L’alfa e l’omega dell'edizione di quest’anno saranno: La vita nascosta – Hidden Life, che racconta la vera storia di Franz Jägerstätter, contadino austriaco condannato a morte per non aver giurato fedeltà a Hitler, e La gomera – L’isola dei fischi, un noir che sovverte tutto ciò che fino a oggi è stato il noir.
Nel mezzo, tre concorsi internazionali che vedranno il pubblico eleggere il miglior lungometraggio, cortometraggio e documentario del festival.
Vediamo più da vicino che cosa mette sul piatto la XXXI edizione del Trieste Film Festival.
Il concorso internazionale lungometraggi

I film in anteprima italiana non possono non confrontarsi con i temi sociali centrali del nostro tempo, e così da Kot W Scianie, incentrato sulla Brexit a Nech Je Svetlo, che mette in luce la facilità con cui i giovani si stanno avvicinando alla violenza organizzata, a Lillian, focalizzato su una figura femminile, una’emigrante bloccata a New York mentre cerca di fare ritorno in Russia, a Zana, racconto della condizione femminile in Kosovo, senza dimenticare di narrare i drammi della guerra.
Accanto a queste undici pellicole, non mancano i titoli Fuori Concorso: Paradise una nuova vita, per esempio, è una commedia made in Italy, ambientata in un freddo Friuli, Posljednji Srbin U Hrvatskoj è invece una “commedia zombie” proveniente dai Balcani che promette già di essere imperdibile.
Tanti anche gli Eventi Speciali: anteprime internazionali (come il remake polacco di Perfetti Sconosciuti), film proibiti in patria, come W.R. – Misterije Organizma
Il Concorso internazionale Documentari

Nove sono i titoli in concorso: due dedicati alla memoria della Shoah, dramma il cui ricordo è nostro compito continuare a tenere in vita; uno che racconta l’incontro tra una madre e un figlio, ritrovatisi dopo otto anni; uno narra la storia di Tomáš Baťa, fondatore del colosso calzaturiero che non ha certo bisogno di presentazioni; uno ci porta in un carcere di massima sicurezza in Lituania; un altro ci trasporta della freddissima Ucraina occidentale; un settimo ha il compito di mettere in luce il dramma di una nuova generazione di eroi della patria rieducati dallo stato; un ottavo ci racconta i sogni di un gruppo di giovani, che vive in Transnistria – terra autoproclamatosi indipendente, che dà il nome al film; e infine, l’ultimo documentario racconta gli effetti imprevedibili di un vento chiamato Halny, ben noto sui monti polacchi.
Anche qui, non mancano i fuori concorso: Il Dono, che ci porta sulle tracce dell’esilio di Andrej Tarkovskij nel nostro paese; e VITTORIO VIDALI - IO NON SONO QUELLO CHE FUI, che prova a dipingere un ritratto del celebre politico.
Tra i quattordici cortometraggi in gara, uno rappresenta l’Italia: si tratta di Destino, di Bonifacio Angius.
Non manca poi, il Trieste Film Festival, di unirsi alla celebrazione di Fellini 100. La scelta è quella di raccontare il Maestro dal punto di vista, ovviamente, dell’est Europa. Con la promessa di scoprire un lato inedito di Fellini.
E ancora, sezioni dedicate al cinema di altri paesi, tavole rotonde, proiezioni a tema, premi e progetti dedicati a mettere in luce ogni possibile sfumatura del cinema, protagonista al Trieste Film Festival.
Appuntamento allora, ovviamente a Trieste, in alcune splendide location (elencate sul sito), dal 17 al 23 gennaio.
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