Il 28 luglio 1995 usciva La rete: Sandra Bullock interpretava una programmatrice alla quale veniva cancellata l’identità attraverso i computer. Il film di Irwin Winkler durava 114 minuti e metteva al centro una domanda concreta: che cosa succede quando qualcuno controlla i dati con cui gli altri ci riconoscono?
Prima del debutto di Windows 95
La rete arrivò nelle sale 27 giorni prima del lancio di Windows 95, avvenuto il 24 agosto 1995. La vicinanza delle date colloca il racconto nello stesso momento in cui Microsoft portava sul mercato il nuovo sistema operativo: il computer domestico era già il luogo dal quale Angela Bennett lavorava e comunicava.
La produzione costò 22 milioni di dollari e l’incasso mondiale raggiunse 110,6 milioni di dollari. Sono le dimensioni economiche con cui questo thriller portò al cinema archivi elettronici, accessi riservati e identità modificabili. Il rapporto fra persone e infrastrutture digitali collega il suo soggetto al documentario sulla rete di Herzog.
La porta nascosta nel programma
La previsione da isolare riguarda Gatekeeper, il software di sicurezza della società immaginaria Gregg Microsystems. Nel film il programma contiene una porta nascosta: chi la controlla può entrare nei sistemi delle organizzazioni che lo hanno installato. Il prodotto acquistato per proteggere i computer diventa così lo strumento per violarli.
La cancellazione dell’identità di Angela è una conseguenza narrativa di quell’accesso: gli archivi vengono manipolati e alla protagonista viene attribuita un’identità diversa. Il punto di contatto con la cronaca va cercato nel meccanismo informatico che consente l’intrusione. È un confronto fra finzione e delitti che riguarda anche i thriller sui crimini in rete, ciascuno con una diversa previsione da misurare.
SolarWinds, un quarto di secolo dopo
Il 14 dicembre 2020 SolarWinds annunciò un attacco alla propria piattaforma Orion. Codice malevolo era stato inserito nel processo di produzione del software e distribuito attraverso aggiornamenti pubblicati fra marzo e giugno 2020. Orion serviva a monitorare le infrastrutture informatiche; gli aggressori sfruttarono dunque un software fidato già destinato ai sistemi dei clienti.
SolarWinds indicò meno di 18.000 clienti che potevano avere installato una versione compromessa: il numero riguardava le installazioni potenzialmente vulnerabili, non altrettante intrusioni accertate. Fra l’uscita del film e l’annuncio trascorsero 25 anni, quattro mesi e 16 giorni. La corrispondenza è circoscritta: Gatekeeper nasceva come prodotto di sicurezza con un accesso clandestino; Orion fu compromesso durante la produzione. In entrambi i casi, un programma distribuito alle organizzazioni apriva una via d’ingresso agli aggressori. È questa la previsione che il caso SolarWinds permette di riconoscere.