Stasera in TV Independence Day, il discorso del presidente (e come ha dato il titolo al film)

Autore: Francesco Ursino ,

Independence Day è un film pieno di scene epiche e passate alla storia del cinema. Dal primo incontro – non proprio amichevole – tra il capitano Hiller (Will Smith) e gli alieni nel deserto, al dialogo tra il presidente Whitmore (Bill Pullman) e gli stessi extraterrestri tramite il malcapitato dottor Okun (Brent Spiner).

Stasera in TV: Oggi alle ore 23.28 c'è Independence Day in chiaro sul 20 di Mediaset.

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Tra le varie sequenze, però, una spicca con particolare forza. Si tratta del momento in cui il presidente è chiamato a ispirare le truppe prima dell’offensiva finale contro gli alieni. Questo speciale vuole sottolineare proprio l’importanza di questa sequenza all’interno del film, e riporta anche gustose curiosità svelate da chi partecipò alla scena in prima persona.

Dove si colloca il discorso all’interno della storia di Independence Day?

Il discorso del presidente Thomas J. Whitmore è collocato nella parte finale di Independence Day, e costituisce un necessario momento di riflessione e carica prima dell’assalto agli alieni. La sequenza rappresenta il culmine di una serie di scene che vedono i vari protagonisti avvicinarsi al momento dell’attacco decisivo.

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Lo specialista di telecomunicazioni David (Jeff Goldblum), dopo un diverbio col padre, arriva a progettare una possibile controffensiva per avere la meglio sugli extraterrestri. Il piano è rischioso, e prevede l’utilizzo di una navicella aliena recuperata da Steve Hiller, che si offre volontario per pilotarla. Prima di fare ciò, però, il personaggio interpretato da Will Smith ha ancora una piccola faccenda da risolvere. Finalmente, corona il suo sogno d’amore con Jasmine, mentre lo stesso David e Constance (Margaret Colin), che lavora alla Casa Bianca, si riavvicinano.

Si arriva così al discorso del presidente, che viene tenuto davanti a un manipolo di soldati un po' impauriti. Essendo un ex pilota di caccia della Guerra del Golfo, Whitmore decide di comandare in prima persona l’operazione. E per dare la spinta decisiva ai suoi uomini, sceglie parole entrate rapidamente nell’immaginario collettivo.

Il discorso del presidente Whitmore in inglese e italiano

Accompagnato dal generale William Grey (Robert Loggia), Whitmore esprime le sue preoccupazioni sugli uomini che dovranno partecipare all’assalto agli alieni. Il dubbio maggiore riguarda la giovane età dei soldati, e il loro evidente nervosismo. Per stemperare la tensione, allora, il presidente prende la parola, e pronuncia il suo famoso discorso.

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Questa la versione in inglese, accompagnata dalla trascrizione originale:

Good morning. In less than an hour, aircraft from here will join others from around the world. And you will be launching the largest aerial battle in this history of mankind. Mankind… that word should have new meaning for all of us today. We can't be consumed by our petty differences anymore. We will be united in our common interests. Perhaps its fate that today is the 4th of July, and you will once again be fighting for our freedom, not from tyranny, oppression, or persecution... but from annihilation. We're fighting for our right to live, to exist. And should we win the day, the 4th of July will no longer be known as an American holiday, but as the day when the world declared in one voice: We will not go quietly into the night! We will not vanish without a fight! We're going to live on! We're going to survive! Today, we celebrate our Independence Day!

Questa, invece, è la versione apparsa in Italia, impreziosita dal doppiaggio di Tonino Accolla. Viene indicata anche la trascrizione delle parole pronunciate:

Buongiorno. Fra meno di un’ora, i nostri aerei si uniranno agli altri aerei di tutto il mondo. E insieme daremo luogo alla più grande battaglia mai sostenuta dall’umanità. L'umanità... oggi questa parola dovrebbe assumere un nuovo significato per tutti noi. Non possiamo più essere consumati da diversità insignificanti. Saremo uniti dal nostro comune interesse. Può darsi sia destino che oggi sia il 4 luglio, e ancora una volta combatterete per la nostra libertà. Non dalla tirannia, dall'oppressione o dalla persecuzione, ma dall'annientamento. Combattiamo per il nostro diritto di vivere, di esistere. E se dovessimo risultare vincenti, il 4 Luglio non sarà più ricordato solo come una festa americana, ma come il giorno in cui il mondo con una sola voce ha dichiarato noi non ce ne andremo in silenzio nella notte. Noi non ci arrenderemo senza combattere. Noi continueremo a vivere. Noi sopravvivremo. Oggi, festeggiamo il nostro giorno dell'Indipendenza!

Perché le parole di Whitmore hanno portato al titolo Independence Day?

Il discorso del personaggio interpretato da Bill Pullman rappresenta uno dei punti più alti del film diretto da Roland Emmerich. Oltre a costituire un momento intenso ed emozionante, il breve intervento del presidente ha cambiato l’intera identità della pellicola.

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Ad oltre 20 anni di distanza dall’uscita nelle sale, lo stesso Bill Pullman ha voluto svelare un retroscena particolarmente gustoso relativo al titolo del film, che a quanto pare si sarebbe dovuto chiamare Doomsday. Il nome scelto sucessivamente, Independence Day, è merito proprio del discorso di Whitmore. Intervistato da CinemaBlend, l’attore ha dichiarato:

Abbiamo girato quella sequenza di notte, ovviamente, perché doveva essere una scena scura e senza soundstage o cose del genere. Era davvero tardi, ma l’orario di ripresa era stato anticipato, perché Dean Devlin [sceneggiatore del film, n.d.r.] e Roland Emmerich stavano discutendo con Fox sul titolo da dare al film. Si sarebbe dovuto chiamare Doomsday. Era quello che voleva Fox, ed era un titolo tipico per un disaster movie di quell’epoca.

Emmerich e Devlin, però, erano di diverso avviso:

Loro due [Emmerich e Devlin, n.d.r.] volevano chiamare il film Independence Day, quindi dovevamo girare la sequenza del discorso in maniera ottima. Hanno finito di montare la scena, e un paio di sere dopo Dean è venuto nella mia roulotte, e mi ha chiesto: ‘La vuoi vedere?’ Mise la videocassetta nel registratore, mi mostrò la sequenza e io dissi: ‘Devono per forza chiamare questo film Independence Day.’ E così hanno fatto.

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