Tra una Skye divenuta una vigilante con lo pseudonimo di Quake e l'esordio del demoniaco Ghost Raider, la prima puntata della quarta stagione di #Marvel's Agents of S.H.I.E.L.D. ha introdotto sibillinamente nello show un elemento attesissimo da fan, di cui si discute fin dall'esordio della serie.
Stiamo parlando dei Life Model Decoy, i celebri cloni robotici utilizzati nei fumetti da Nick Fury per non rivelare la sua vera posizione, il cui progetto di costruzione era stato riavviato dal dottor Holden Radcliffe al termine della scorsa stagione.
Durante l'episodio abbiamo infatti scoperto che lo scienziato, ignorando le restrizioni impostogli dallo S.H.I.E.L.D., ha fatto esperimenti sull’intelligenza artificiale da lui creata e battezzata AIDA, donandole un corpo.
Dalle parole pronunciate a Fitz nella clip che trovate in testa a questo pezzo, l'androide sembra essere a tutti gli effetti il primo di una nuova serie di Life Model Decoy, creati da Radcliffe con l'apparente obiettivo di proteggere e sostituire gli agenti nelle missioni più pericolose.

Un utilizzo molto simile a quello che i LMD - così comunemente abbreviati - hanno anche nei fumetti fin dalla loro prima apparizione, avvenuta nel 1965 sulle pagine di Strange Tales #135.
In una delle storie dell'albo, la prima con Nick Fury nelle vesti di agente dello S.H.I.E.L.D., un clone di quest'ultimo viene infatti creato con lo scopo di essere usato come esca per proteggerlo dagli attacchi dell'HYDRA, intenzionata a ucciderlo.
Nel corso dei decenni, Fury e molti altri personaggi dell'universo Marvel hanno continuato a fare spesso uso di questi duplicati, di cui sono state create durante gli anni numerose varianti anche con fattezze casuali, utilizzate come loro assistenti o aiutanti sul campo di battaglia.
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Da quanto emerso dall'episodio, AIDA sembra appartenere proprio a quest'ultima categoria, ma alcune ipotesi che aleggiano intorno al suo futuro lasciano aperta la porta a scenari tutt'altro che positivi.
È infatti molto probabile che il personaggio possa passare tra le fila dei cattivi, venendo trasformato in una sorta di Sentinella - sulla falsariga di quelle dei celebri X-Men - e impiegato per dare la caccia e sterminare tutti gli Inumani del pianeta.
Se questa ipotesi si concretizzasse, potremmo presto trovarci davanti all'adattamento televisivo di Jocasta o Alkhema, le versioni femminili del villain Ultron.

Concludiamo questo secondo appuntamento con la rubrica I segreti dello S.H.I.E.L.D. portando alla luce il principale motivo per cui i Life Model Decoy sono stati accostati fin dall'inizio a Marvel's Agents of S.H.I.E.L.D.
In seguito a quanto successo nel primo film dedicato agli Avengers, in molti pensano che questi cloni sintetici siano collegati al progetto T.A.H.I.T.I nonché alla miracolosa resurrezione di Phil Coulson.
Una delle teorie più affascinanti e amate dagli spettatori è infatti quella che vede i ricordi dell'ex direttore dello S.H.I.E.L.D. essere stati impiantati in un suo duplicato robotico, una versione embrionale dei nuovi Life Model Decoy di Radcliffe, il che farebbe dell'attuale agente Coulson un ibrido tra un umano e un androide.
Visto la centralità del tema, la quarta stagione di Marvel's Agents of S.H.I.E.L.D. sembra essere quella perfetta per dare finalmente una risposta a questo importante quesito. Quel che è certo è che di androidi e Life Model Decoy quest'anno ne sentiremo parlare molto a lungo.
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