La colonna sonora originale di Men in Black 3 è composta da Danny Elfman, mentre la canzone dei titoli di coda è Back in Time di Pitbull. Il film alterna lo score orchestrale della saga a diversi brani degli anni 60, scelti per accompagnare il viaggio temporale dell’agente J.
Chi ha composto le musiche di Men in Black 3?
Le musiche strumentali sono firmate da Danny Elfman, già compositore dei primi 2 capitoli diretti da Barry Sonnenfeld. Elfman riprende le idee musicali associate ai Men in Black, conservandone il carattere misterioso, ironico e movimentato, ma introduce anche passaggi più solenni per la vicenda personale che lega J e K.
L’album ufficiale del 2012 contiene 22 tracce per una durata complessiva di circa 53 minuti. Comprende brani come Men in Black 3 – Main Titles, Spiky Bulba, The Set-Up, Headquarters, Regret e Finale. Si tratta principalmente dello score di Elfman: le canzoni pop ascoltate nel film non sono raccolte nello stesso album.
Qual è la canzone dei titoli di coda?
La canzone che parte sui titoli di coda è Back in Time di Pitbull, pubblicata come singolo nel 2012. Il titolo richiama direttamente il viaggio nel tempo compiuto da J, interpretato da Will Smith, per raggiungere il giovane K del 1969, interpretato da Josh Brolin.
Back in Time utilizza un campionamento di Love Is Strange, brano reso celebre dal duo Mickey & Sylvia negli anni 50. È inoltre la prima canzone promozionale principale legata a un film della serie Men in Black a non essere interpretata da Will Smith: per il primo capitolo Smith aveva cantato Men in Black, mentre per il secondo aveva inciso Black Suits Comin’.
Quali canzoni si sentono nelle diverse scene?
All’inizio del film i piccoli alieni Worm suonano Amazing Grace con le cornamuse durante il funerale dell’agente Z. Poco dopo, mentre J e K sono in automobile, si ascolta I’m an Old Cowhand nella versione di Roy Rogers.
L’arrivo nel 1969 porta con sé una selezione di brani coerente con l’epoca. Nella sequenza legata ad Andy Warhol e alla Factory compare I’m Waiting for the Man dei Velvet Underground. Nel locale si sentono anche Strange Brew dei Cream e Pictures of Matchstick Men degli Status Quo. Al diner, mentre il giovane K esita davanti al menu, passa invece A Summer Song di Chad & Jeremy.
Perché la musica è importante nel film?
Brani come 2000 Light Years from Home dei Rolling Stones contribuiscono a trasformare il 1969 in un ambiente musicale riconoscibile, senza interrompere il tono fantascientifico. La selezione rock e pop distingue immediatamente il passato dal presente, mentre lo score di Elfman mantiene l’identità sonora della trilogia.
Nel finale compare anche Empire State of Mind di Jay-Z con Alicia Keys: tornato nel presente, J ritrova K al diner mentre accenna la canzone. Il riferimento a New York chiude così una storia profondamente legata alla città e all’Empire State Building, punto decisivo della missione.
Iscriviti al nostro canale Telegram e rimani aggiornato!