Il femminicidio di Anguillara si arricchisce di nuovi agghiaccianti dettagli che ricostruiscono la premeditazione dell'omicidio di Federica Torzullo. Secondo quanto emerge dalla lunga nota diffusa dal procuratore di Civitavecchia Alberto Liguori, Claudio Agostino Carlomagno avrebbe maturato la decisione di uccidere la moglie già durante le festività natalizie, quando la donna gli aveva comunicato l'ultimatum sulla separazione. Una scelta lucida e calcolata, che avrebbe portato alla drammatica esecuzione la sera dell'8 gennaio 2025, alla vigilia di un viaggio in Basilicata che per Federica avrebbe dovuto rappresentare l'inizio di una nuova vita.
La ricostruzione degli inquirenti delinea un quadro preciso sul movente dell'omicidio: il rifiuto di Federica di proseguire il rapporto coniugale e la sua ferma volontà di procedere con la separazione. Le indagini hanno portato alla luce come Carlomagno stesse deliberatamente temporeggiando, interessato più a mantenere la propria "comfort zone" continuando a vivere nella villa di proprietà della moglie che a trovare una soluzione condivisa. Federica, esausta dall'ostruzionismo del marito, aveva posto un termine invalicabile: dopo le feste natalizie, ciascuno avrebbe dovuto trasferirsi in una residenza separata.
Il punto di non ritorno si è consumato proprio quella maledetta sera di giovedì 8 gennaio. Mentre Federica preparava le valigie per il viaggio previsto l'11 gennaio, aveva ribadito con decisione che al ritorno dalla Basilicata le modalità concordate della separazione si sarebbero concretizzate definitivamente. È stato in quel momento che la donna ha incontrato la reazione violenta del marito, che ha scelto di annientarla piuttosto che lasciarla andare.
Le domande che ancora attendono risposta sono molteplici e inquietanti. Dove esattamente è avvenuto l'omicidio? In bagno, nel box doccia o nella camera armadio? Ha davvero agito da solo nella fascia oraria compresa tra le 6:40 e le 7:15? Ha bruciato il corpo di Federica nella buca che aveva scavato o nel cassone del camion? Il procuratore Liguori è categorico: saranno le prove scientifiche, attualmente in fase di perfezionamento, a fornire risposte definitive. L'attesa si concentra sul deposito della consulenza autoptica e di quella forense sui cellulari sequestrati.
Ma c'è un elemento che emerge con forza dalle parole del procuratore: la possibile presenza di complici. L'evidenza indiziaria già raccolta lascia presagire conferme sull'inverosimiglianza della versione fornita da Carlomagno. Come avrebbe potuto, in appena quaranta minuti, consumare un omicidio così violento ed eliminare tutte le tracce, da solo? Gli inquirenti non escludono la presenza di terze persone nella fase antecedente, contemporanea o successiva al delitto. La ricostruzione fornita dall'indagato appare agli occhi degli investigatori semplicemente impossibile.
Le indagini puntano a confermare l'utilizzo di un coltello ancora non ritrovato e la predisposizione della buca dove Federica è stata sepolta, elementi che rafforzerebbero ulteriormente la tesi della premeditazione. Il procuratore Liguori ha lanciato un chiaro monito all'indagato: il tempo che precede il deposito delle consulenze rappresenta l'ultimo spazio concesso a Carlomagno per chiarire i molti punti oscuri emersi durante i due interrogatori, anche in vista delle future valutazioni sulla dosimetria della pena.
In questo scenario drammatico, il procuratore ha voluto richiamare con fermezza l'attenzione di tutti gli attori del processo e dei media su un aspetto fondamentale: la tutela del minore, il figlio della coppia rimasto orfano in circostanze così tragiche. Liguori ha invocato una sorta di "self-restraint", chiedendo a tutti, compreso se stesso, di valutare attentamente il contenuto delle informazioni veicolate all'esterno, che devono essere rispettose della privacy del bambino. La priorità assoluta, in questo momento, è proteggere l'unica vera vittima innocente di questa vicenda agghiacciante, spegnendo i riflettori su aspetti che potrebbero ulteriormente ferire un bambino già profondamente segnato dalla perdita della madre per mano del padre.
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