Fondazione Babele - Wonderful World, recensione: un reboot riuscito a metà

Fondazione Babele - Wonderful World è la nuova avventura del gruppo creato da Massimo Semerano e Marco Nizzoli qui coadiuvati ai testi da Luana Vergari.

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Autore: Domenico Bottalico ,

Dopo aver recuperato Fondazione Babele, piccola grande gemma degli anni 90 all'italiana, Sergio Bonelli Editore dà fiducia agli autori Massimo Semerano e Marco Nizzoli - coadiuvati ai testi da Luana Vergari - per il volume Fondazione Babele - Wonderful World. Un oggetto editoriale insolito: non si tratta di un sequel alle storiche avventure del gruppo bensì di un reboot. L'iniziativa, per quanto lodevole e interessante, tuttavia risulta spiazzante e non completamente riuscita.

Di cosa parla Fondazione Babele - Wonderful World

Rosa Casta, megastar del porno, è morta. Fondazione Babele - un gruppo di artisti di avanguardia - viene invitato per una performance celebrativa. Lo spettacolo però prende una piega inaspettata quando Rosa... resuscita, posseduta da una misteriosa entità aliena.

Il manager della Fondazione riesce subito a mettere sotto contratto la rediviva Rosa Casta che però ha anche attirato l'attenzione di politici e potentati da tutto il mondo che vorrebbero averla tutta per loro e godere delle sue grazie. Fra incontri con improbabili mostri marini e ingaggi per spot di ispirazione biblica, Rosa sembra avere altri piani per coloro che vorrebbero possederla - non solo fisicamente.

Il battesimo del fuoco però è fronteggiare un black out della rete mondiale, proprio quando la fondazione è impegnata nel mettere in scena una versione post-moderna de Il Mercante di Venezia.

Wonderful but "old" world

Riprendendo pedissequamente l'incipit della serie originale, Fondazione Babele - Wonderful World cerca di aggiornarsi per il nuovo millennio. Il risultato però è una narrazione meno "di rottura" rispetto all'originale seppur ugualmente frenetica e nevrotica.

In questo senso, Fondazione Babele - Wonderful World punta tutto sull'ossessione tutta contemporanea per i social media diventati forze che indirizzano le esigenze e i bisogni del pubblico. Tutto è macchiettistico - comprese le figure politiche, mosse unicamente dalla ricerca del consenso - e tutto è banalizzato, come nell'ultimo episodio - il più riuscito del volume - in cui la Fondazione è ingaggiata per portare in scena Il Mercante di Venezia mentre sui social media si spiega ai followers di cosa parla la tragedia riducendola ad un mero triangolo amoroso.

I guizzi ci sono tutti. La disgregazione del linguaggio anche in favore di inglesismi gratuiti e slang da tastiera, la ricerca dei famigerati "5 minuti di notorietà", l'ossessione di condividere la propria "esperienza" tutto con tutti e la nevrosi dell'assenza di connessione internet.

Peccato però che a questi guizzi manchi la brillantezza della serie originale. Le situazioni sembrano costruite a tavolino così come le interazioni dei personaggi. Tralasciando poi la totale mancanza di contesto sulla Fondazione e sui suoi membri, manca poi narrativamente un vero e proprio filo conduttore fra i vari episodi con Rosa Casta in versione giustiziera che non riesce a reggere da sola l'impianto narrativo. 

Fondazione Babele - Wonderful World non riesce ad essere ficcante. Non riesce cioè ad essere penetrante tanto quanto la serie originale risultando sì "specchio dei tempi" ma incapace di andare oltre l'esposizione didascalica delle storture della società.

Anche graficamente Fondazione Babele - Wonderful World non è sorprendente come la serie originale. Il lavoro di Marco Nizzoli è sempre pregevole nella sintesi fra manga e fantascienza francese ma oggi risulta meno innovativa e "fresca". C'è da sottolineare però sia l'ottimo lavoro in fase di layout e costruzione della tavola - che premia la scorrevolezza nella lettura - che quello in fase di design sempre in bilico fra weird, grottesco e caricaturale. Che il mondo retro-futuristico in cui agisce la Fondazione rimanga affascinante è indubbio.

Da segnalare infine che il volume, cartonato formato 22x29.7 cm, è purtroppo privo di qualsiasi contenuto extra sia redazionale che grafico fatta eccezione per una singola pin-up del gruppo. Un vero peccato perché sarebbe stato interessante entrare nella mente degli autori e capire perché si è optati per un reboot della serie anziché un più canonico sequel.

Commento

Voto di Cpop

60
Fondazione Babele - Wonderful World è un oggetto editoriale insolito: non si tratta di un sequel alle storiche avventure del gruppo bensì di un reboot. L'iniziativa, per quanto lodevole e interessante, tuttavia risulta spiazzante e non completamente riuscita perché non è ficcante e anticipatoria come la serie originale. Il mondo creato da Massimo Semerano e Marco Nizzoli rimane affascinante ma oggi è troppo vicino alla realtà per convogliare quegli messaggi di "rottura" così come aveva fatto negli anni 90.

Pro

  • narrazione capace di intercettare le nevrosi della società moderna...
  • il modo in cui agisce la Fondazione rimane affascinante anche e soprattutto graficamente

Contro

  • ...ma non risulta abbastanza ficcante da metterne a nudo le contraddizioni
  • manca un filo conduttore narrativo che colleghi i vari episodi
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