Amsterdam: robot per aiutare la città a sfruttare i canali d'acqua

Un progetto del MIT e dell'AMS porterà nella cittadina una flotta di robot galleggianti in grado di compiere una serie di funzioni che permetterà di sfruttare intelligentemente i 165 canali d'acqua della città

Autore: Giovanni Rispo ,

Amsterdam è una città affascinante con quel suo dedalo di 165 canali e corsi d’acqua che l’attraversano in lungo e in largo. Città atipica, problemi atipici, soluzioni atipiche. E qui nasce il progetto Roboat di cui seguiranno i dettagli.

A unirsi in questa soluzione futuristica sono stati il MIT e l’Amsterdam Institute for Advanced Metropolitan Solution (AMS Institute) che sono impegnati in una ricerca in corso da diversi anni. Ma cos’è Roboat e a cosa serve?

Concentriamoci sul primo quesito. Roboat è uno scafo rettangolare in grado di operare autonomamente e grazie a una serie di sensori (come il GPS e le telecamere) può interagire con l’ambiente circostante o unirsi ad altri Roboat.

Ma a cosa serve? Roboat potrebbe adattarsi a diverse esigenze: fungere da ponte galleggiante, trasportare merci e persone, raccogliere l’immondizia e ripulire i fondali dei canali. La flotta, inoltre, grazie alle funzioni di AI può tenere sotto controllo la qualità dell’acqua, dell’aria e il livello di inquinamento acustico.

Dopo una serie di sperimentazioni partite nel 2016, si è giunti a un modello stampato in 3D che riduce i costi di produzione. Ora i ricercatori si concentreranno sul sistema di ricarica tramite docking station - attualmente le Roboat possono connettersi in 10 secondi appena -  e nel creare prototipi più grandi che doneranno stabilità all’imbarcazione.

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