J'Accuse: il prossimo film di Roman Polanski è un giallo sull'affare Dreyfus

Dopo Quello che non so di lei, il regista Roman Polanski è pronto a tornare a dirigere una nuova interessante sceneggiatura: J'Accuse, un giallo sull'affare Dreyfus con Jean Dujardin. Il film è tratto da un romanzo di Robert Harris.

Autore: Claudio Rugiero ,

Roman Polanski sta per tornare dietro la macchina da presa con un nuovo interessante progetto.

Come spiega The Hollywood Reporter, si tratta di un giallo basato sull'affare Dreyfus e dal titolo J'Accuse.

Protagonista di questo nuovo lungometraggio prodotto da Legende Films sarà il premio Oscar per The Artist Jean Dujardin (recentemente visto in French Connection e Monuments Men), che interpreterà l'ufficiale Georges Picquart.

Le riprese si svolgeranno a Parigi e avranno inizio a fine 2018.

Il cast di J'Accuse include Louis Garrel (nel ruolo del soldato Alfred Dreyfus), Mathieu Amalric, Olivier Gourmet, Melvil Poupaud ed Emmanuelle Seigner, moglie del regista e protagonista del suo ultimo lavoro, Quello che non so di lei.

L'affare Dreyfus

Si tratta di uno dei più clamorosi errori giudiziari della storia, avvenuto in Francia tra il 1894 e il 1906 e che vide protagonista il soldato franco-ebreo Alfred Dreyfus.

Quest'ultimo fu ingiustamente accusato di essere una spia dei tedeschi e quindi processato per alto tradimento. Dreyfus sostenne fermamente la sua innocenza combattendo praticamente contro un'intera nazione. Il suo caso ebbe infatti una notevole risonanza mediatica dividendo l'opinione pubblica del tempo, tra chi ne sosteneva l'innocenza e chi lo riteneva invece colpevole.

Tra i dreyfusardi si schierò il celebre scrittore Émile Zola, il quale scrisse addirittura un articolo in difesa del soldato, in cui puntava il dito contro il clima di antisemitismo imperante nella Terza Repubblica francese. Tale intervento venne intitolato proprio J'Accuse.

Mondadori
Copertina del libro L'ufficiale e la spia

Sul nuovo film di Roman Polanski

Polanski ha già scritto la sceneggiatura insieme a Robert Harris, autore del romanzo da cui il film è tratto, L'ufficiale e la spia (The Dreyfus Affair), in Italia edito Mondadori.

In quest'ultimo la storia viene raccontata dal punto di vista del protagonista Georges Picquart, un ufficiale francese che si trova assistere all'ingiusta condanna di Dreyfus.

Da un romanzo di Harris il regista premio Oscar per Il pianista aveva già tratto nel 2010 il suo L'uomo nell'ombra con Ewan McGregor.

Il primo film post-MeToo

J'Accuse sarà il primo film di Polanski ad arrivare nell'era post-MeToo.

Come ricorderete, il regista polacco nel 1977 fu accusato di stupro ai danni dell'allora minorenne Samantha Geimer. Dichiaratosi colpevole, venne in seguito rilasciato su patteggiamento dopo 42 giorni di carcere. Tale accordo fu però revocato e Polanski si rifugiò a Parigi, vivendo per anni da latitante. Almeno fino al 2003, anno in cui al regista fu stata concessa la grazia e poté quindi tornare negli Stati Uniti.

Ma in seguito al movimento anti-molestie esploso con lo scandalo Weinstein, lo scorso maggio l'Accademia delle Arti e delle Scienze del Cinema lo ha espulso asserendo che le sue azioni di non erano "conformi ai nuovi standard etici dell'Accademia in merito al rispetto della dignità umana". Un'espulsione "ingiusta" a detta del regista, che ha minacciato azioni legali contro l'Accademia e ha bollato il MeToo come espressione di "un'isteria di massa".

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