Le brave persone si sentono in colpa. Anche quando non dovrebbero. Si sentono in colpa perché hanno una coscienza. La coscienza di Daryl gli dice che la morte di Glenn è stata causata dalla sua reazione al massacro di Abraham
Negan scelse di punirlo uccidendo un suo amico. Colpendolo negli affetti più cari... Come fanno solo i cattivi più crudeli e spietati. Le giornate in cella, isolato, a patire la fame, la sete e le umiliazioni da parte di Dwight non sono state sufficienti a espiare il rimorso di Daryl. Non riesce nemmeno a guardare #Maggie in faccia senza piangere. Non riesce a rivolgerle la parola, da quando è nascosto a Hilltop insieme a lei.
In questa commovente sequenza dell'episodio di #The Walking Dead che abbiamo visto lunedì scorso, L'altro lato, Maggie lo costringe ad affrontarla.
A fare i conti con il senso di colpa.
Gli dice che l'uccisione di Glenn non è stata colpa sua. Gli dice che è una delle cose buone di questo mondo. E gli chiede di aiutarla a vincere. A vincere contro Negan.
#Daryl non è mai stato un uomo da grandi discorsi, ma è sempre stato da grandi sentimenti.
Ha mostrato, fin dall'inizio, una sensibilità che prima di conoscerlo non sospettavamo potesse appartenergli.
Il suo personaggio è costruito sul cliché del "duro dal cuore d'oro", un tipo di personalità che funziona sempre perché si accattiva le simpatie del pubblico.
La caratteristica principale di questi "tipi" da sceneggiatura, e quindi anche di Daryl, è tanto semplice quanto efficace: prediligere le azioni alle parole.
Daryl è uno che agisce, che "parla" attraverso i suoi gesti.
Si sacrifica per gli altri, rischia la vita per salvarli, corre in soccorso di chi ha bisogno di lui.
E accetta di fare tutto ciò che è necessario per riparare ai propri torti (o a quelli che crede tali).

Ecco perché si schiererà al fianco di Maggie e del resto della sua famiglia nella guerra contro Negan.
Ecco perché offrirà la sua vita, se dovrà, affinché il mostro che ha assassinato i suoi amici venga eliminato.
Ed ecco perché Daryl Dixon ci piace tanto: le sue lacrime, i suoi (rari) sorrisi e i suoi (molti) gesti eroici ci aprono il suo cuore.
Senza possibilità di equivoci. E senza bisogno di sentirlo parlare.
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