Allison Mack usa Scientology per difendere il suo operato in NXIVM

Scientology offre un inaspettato appiglio alla difesa di Allison Mack. Per difendere l'attrice dalle accuse di riduzione ai lavori forzati, i suoi legali hanno citato un caso analogo da cui l'organizzazione di L. Ron Hubbard è uscita vincitrice.

Autore: Silvia Artana ,

Dopo il grande clamore dei mesi scorsi, la luce dei riflettori sul caso NXIVM si è spenta. Però la vicenda è tutt'altro che archiviata. La lotta in tribunale di Allison Mack continua e i legali dell'ex star di Smalville hanno citato nientemeno che Scientology per dimostrare l'innocenza della loro assistita.

Ma in che modo l'organizzazione fondata da L. Ron Hubbard ha a che fare con quella creata e guidata da Keith Raniere?

Per comprendere gli ultimi sviluppi della storia, è necessario fare un passo indietro.

Dopo essere stata arrestata ad aprile 2018 (e poi rilasciata, dietro il pagamento di una cauzione di 5 milioni di dollari), Allison Mack è stata accusata di una molteplicità di crimini. In primis, di avere organizzato un vero e proprio traffico di schiave sessuali (con tanto di marchiatura a fuoco delle adepte) e di avere costretto ai lavori forzati diverse donne che facevano parte di NXIVM.

Come ricostruisce Deadline, citando la documentazione prodotta dal Dipartimento di Giustizia, insieme a Raniere, l'attrice era al vertice di un gruppo segreto dalla struttura piramidale all'interno dell'organizzazione chiamato DOS, acronimo di Dominos Obsequious Sororium, ovvero Signori delle donne schiave:

DOS operava attraverso livelli di donne "schiave" guidate da "padroni". Gli schiavi dovevano reclutare altri schiavi (di conseguenza, diventando essi stessi padroni), che dovevano servire non solo i loro padroni, ma anche i padroni dei loro padroni. Raniere era da solo in cima alla piramide. A parte lui, tutti gli altri membri di DOS erano donne. Mack occupava una posizione nel primo livello, immediatamente sotto Raniere.

Per avere la certezza dell'obbedienza e della fedeltà dei membri di DOS, Mack e Raniere utilizzavano l'arma del ricatto:

Come conditio sine qua non per entrare a fare parte di DOS, le donne dovevano fornire 'garanzie', che consistevano in informazioni altamente compromettenti su amici e familiari, fotografie di nudo e diritti sui loro beni. Le schiave DOS hanno dichiarato che [l'organizzazione, n.d.r.] poteva rendere pubblica o riscattare la 'garanzia' per qualsiasi ragione, incluso aver rivelato a qualcuno l'esistenza di DOS o voler lasciare il gruppo.

Secondo l'accusa, sfruttando la propria posizione di vertice, l'ex star di Smalville ha indotto le sue sottoposte a compiacere Raniere, ottenendo in cambio dall'uomo numerosi vantaggi personali:

In base ai documenti in possesso della corte, Allison Mack ha richiesto direttamente o implicitamente alle sue schiave, tra cui due indicate come Jane Doe 1 e Jane Doe 2, di avere attività sessuali con Keith Raniere. In cambio, Mack ha ottenuto benefici finanziari e di altro genere da Raniere. Jane Doe 1 e Jane Doe 2 credevano che, se non avessero acconsentito, [l'organizzazione, n.d.r.] avrebbe reso pubbliche le loro garanzie.

Ed è da questo punto che prende le mosse la difesa degli avvocati dell'attrice:

L'amministrazione ritiene che la signora Mack abbia costretto [alcune donne, n.d.r.] ai lavori forzati attraverso 'minacce di seri danni', dove con 'seri danni' si intende l'imbarazzo che avrebbe potuto derivare dal rendere pubbliche le loro 'garanzie'. Tuttavia, i tribunali hanno stabilito che una conseguenza di questo genere, sebbene fonte di disagio, non costituisce un 'serio danno' ai sensi della legge.

I "tribunali" ai quali fanno riferimento i legali di Allison Mack sono quelli che nel 2009 hanno riconosciuto Scientology non colpevole in un caso analogo, noto come Headley v. Church of Scientology International:

[In quella circostanza, n.d.r.] la corte ha riscontrato che i querelanti non erano obbligati a restare nell'organizzazione, anche se sarebbero stati 'scomunicati' dai loro amici e familiari e bollati come 'dissidenti', se avessero scelto di andarsene. Di conseguenza, non ha riconosciuto la minaccia di un danno alla reputazione e l'isolamento dalle persone amate come un 'serio danno'.

A partire dalla vittoria dell'organizzazione di L. Ron Hubbard contro gli Headley, gli avvocati della ex star di Smallville puntano a dimostrare che il presunto crimine di riduzione ai lavori forzati non sussiste.

Basterà il clamoroso precedente a fare cadere una delle (gravi) accuse che rischiano di costare all'attrice da 15 anni di prigione all'ergastolo?

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