Con ironia e simpatia il regista Éric Lavaine ha realizzato Torno da mia madre, film uscito nelle sale italiane il 25 agosto. Già dal titolo si può intuire l'argomento: il ritorno con annessa convivenza nella casa materna.
L'idea e la tematica sono molto attuali e vengono rappresentate in modo leggero e comico, guardando da entrambe le prospettive: quella della madre, che vive il ritorno della figlia come un'invasione che le sconvolge le abitudini e la vita, e quello della figlia, che seppur 40enne torna a essere seguita come se fosse ancora una teenager.

Stéphanie ha quarant'anni; aveva un marito ed un lavoro, che però ha perso quasi contemporaneamente. L'unica soluzione per rimettere in sesto la sua vita è quella di tornare a casa della madre; ma le aspettative, sia nel bene che nel male, sono completamente diverse dalla realtà!
Quando ci si allontana dal proprio nucleo di convivenza, la "confort-zone" cambia e non solo per chi va via ma anche per chi resta. Le abitudini quotidiane cambiano nel tempo e si tramutano in certezze che non solo scandiscono il tempo che passa, ma che definiscono un'identità e un modo di essere che si è scelto e non si vuole modificare o condividere.
La pellicola ha come ambientazione predominante la casa, ma soprattutto il tavolo da cucina e il divano: ovvero i luoghi che più simboleggiano nell'immaginario di ciascuno la comunicazione familiare, il senso di famiglia e di nucleo privato.
Il risultato del lavoro Torno da mia madre arriva ad una comicità attuale e d'impatto. Ci sono scene, come quella della mail, che saranno capitate almeno una volta a ciascun figlio con uno dei genitori, che si sia o meno ritornati a vivere in casa.
Torno da mia madre: l'indirizzo mail
Da questa scena si intravede e si percepisce lo spirito e l'intento del regista: descrivere in modo leggero (e mai cinico e spietato) il rapporto tra un figlio non più adolescente e un genitore. Ciascuno, pur trovandosi in un'ambiente familiare, non vive nella propria zona confort perché le dinamiche del quotidiano sono costrette a subire una nuova forma, che ha aspetti del tutto sconosciuti fino ad allora.
Due vite un tempo così vicine e unite, dopo anni di non convivenza, si ritrovano a dividere spazi che non erano più in comune. Ci si trova così ad osservarsi reciprocamente, come se si stesse conoscendo per la prima volta il rispettivo familiare.
Le abitudini delle due protagoniste vengono in qualche modo invase e ciascuna a suo modo cerca di modificare lo stile di vita dell'altra, pensando di stare agendo nel bene. Un'altra scena eloquente su questa tematica è quella della sveglia. Diamole un'occhiata!
Torno da mia madre: la sveglia
Stéphanie non riconosce alcuni comportamenti diversi della madre e li associa ad un inizio di demenza senile, ma non è assolutamente questo il caso. La figlia non conosce tutto della madre, che mantiene degli aspetti della sua vita privata nascosti. Da questi segreti e false convinzioni nascono degli equivoci, che è difficile che non strappino un sorriso nello spettatore. Come quella della prossima scena.
Torno da mia madre: l'ascensore
Il cast
Stéphanie è interpretata da Alexandra Lamy mentre a vestire i panni della madre Jacqueline è Josiane Balasko. E ancora Mathilde Seigner veste i panni di Carole, Philippe Lefebvre interpreta Nicolas, l'amante segreto di Jacqueline, e Cécile Rebboah è Charlotte.
Torno da mia madre è un film di Éric Lavaine ed è prodotto da Officine Ubu.
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