La canzone che accompagna il finale di C'è ancora domani è A bocca chiusa di Daniele Silvestri. Il brano entra nella sequenza conclusiva dedicata a Delia, interpretata da Paola Cortellesi, e accompagna il suo appuntamento con la Storia.
La colonna sonora del film del 2023 alterna le musiche originali di Lele Marchitelli a canzoni di epoche molto diverse. È una scelta che mette in dialogo la Roma del dopoguerra raccontata sullo schermo con voci e sonorità successive, dai classici della canzone italiana al rock, all'elettronica e all'hip hop.
Le musiche originali di Lele Marchitelli
Lele Marchitelli ha composto le musiche originali del film diretto da Paola Cortellesi. La partitura comprende brani come Intuizione, Nella città, La lettera, Lungotevere, Ansia e dolore e C'è ancora domani; l'orchestrazione è firmata da Marchitelli con Marcello Sirignano e le registrazioni hanno coinvolto la Roma Film Orchestra.
Le composizioni accompagnano i passaggi più intimi e narrativi della vicenda, lasciando alle canzoni preesistenti il compito di creare contrasti netti. Questa alternanza sostiene il passaggio fra quotidianità, tensione e speranza senza trasformare la musica in un semplice sottofondo d'epoca.
Dall'apertura alle scene più forti
Ad aprire il film è Aprite le finestre nella versione di Fiorella Bini. Il brano è del 1956, quindi successivo all'ambientazione nel 1946, ma il suo suono richiama subito un immaginario popolare del secondo dopoguerra. Le parole luminose della canzone fanno da contrasto alla condizione della famiglia di Delia.
Un altro anacronismo voluto è M'innamoro davvero di Fabio Concato, ascoltato nell'incontro tra Delia e Nino, interpretato da Vinicio Marchioni. La scena si allontana visibilmente dal registro del bianco e nero neorealista e lascia spazio a un momento sentimentale sospeso.
La versione di Musica Nuda di Nessuno, con Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, accompagna invece una coreografia che rappresenta la violenza di Ivano, il personaggio di Valerio Mastandrea, contro Delia. La scelta sostituisce una rappresentazione diretta con un balletto simbolico, senza attenuare il peso della scena.
Lucio Dalla, Silvestri e le scelte contemporanee
La sera dei miracoli di Lucio Dalla si ascolta quando Delia resta sola con la lettera che custodisce. La canzone del 1980, dedicata a Roma, precede il finale e lega il racconto individuale a una dimensione collettiva.
Nel finale, Daniele Silvestri porta in scena A bocca chiusa, canzone presentata al Festival di Sanremo nel 2013. Il testo parla di partecipazione, diritti e dissenso; per questo il brano si unisce al significato della sequenza, mentre i personaggi mimano per un attimo il canto.
La selezione include anche Calvin dei The Jon Spencer Blues Explosion, The Little Things di Big Gigantic con Angela McCluskey e B.O.B. - Bombs Over Baghdad degli Outkast. L'impatto della colonna sonora nasce proprio da questi salti temporali: il film resta ambientato nel passato, ma la musica lo fa risuonare nel presente.