Dame Judi Dench ha rivelato in una recente intervista a ITV di aver dovuto rallentare drasticamente la sua attività attoriale a causa di una grave condizione agli occhi che le impedisce ormai di riconoscere i volti delle persone e persino di leggere i copioni. La leggendaria attrice britannica, vincitrice di un Oscar e icona del cinema mondiale grazie a ruoli indimenticabili da M nella saga di James Bond a "Philomena" fino a "Shakespeare in Love", ha spiegato con la consueta ironia che contraddistingue il suo carattere quanto sia diventato complicato continuare a recitare senza poter vedere chiaramente ciò che la circonda.
Alla domanda diretta sul perché si sia allontanata dalla recitazione, Dench non ha usato mezzi termini: "Non riesco più a vedere. Ho quella cosa, sapete". Accanto a lei durante l'intervista c'era Ian McKellen, suo storico collega e amico, che con il tipico humor britannico ha scherzato sul fatto che, anche se lei non può vedere, il pubblico fortunatamente può ancora vederla sui grandi schermi. La replica di Dench è stata toccante quanto sincera: "Sì, e io riesco a vedere la tua sagoma, e ti conosco così bene. Ma non riesco più a riconoscere nessuno... Non riesco a vedere la televisione, non riesco a leggere".
L'attrice, che ha compiuto 90 anni lo scorso dicembre, convive da tempo con una degenerazione maculare, una condizione progressiva che colpisce la parte centrale della retina compromettendo la visione nitida dei dettagli. Nonostante la gravità della situazione, Dench mantiene intatto il suo senso dell'umorismo, come dimostrato dallo scambio con McKellen che le ha chiesto scherzosamente se per caso si avvicina a perfetti sconosciuti salutandoli come vecchi amici. "A volte", ha risposto lei ridendo.
Non è la prima volta che Dame Judi parla apertamente delle difficoltà causate dalla sua vista. Già nel 2023, ospite del Graham Norton Show, aveva confessato che memorizzare le battute era diventato "impossibile" a causa dei problemi agli occhi. "Ho bisogno di trovare una macchina che non solo mi insegni le battute ma mi dica anche dove appaiono sulla pagina", aveva spiegato, riferendosi alla sua memoria fotografica che un tempo le permetteva di ricordare interi copioni con facilità. "Prima trovavo facilissimo imparare le battute e ricordarle. Potrei recitare tutta la 'Dodicesima notte' anche adesso", aveva aggiunto con orgoglio.
Un episodio particolarmente significativo risale a una produzione di "The Winter's Tale" con Kenneth Branagh al Garrick Theatre, quando Dench interpretava il ruolo di Paulina. Dopo tre settimane di repliche, il regista le fece notare con delicatezza: "Judi, se recitassi quel monologo finale circa due metri e mezzo più a destra, lo staresti dicendo a me e non al proscenio". L'aneddoto illustra perfettamente come l'attrice si sia dovuta adattare, facendo affidamento sulla guida di colleghi e tecnici per orientarsi sul palco.
Nonostante queste sfide sempre più impegnative, la carriera di Judi Dench rimane una delle più straordinarie nella storia del teatro e del cinema britannico. Con sette nomination agli Oscar, otto ai BAFTA e innumerevoli altri riconoscimenti, l'attrice ha dimostrato una versatilità impressionante passando dalla Shakespeare alla commedia, dal dramma storico all'action dei blockbuster. La sua interpretazione di M al fianco di Pierce Brosnan e Daniel Craig ha ridefinito il personaggio del capo dei servizi segreti britannici, rendendolo iconico per un'intera generazione di spettatori.
Al momento non sono stati annunciati nuovi progetti cinematografici per l'attrice, che negli ultimi anni aveva comunque continuato a lavorare selettivamente, privilegiando collaborazioni con registi e attori di lunga data. Il suo ultimo film significativo è stato "Allelujah" (2023) di Richard Eyre, dove recitava accanto a Jennifer Saunders e Derek Jacobi. L'industria cinematografica britannica e mondiale guarda con ammirazione e affetto a questa grande dama della recitazione, che anche di fronte alle difficoltà più personali continua a dimostrare la stessa grazia, professionalità e senso dell'umorismo che l'hanno resa una leggenda vivente del palcoscenico e dello schermo.
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