La canzone della scena dell’incendio in Civil War è “Breakers Roar” di Sturgill Simpson. Il brano accompagna il viaggio notturno dei reporter attraverso il bosco in fiamme, creando un contrasto straniante fra la sua atmosfera pacata e le immagini di distruzione.
È una delle scelte musicali più riconoscibili del film di Alex Garland: la melodia non guida l’azione come farebbe una tradizionale musica da guerra, ma lascia che il paesaggio e la reazione dei personaggi abbiano il sopravvento. Per questo molti spettatori cercano il titolo del pezzo subito dopo quella sequenza.
Chi ha composto la colonna sonora originale
Lo score di Civil War è firmato da Ben Salisbury e Geoff Barrow, coppia che aveva già collaborato con Garland in altri suoi lavori. Le loro musiche originali non occupano continuamente la scena: entrano con misura, spesso per prolungare la tensione o il senso di smarrimento lasciato da un evento.
Il risultato si alterna ai brani preesistenti senza cercare un commento eroico. In una storia raccontata attraverso gli occhi di Lee, Joel, Jessie e Sammy, la musica contribuisce a rendere incerto il confine fra ciò che i reporter osservano e ciò che riescono davvero a elaborare.
Le canzoni più importanti e le scene in cui si sentono
- “Lovefingers” dei Silver Apples apre il film mentre il presidente si rivolge alla nazione.
- “Rocket USA” dei Suicide accompagna la partenza dei giornalisti da New York.
- “Say No Go” dei De La Soul si sente dopo uno scontro a fuoco, durante il primo contatto diretto di Jessie con il lavoro sul campo.
- “Sweet Little Sister” degli Skid Row accompagna il momento in cui Jessie e Tony passano da un veicolo all’altro in movimento.
- “Breakers Roar” di Sturgill Simpson accompagna il passaggio nel bosco in fiamme.
- “Dream Baby Dream” dei Suicide chiude il film, dopo gli eventi finali a Washington.
Perché il contrasto musicale è così importante
Alex Garland usa spesso brani lontani dall’immaginario più prevedibile del cinema bellico. Una canzone può arrivare subito dopo un atto di violenza, oppure sovrapporsi a un momento apparentemente ordinario in un Paese ormai irriconoscibile. L’effetto non è quello di rendere la guerra spettacolare, ma di far sentire quanto sia assurdo continuare a percepire gesti, canzoni e abitudini familiari dentro una catastrofe.
“Breakers Roar”, pubblicata nel 2016, è particolarmente efficace proprio perché non accelera il ritmo della sequenza. Mentre l’auto avanza fra il fuoco, il brano offre una breve sospensione emotiva; poi il film torna alla realtà brutale del viaggio. È una scelta che riassume bene l’identità sonora di Civil War: musica e immagini procedono insieme, ma non cercano mai di rassicurare lo spettatore.