Nemmeno il tempo di perfezionare il montaggio definitivo di C'era una volta a Hollywood che Quentin Tarantino è già al lavoro sul prossimo film: il crossover Django/Zorro. Secondo quanto riferisce il sito Collider, il cineasta si starebbe occupando dello script del film assieme a Jerrod Carmichael muovendo dall'omonima serie a fumetti scritta dallo stesso Tarantino assieme a Matt Wagner alcuni anni fa e pubblicata da Dynamite Entertainment e DC Comics come sequel ideale di Django Unchained.
La serie a fumetti si svolge diversi anni dopo gli eventi narrati nel film con Jamie Foxx. Django è ancora un cacciatore di taglie e, complice una taglia sulla sua testa nei territori ad Est, esercita il suo mestiere di bounty killer negli stati occidentali. Dopo aver sistemato sua moglie Broomhilda a Chicago, incontra l'anziano e raffinato Diego de la Vega - il famoso Zorro - e ne rimane affascinato. In breve tempo Django diviene la "guardia del corpo" di de la Vega e si unisce a lui in una missione per liberare gli indigeni locali dalla schiavitù.

Tarantino, quota 10 film: Django/Zorro o Star Trek?
Si è iniziato a parlare dell'adattamento cinematografico del crossover Django/Zorro dopo l'attacco hacker a Sony del 2014. All'epoca vennero a galla lo scambio di mail tra Tarantino e l'allora CEO Sony, Amy Pascal, con quest'ultima che definì il progetto "super cool".
Al momento non è chiaro se Sony sia coinvolta nel progetto, anche se lo studio ha curato in precedenza la distribuzione internazionale di Django Unchained così come quella di C'era una volta a Hollywood, la pellicola presentata in anteprima mondiale al Festival di Cannes che vede Leonardo DiCaprio e Brad Pitt nei panni di due attori di serie b nella Los Angeles del '69.
Non è comunque certo se Tarantino si occuperà anche della regia di Django/Zorro o si limiterà alla sceneggiatura. Ricordiamo che il cineasta ha promesso in diverse occasioni di ritirarsi dopo il decimo film. E considerando che C'era una volta a Hollywood è il suo nono lungometraggio, resta da capire se l'autore di Pulp Fiction preferirà il progetto di Star Trek a quello del sequel di Django.
O magari è solo un regista "marinaio" e bada poco alle promesse.
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