergman e Mike Wallace sono persone reali, così come lo scontro tra l’informatore, l’industria del tabacco e i vertici della CBS.

Chi era davvero Jeffrey Wigand

Jeffrey Wigand era un biochimico e, dal 1988 al 1993, ricoprì un alto incarico nella ricerca e sviluppo della Brown & Williamson, allora una delle maggiori aziende statunitensi del tabacco. Dopo il licenziamento, entrò in contatto con il produttore televisivo Lowell Bergman e divenne uno dei più importanti informatori provenienti dall’interno del settore.

Wigand sostenne che le aziende conoscessero il carattere assuefacente della nicotina e che la sua ex società avesse consapevolmente lavorato sulla capacità delle sigarette di provocare dipendenza. Denunciò inoltre additivi capaci di aumentare i rischi per la salute, contraddicendo le dichiarazioni pubbliche dei dirigenti del settore. Nel film è interpretato da Russell Crowe, mentre Al Pacino veste i panni di Lowell Bergman, il giornalista che conquistò la sua fiducia.

La sceneggiatura riprende anche il reportage del 1996 The Man Who Knew Too Much, dedicato da Marie Brenner alla vicenda di Wigand.

L’intervista bloccata dalla CBS avvenne davvero

Il nucleo più sorprendente della storia è autentico. Wigand registrò nel 1995 un’intervista con Mike Wallace per 60 Minutes, ma i dirigenti della CBS temevano che trasmetterla potesse provocare una causa miliardaria per interferenza nel vincolo di riservatezza firmato dall’ex dipendente. Andò quindi in onda una versione priva delle sue rivelazioni dirette.

Nel frattempo Wigand rese una deposizione nel procedimento avviato dal procuratore generale del Mississippi, Mike Moore, per recuperare i costi sanitari legati alle malattie causate dal fumo. Dopo che il contenuto della deposizione arrivò sulla stampa, la CBS trasmise infine l’intervista completa il 4 febbraio 1996. Anche le pressioni personali non sono un’invenzione: Wigand ricevette minacce, trovò un proiettile nella cassetta della posta e visse sotto la protezione di due ex agenti del Secret Service. Non fu però dimostrato chi avesse inviato il proiettile.

Cosa ha cambiato il film rispetto alla realtà

La regia di Michael Mann comprime in 151 minuti avvenimenti sviluppatisi nell’arco di diversi anni, riunendo episodi separati e ricreando molti dialoghi privati. La scena notturna in cui un uomo sembra pedinare Wigand su un campo da golf fu inventata per rendere visibile il suo stato di paura, pur partendo da un clima di intimidazione realmente vissuto.

Su richiesta di Wigand, il film modificò i nomi delle figlie e la natura della malattia di una di loro. Anche il ritratto di Mike Wallace resta discusso: il giornalista riconobbe che gran parte del film era accurata, ma contestò l’idea di aver accettato a lungo la decisione della CBS. Il divorzio di Wigand, invece, fu reale: la moglie avviò la separazione nel gennaio 1996. In sintesi, persone, rivelazioni e conflitto editoriale sono veri; cronologia e alcune scene sono state adattate per il cinema.

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