Uno è fra i serial killer mai identificati più ricercati della storia moderna. L'altro è il nostro incubo nazionale, mai finito, nemmeno dopo la condanna di Pietro Pacciani.
Il serial killer Zodiac, che terrorizzò la California alla fine degli anni '60, uccideva con armi da fuoco e coltelli, e colpiva principalmente coppie appartate. Proprio come il serial killer italiano più feroce e misterioso di sempre.
Fu lo stesso Zodiac, celebre per le lettere anonime che inviava ai giornali, a darsi il soprannome. E, sebbene sia stato ufficialmente identificato come l'autore di 5 omicidi (su 7 aggressioni: due delle vittime fortunatamente sopravvissero, ma non ebbero modo di portare alla sua cattura), secondo alcuni investigatori della polizia avrebbe ucciso almeno 40 persone.
Mai catturato, continuò a inviare i suoi messaggi ai media fino al 1974.
E oggi, un ex militare americano di stanza in Italia avrebbe confessato di essere Zodiac. E anche il mostro di Firenze.
Il mostro, i compagni di merende e Ulisse

Il mostro di Firenze: così è stato ribattezzato dalla stampa l'autore degli otto duplici omicidi - avvenuti tra il 1968 e il 1985 - nelle campagne fiorentine.
Una scia di sangue che sconvolse l’opinione pubblica e mobilitò una quantità di investigatori mai vista prima, arrivando a chiedere la consulenza dell'FBI e di altre agenzie straniere.
Gli indizi portano la polizia sulle tracce di un contadino, Pietro Pacciani, protagonista di uno dei più lunghi e controversi processi della storia giudiziaria italiana.
Fino al 1998, anno della morte dello stesso Pacciani, che si era sempre dichiarato innocente.
Attivo fra il 1968 e il 1985, il mostro porta alle condanne di Pacciani (poi assolto, con l'assoluzione in seguito annullata) e dei tristemente noti compagni di merende: Mario Vanni (condannato all'ergastolo e poi rilasciato per motivi di salute prima della sua morte, nel 2009), Giancarlo Lotti (che testimoniò contro gli altri e fu condannato a 30 anni, per poi morire nel 2002) e Fernando Pucci (testimone oculare, morto lo scorso anno).
Nel corso delle indagini, e in particolare dalle testimonianze degli uomini coinvolti, emerge insistentemente la misteriosa figura di Ulisse, uomo la cui identità è sconosciuta e che viene indicato come il possessore delle armi dei delitti (mai ricondotte agli imputati) e come l'esecutore materiale dei delitti.
Ma le ricostruzioni sono confuse e le ipotesi degli inquirenti non riescono a colmare i vuoti.
Ulisse è Zodiac. Ma è anche il mostro?

Ed è a questo punto che arriva la sconvolgente rivelazione: intervistato da un giornalista, che continua a mantenere segreta la sua identità, incalzato proprio dal giornalista - che gli si propone come biografo in conseguenza dei suoi sospetti sul fatto che Ulisse possa essere proprio Zodiac - l'uomo in qualche modo arriva a confermare la teoria del giornalista.
Lo fa con affermazioni ambigue nel corso di molti incontri avvenuti nel 2017.
E quando il giornalista gli mostra alcune pagine del libro di Robert Graysmith su Zodiac, ottenendo informazioni che confermerebbero inequivocabilmente i suoi sospetti, arriva la svolta.

Sempre attraverso le pagine di un libro (Delitto degli Scopeti di Vieri Adriani, Francesco Cappelletti e Salvatore Maugeri), il giornalista scopre che Ulisse frequentava gli stessi locali in cui andavano abitualmente due vittime del mostro, Nadine Mauriot e Jean-Michel Kraveichvili.
Arriva il colpo di scena: il giornalista è ormai certo che Ulisse, l'uomo che ha di fronte, sia Zodiac. Ma anche che Zodiac e il mostro di Firenze siano la stessa persona.
L'uomo parla bene italiano, come l'Ulisse emerso durante i processi per il mostro. Date e luoghi coincidono, sia per i delitti in California che per quelli in Italia.
E Ulisse minaccia - non troppo velatamente - il giornalista, quando gli sembra che stia esagerando.
Quando l'uomo suggerisce a Ulisse di costituirsi, sia per i delitti di Zodiac che per quelli del mostro, Ulisse tira in ballo altre persone, di cui non fa i nomi.
L'ipotesi, largamente accreditata, degli studiosi dei delitti del mostro che fossero coinvolte parecchie persone - come del resto dimostrarono i processi - viene confermata anche da lui.
A questo punto, siamo di fronte all'ultimo incontro fra il giornalista e Ulisse, che sembra intenzionato davvero a costituirsi.
Ma non se ne hanno più notizie dal 13 settembre scorso, data di quell'ultimo incontro.
La soluzione di due grandi misteri

Se le teorie del giornalista e le parole di Ulisse dovessero essere confermate, non arriveremmo solo all'identificazione di due fra i serial killer più ricercati di tutti i tempi.
Arriveremmo, probabilmente, anche a comprendere la vastità del caso del mostro, il numero di persone coinvolte e l'eventuale collegamento fra Italia e Stati Uniti relativo ai delitti, data la nazionalità americana del colpevole.
La rivelazione del giornalista, il cui nome rimane ovviamente anonimo per ragioni di sicurezza, verrebbe confermata da alcuni documenti - fra cui una rivista che riporterebbe la soluzione agli indovinelli che Zodiac lanciava ai media e che, una volta risolti, conterrebbero il nome e il cognome dell'assassino (coincidenti con quelli di Ulisse).
La portata delle indagini e il numero di persone coinvolte è cresciuta ancora.
Forse non arriveremo mai a conoscere tutta la verità, ma sicuramente se l'ammissione di Ulisse e le scoperte del giornalista venissero ufficialmente confermate, avremmo almeno la soluzione al nome dietro a due grandi misteri.
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