Una registrazione viene montata parola per parola, poi riprodotta davanti a un controllo di sicurezza. La macchina riconosce il proprietario della voce e lascia entrare un’altra persona. Sneakers portò questa scena al cinema il 9 settembre 1992: il bersaglio era un edificio, mentre il successivo confronto reale avrebbe riguardato un conto bancario.
Il controllo degli accessi prima del Web pubblico
Quando uscì il film diretto da Phil Alden Robinson, il World Wide Web era già stato inventato: Tim Berners-Lee lo aveva concepito al CERN nel 1989. Il 30 aprile 1993 il CERN mise il software del Web nel pubblico dominio. Sneakers arrivò dunque prima di quel passaggio, raccontando computer collegati, archivi riservati e sistemi che decidevano chi potesse accedere alle informazioni.
La produzione aveva un budget di 23 milioni di dollari e raggiunse un incasso mondiale di 105,2 milioni di dollari. Nei suoi 126 minuti riuniva Robert Redford, Sidney Poitier, David Strathairn, River Phoenix, Ben Kingsley e Dan Aykroyd. Quest’ultimo offre il collegamento con i Ghostbusters, richiamati anche dalle scarpe dedicate agli acchiappafantasmi: fra i collegamenti proposti, il rapporto passa attraverso un interprete del film.
La previsione è nella voce ricomposta
Per entrare negli uffici della Playtronics servono una tessera e un’impronta vocale. Liz incontra Werner Brandes e lo induce a pronunciare le parole necessarie. Whistler ricompone la registrazione; Martin Bishop usa la tessera sottratta e quell’audio per attraversare il controllo. La voce falsificata funziona come una credenziale rubata: il sistema accetta il suono al posto della persona.
Questa è l’anticipazione precisa da confrontare con i fatti successivi: un’identità verificata attraverso la voce e un accesso ottenuto presentando una voce altrui. Il dispositivo che decifra i codici, al centro della trama, costituisce un’altra premessa narrativa. La scena dell’ingresso permette invece un confronto circoscritto, perché mostra sia il criterio di autenticazione sia il procedimento con cui i protagonisti lo aggirano.
Dalla porta del film al conto bancario
Il 19 febbraio 2016 HSBC e First Direct annunciarono l’introduzione dell’autenticazione vocale per il servizio bancario telefonico britannico. Il sistema confrontava oltre 100 caratteristiche vocali; chi aderiva registrava la propria impronta. Dall’uscita di Sneakers erano trascorsi 23 anni, 5 mesi e 10 giorni. Il riconoscimento mostrato davanti a una porta aveva così un corrispettivo concreto nell’accesso ai conti.
Il 19 maggio 2017 la BBC raccontò come Joe Simmons avesse superato Voice ID imitando il gemello Dan, all’ottavo tentativo. Dall’uscita erano passati 24 anni, 8 mesi e 10 giorni. I procedimenti differivano: montaggio di registrazioni nel film, imitazione nel caso HSBC. Coincideva il risultato osservabile: il controllo vocale autorizzava qualcuno diverso dal titolare.