Trentadue produzioni in più nel giro di una stagione raccontano il nuovo passo del cinema cileno. Il catalogo 2026-2027 di CinemaChile raccoglie 188 titoli, contro i 156 dell’edizione precedente: una crescita del 20,5% nel numero delle opere censite. Presentati il 21 settembre al Festival internazionale del cinema di San Sebastián, i dati delineano un settore in espansione, la cui forza risiede soprattutto nella capacità di costruire progetti oltre i confini nazionali.
Più dell’80% dei film inclusi nel catalogo è infatti frutto di coproduzioni internazionali, sviluppate attraverso collaborazioni con 23 Paesi, Italia compresa. È questo il dato che definisce con maggiore precisione la struttura della stagione 2026-2027: l’aumento quantitativo si accompagna a una rete produttiva estesa, dalla quale dipende larga parte dei titoli raccolti. Nel quadro tracciato dalla presentazione figura anche la presenza femminile dietro la macchina da presa, con 66 opere dirette o co-dirette da donne.
La crescita censita trova un riscontro immediato proprio a San Sebastián, dove otto titoli cileni sono distribuiti in sette sezioni. Al centro della selezione c’è My Sad Dead di Pablo Larraín, in corsa per la Concha de Oro. L’opera viene presentata in una versione cinematografica di circa tre ore, ricavata dalla miniserie Netflix: un formato che porta sul grande schermo il progetto e gli assegna il ruolo di punta nella partecipazione cilena al festival.
Stando ai numeri diffusi con il catalogo, il 20,5% di crescita non rappresenta quindi un dato isolato. Le 188 produzioni, il peso dominante delle coproduzioni e la presenza articolata a San Sebastián descrivono insieme un cinema nazionale che amplia il proprio perimetro attraverso alleanze internazionali, mantenendo una rappresentanza significativa anche nella regia femminile.