Cittadino americano fa causa a Google per il tracciamento della posizione

Parte dagli Stati Uniti la prima denuncia contro la società di Mountain View per violazione delle leggi sulla privacy.

Autore: Matteo Tontini ,

Guai in vista per Google. Il gigante del web potrebbe dover affrontare un'azione legale collettiva per aver continuato a tracciare i movimenti degli utenti sebbene la cronologia delle posizioni fosse disattivata.

A presentare la causa è stato il cittadino californiano Napoleon Patacsil, che, rivolgendosi alla corte federale di San Francisco, ha denunciato la violazione di legge sulla privacy dello Stato da parte di BigG.

Difatti, sebbene le pagine di assistenza di Google affermassero che con la cronologia delle posizioni disattivata i luoghi visitati non sarebbero stati memorizzati, un'indagine condotta da Associated Press avrebbe rivelato che non è del tutto vero. Alcune app e attività continuerebbero a tenere traccia della geolocalizzazione.

L'azienda ha modificato le pagine di assistenza nella giornata di venerdì 17 agosto, ma ciò non ha fatto desistere Patacsil dal procedere legalmente: il cittadino avrebbe infatti dimostrato che, sebbene avesse disattivato la cronologia delle posizioni, il suo dispositivo avrebbe tracciato il viaggio appena fatto a Manhattan.

Gli avvocati del querelante hanno pertanto scritto:

Google ha espressamente detto ai suoi utenti che l'attivazione di certe impostazioni impedisce il tracciamento della loro posizione. L'affermazione era falsa.

Dunque, secondo quanto affermato dall'avvocato, Patacsil avrebbe intenzione di puntare alla class action.

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