Kurt Cobain: nuovo studio ipotizza l'omicidio

Uno studio forense pubblicato nel 2025 mette in discussione la versione ufficiale della morte di Kurt Cobain, avvenuta nel 1994, ipotizzando un omicidio.

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Autore: Redazione ,
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Il mondo della musica è scosso da una clamorosa rivelazione che arriva a trentadue anni da una delle morti più discusse della storia del rock. Un team internazionale di scienziati forensi ha pubblicato uno studio che ribalta la versione ufficiale sulla scomparsa di Kurt Cobain, il leggendario frontman dei Nirvana trovato senza vita l'8 aprile 1994 nella sua villa sul lago Washington, vicino Seattle. Secondo questa nuova indagine privata, il cantante non si sarebbe tolto la vita, ma sarebbe stato vittima di omicidio: drogato con un'overdose forzata di eroina e poi ucciso con un colpo d'arma da fuoco alla testa.

La bomba arriva da uno studio dal titolo "A Multidisciplinary Analysis of the Kurt Cobain Death", pubblicato nel novembre 2025 sull'International Journal of Forensic Sciences. Il ricercatore indipendente Bryan Burnett, insieme a un team composto da medici legali, chimici e periti balistici provenienti dal settore privato, ha riesaminato minuziosamente i rapporti dell'epoca, i materiali della scena del crimine e i risultati dell'autopsia. Le conclusioni sono dirompenti: secondo gli esperti, dopo aver costretto Cobain all'overdose, l'assassino o gli assassini avrebbero inscenato un suicidio, posizionando il fucile tra le braccia del musicista e lasciando un biglietto d'addio che potrebbe essere in parte falsificato.

All'epoca dei fatti, il medico legale della contea di King aveva stabilito che la causa del decesso del ventisettenne artista, avvenuto tre giorni prima del ritrovamento del corpo, era una ferita autoinflitta con un fucile da caccia Remington modello 11 calibro 20. La polizia di Seattle aveva archiviato il caso come suicidio, versione che per oltre tre decenni è rimasta quella ufficiale. Ma ora gli elementi raccolti dai ricercatori sembrano raccontare una storia completamente diversa.

Tra le incongruenze evidenziate nello studio, spiccano i risultati dell'autopsia che rivelano la presenza di liquido nei polmoni e danni al cervello e al fegato, tipici dei decessi per overdose ma del tutto insoliti per una morte rapida causata da arma da fuoco. Le indagini originali avevano stabilito che Cobain si era iniettato una quantità di eroina dieci volte superiore alla dose normale. "Ci sono elementi nell'autopsia che fanno pensare che questa persona non sia morta rapidamente a causa di un colpo d'arma da fuoco", ha dichiarato al Daily Mail la ricercatrice Michelle Wilkins, sottolineando come questi dati contraddicano la versione del suicidio immediato.

La mano sinistra di Cobain fu trovata serrata intorno alla canna del fucile, completamente priva di schizzi di sangue: un dettaglio che non quadra con la dinamica ufficiale

Ma le perplessità degli scienziati forensi non finiscono qui. Un punto cruciale riguarda la capacità fisica del cantante di maneggiare un'arma così pesante e ingombrante nelle condizioni in cui si trovava. Con quella quantità di eroina in corpo, riuscire a impugnare e utilizzare un fucile da caccia appare altamente improbabile agli occhi degli esperti. Inoltre, alcune tracce ematiche sul fondo della camicia potrebbero indicare che il corpo sia stato spostato dopo la morte, un elemento che aggiunge un ulteriore tassello all'ipotesi dell'omicidio mascherato.

Uno degli aspetti più inquietanti riguarda il biglietto d'addio trovato nella villa di Cobain. Secondo i ricercatori, mentre non ci sono dubbi sull'autenticità della parte superiore del messaggio, scritta indubbiamente dalla mano del musicista, le ultime quattro righe – quelle in cui si parla esplicitamente di suicidio – presentano caratteristiche grafologiche diverse, appaiono "più scarabocchiate" e potrebbero essere state aggiunte successivamente da qualcun altro per rafforzare la tesi del gesto volontario.

Nonostante la portata di queste rivelazioni, le possibilità che il caso venga riaperto dalle autorità appaiono remote. Sia il dipartimento di polizia di Seattle che l'ufficio del medico legale della contea di King hanno già fatto sapere di non ritenere sufficienti questi nuovi elementi per avviare una nuova indagine ufficiale. Resta il fatto che questo studio alimenterà inevitabilmente le teorie cospirazioniste che da tre decenni circondano la morte di una delle icone più influenti del grunge e del rock alternativo degli anni Novanta, la cui eredità musicale continua a ispirare generazioni di artisti in tutto il mondo.

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