Da quando Sophie Turner (Sansa Stark) ha confermato che in Game of Thrones 8 vedremo più morti che mai – come se ce ne fosse stato bisogno – i fan in attesa della stagione finale dello show HBO sono impazienti di scoprire chi riuscirà ad arrivare vivo fino al termine delle vicende e chi, invece, dovremo salutare per strada.
Il tema ha assunto così rilievo che uno studio scientifico pubblicato da Injury Epidemiology e condotto dalla Macquarie University in Australia ha deciso di dedicargli tutte le sue competenze. Firmata dagli accademici Reidar P. Lystad e Benjamin T. Brown, l'indagine utilizza un metodo scientifico per calcolare chi potrebbe arrivare vivo all'epilogo basandosi sui dati raccolti dalle sette stagioni precedenti.

Le caratteristiche chiave della sopravvivenza in Game of Thrones
Secondo le statistiche raccolte dagli studiosi, al termine della stagione 7 hanno trovato la morte ben 186 personaggi dei 330 presi in analisi. Questo ha consentito di stilare l'elenco delle caratteristiche comuni che sarebbe meglio possedere per riuscire a sopravvivere.
Emerge che si hanno minori possibilità di morire, innanzitutto, essendo donne e non uomini. I signori vanno incontro a un destino infausto più spesso delle signore, per lo studio, così come sarebbe meglio appartenere ai ceti sociali alti anziché a quelli più umili – colpiti più spesso da morti tragiche.

I dati ci dicono che è morto il 71,8% dei personaggi maschili, mentre "solo" il 28,2% di quelli femminili. In merito al ceto sociale, il 68,5% dei morti veniva dalle classi meno abbienti.
Altra caratteristica chiave evidenziata dallo studio nei personaggi sopravvissuti fino a ora è la capacità di adattarsi e cambiare schieramento. Chi rimane fedele alla sua idea dall'inizio alla fine, insomma, ha ottime possibilità di non vivere a lungo – sentito, Daenerys? Chi, invece, è riuscito ad adattarsi, come ad esempio Sansa, ha respinto la morte e ha buone chance di continuare a farlo.

Tuttavia, è anche vero che i personaggi che compaiono per meno tempo sullo schermo hanno meno possibilità di morire di quelli mostrati più a lungo. Secondo lo studio, nelle prime sette stagioni dello show è stato già ucciso il 56% dei personaggi principali – con le possibilità di morire entro la prima ora dal debutto sullo schermo che si attestano solo sul 14%.
Nomi e cognomi
Stando a quanto emerso dall'indagine e, come dichiarato da Lystad a Inverse, possiamo provare a supporre alcuni dei nomi che hanno più possibilità di sopravvivere. Viste le loro capacità di adattamento, lo studioso cita prima di tutto Sansa e Arya Stark, oltre a Cersei Lannister:
Ci sono alcuni personaggi in possesso delle caratteristiche che abbiamo identificato come quelle che favoriscono una più probabile sopravvivenza. Tra questi troviamo, ad esempio, Arya e Sansa, oltre a Cersei (anche se sono sicuro che alcuni fan avrebbero da ridire sul fatto che abbia mai avuto un'alleanza con la casa Baratheon, perfino quando era sposata con Robert).

Lasciando da parte i personaggi femminili – che, come detto, per lo studio dovrebbero avere una sorte migliore degli uomini – Lystad ha aggiunto che per lo stesso concetto di adattamento anche Tyrion Lannister e Jon Snow dovrebbero avere delle possibilità. Il primo ha abbandonato Approdo del Re e la sua stessa dinastia per sposare la causa di Daenerys, il secondo ha lasciato la sua famiglia per i Guardiani della Notte, prima di dire addio anche a questi ultimi per dedicarsi al Nord e affiancare Daenerys.
Fari puntati anche su Jaime Lannister, però, che nella stagione 7 è finalmente riuscito a voltare le spalle a sua sorella.

La costante della morte in Game of Thrones
Ci sono altri dati interessanti, emersi dallo studio: i numeri rivelano, infatti, che ben il 30% delle morti si verifica all'interno della casa di qualcuno, in un posto che dovrebbe quindi essere invece considerato sicuro.
Da notare anche le cause di morte: nel 74% dei casi si è trattato di ferite, nel 12% di ustioni, nel 9% di altri motivi (tra cui assalti di metalupi e draghi), solo nel 5% di avvelenamenti. Inoltre, il 63% delle morti si è originato in seguito a delle aggressioni, il 25% durante delle battaglie legate a una guerra e solamente il 5% è dovuto a esecuzioni ordinate dalla legge.

L'algoritmo della morte
Non è la prima volta che si prova a prevedere chi potrebbe non arrivare vivo al finale di Game of Thrones 8: in precedenza, vi avevamo parlato anche di un algoritmo che, mettendo insieme tutti i dati delle precedenti morti nella serie HBO, aveva calcolato le percentuali di morte di tutti i protagonisti ancora in vita.
Effettivamente, i numeri calcolati dall'algoritmo corrispondono, in alcuni dettagli, alle conclusioni dello studio di Lystad e Brown: due dei personaggi con più chance di arrivare fino alla fine sarebbero le sorelle Arya e Sansa Stark (rispettivamente con il 49,04% e il 50,28% di possibilità di morire).

Tragici, anche in questo caso, i numeri di Daenerys, che per l'algoritmo avrebbe ben l'83,77% di possibilità di morire.
Meno severi i numeri di Jon Snow, che a differenza della Madre dei Draghi ha cambiato spesso alleanza per raggiungere il fine ultimo – la lotta contro il Re della notte: secondo i calcoli, il giovane e determinato condottiero ha "solo" il 58,99% di possibilità di morire.
La stagione finale di Game of Thrones esordirà a partire dal prossimo mese di aprile e promette una sanguinosa battaglia. Di recente abbiamo appreso quale episodio dovrebbe esserle dedicato, mentre HBO ha già confermato che dopo l'epilogo sarà effettivamente proposta la reunion degli storici membri del cast, ma solo all'interno del cofanetto che vi consentirà di portare a casa tutte le otto stagioni.
Quanto siete impazienti di scoprire il destino di Westeros e dei suoi protagonisti?
Iscriviti al nostro canale Telegram e rimani aggiornato!