Il mondo dell'animazione perde uno dei suoi maestri più discreti ma fondamentali: Roger Allers, il co-regista del capolavoro Disney Il Re Leone, si è spento all'età di 76 anni. La notizia ha scosso l'intera industria dell'intrattenimento, tanto che Bob Iger, CEO della Walt Disney Company, ha voluto rendergli omaggio personalmente definendolo "un creativo visionario". Allers non era solo l'uomo dietro uno dei film d'animazione più iconici e redditizi di sempre, ma un veterano di quel periodo magico noto come "Rinascimento Disney" che tra la fine degli anni Ottanta e i primi Novanta riportò lo studio d'animazione al suo antico splendore.
Nato nel 1949, Allers ha costruito la sua carriera nell'ombra prima di raggiungere la gloria con The Lion King nel 1994. I suoi esordi risalgono agli anni Ottanta alla Lisberger Films, dove lavorò come story artist, character designer e animatore su produzioni come Le olimpiadi della giungla (1980), un progetto che vide la partecipazione di futuri giganti dell'animazione come Brad Bird e Henry Selick. La sua collaborazione con Steven Lisberger continuò sul visionario Tron (1982), ma fu solo nel 1985 che approdò alla Disney, entrando a far parte di quella che sarebbe diventata una delle squadre creative più prolifiche della storia dello studio.
Durante il Rinascimento Disney, Allers contribuì come story artist a praticamente tutti i grandi successi dell'epoca: La sirenetta (1989), Bianca & Bernie nella Terra dei Canguri (1990), Aladdin (1992). Ma fu su La bella e la bestia (1991), primo film d'animazione mai candidato all'Oscar come Miglior Film, che assunse il ruolo di supervisore degli storyboard, dimostrando la sua capacità di orchestrare narrazioni visivamente potenti ed emotivamente coinvolgenti. Questa esperienza gli valse la possibilità di dirigere quello che inizialmente si chiamava King of the Jungle, un progetto che sarebbe mutato radicalmente fino a diventare Il Re Leone.
Originariamente affiancato da George Scribner (regista di Oliver & Company), Allers vide poi arrivare Rob Minkoff come co-regista quando il progetto prese la sua forma definitiva. Il risultato fu un fenomeno culturale senza precedenti: Il Re Leone incassò oltre 968 milioni di dollari al botteghino mondiale, vinse due Oscar (per la colonna sonora di Hans Zimmer e per la canzone "Can You Feel the Love Tonight"), e divenne uno dei film d'animazione più influenti di tutti i tempi, ispirando un musical di Broadway ancora in scena e un remake in CGI foto-realistica nel 2019.
Paradossalmente, proprio questo enorme successo rese i progetti successivi di Allers più difficili da realizzare secondo la sua visione. Il regista dovette abbandonare Kingdom of the Sun, un ambizioso lungometraggio che lo studio riteneva troppo rischioso e che venne completamente rielaborato diventando Le follie dell'imperatore (2000), una commedia molto più leggera del concept originale. Dopo aver fornito un piccolo contributo narrativo a Lilo & Stitch, Allers chiuse il suo periodo alla Disney con La piccola fiammiferaia (2006), un cortometraggio musicale nominato all'Oscar disponibile su Disney+, concepito come parte di un mai realizzato Fantasia 2006.
La carriera post-Disney di Allers lo vide sperimentare con nuovi studi e tecnologie: co-diresse Boog & Elliot a caccia di amici (2006) per la Sony Pictures Animation, il primo lungometraggio in CGI dello studio, e nel 2014 orchestrò come regista supervisore l'ambizioso progetto Kahlil Gibran's The Prophet, una coproduzione internazionale che riunì celebri animatori di diverse tradizioni artistiche per adattare il classico letterario del 1923.
Dave Bossert, animatore degli effetti che lavorò con Allers durante l'era d'oro Disney, ha condiviso un commovente ricordo del regista: "Era senz'ombra di dubbio una delle persone più gentili che potreste mai immaginare di conoscere. Co-diresse Il Re Leone, un successo fenomenale, eppure non gli diede mai alla testa. Lavorai a stretto contatto con lui per La piccola fiammiferaia, e fu una gioia totale: portò senso di meraviglia, generosità e un entusiasmo che sollevava tutti quelli che lo circondavano." Parole che restituiscono il ritratto di un artista che, nonostante abbia contribuito a definire l'immaginario di intere generazioni, è rimasto profondamente umano e generoso, qualità rare in un'industria spesso dominata da ego ipertrofici.
L'eredità di Roger Allers continuerà a vivere attraverso Il Re Leone e gli altri capolavori a cui ha contribuito, opere che ancora oggi commuovono ed emozionano milioni di spettatori in tutto il mondo. La sua scomparsa lascia un vuoto nell'animazione tradizionale, un'arte che lui ha contribuito a elevare a forma d'espressione pienamente cinematografica e culturalmente rilevante.
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