Quando si valuta il risultato di un film si pensa sempre alla sua qualità artistica e alla sua capacità di impattare al botteghino. Raramente però si prende in considerazione un fattore importante: la competizione generata dalla presenza nei cinema di pellicole simili.
Non si può che essere dispiaciuti quindi per Maria regina di Scozia, un dramma storico in costume che azzecca sì l'uscita in un anno cinematografico povero di pellicole davvero rilevanti, ma ha la tremenda sfortuna di approdare al botteghino anglosassone nelle stesse settimane di un film con cui condivide tutto: costumi sontuosi, scandali reali, corte inglese, dive imparruccate e sottotoni omoerotici. Tutto, tranne il livello qualitativo.

Maria regina di Scozia: una rilettura storica
Elisabetta I e Maria Stuarda di Scozia, così come ce le hanno raccontate il cinema, la letteratura e i libri di scuola, sono state due formidabili regine, divise da un’inimicizia mortale e una rivalità religiosa, politica e caratteriale. L’ha spuntata Elisabetta, figlia del terribile Enrico VIII, dando il nome a un’era, lasciando un marchio indelebile nella storia anglosassone. La cifra del carisma e dell’intelligenza della sua rivale, la cattolica Maria Stuarda, ce la restituisce la storia stessa. Nonostante l’adagio voglia che la storia venga scritta dai vincitori, la sua memoria non è stata cancellata e suo figlio è infine riuscito a sedere sul trono d’Inghilterra.
Da una parte la regina vergine, dall’altra una sovrana incoronata a soli pochi mesi di vita e poi spodestata dalla figlia di Anna Bolena, considerata dai legittimisti un’usurpatrice. La versione canonica di una storia già raccontata ci presenta le due figure come poli opposti, rivali, pronte a saltare alla gola della nemica, sebbene non esistano testimonianze certe di un loro incontro diretto. Quello tra Maria e Elisabetta è insomma un braccio di ferro a distanza, mentre infuriano le guerre civili per motivi religiosi e gli intrighi di corte. Le due devono accontentarsi di ammirare l'altra in dipinti e ritratti, devono conversare tra loro per mezzo di ambasciatori e consigli.

Basato un romanzo che vuole fare luce sulla vera storia delle due regine, Maria regina di Scozia è un film dall’ambizione femminista e contemporanea: quella di rileggere l’intera vicenda sottolineando come Maria ed Elisabetta fossero le uniche in grado di capire profondamente la psicologia e i sentimenti dell’altra. In un mondo di uomini crudeli e manipolatori, le due sovrane sono un unicum femminile di potere, ottenuto a costo di enormi sacrifici personali e sempre messo in pericolo dalla credenza diffusa che una donna non sia adatta a comandare e sia naturalmente incline alla depravazione.
Maria regina di Scozia: la trama
Il film di Josie Rourke si apre con il ritorno di una giovane Maria in Scozia, dopo gli anni passati in Francia e la morte del marito Francesco. La fresca vedova viene accolta tiepidamente dal fratellastro che ha regnato sulla nazione in sua assenza. Conscia della debolezza della propria posizione ma decisa a rivendicare ciò che ritiene suo, la giovane, bellissima e carismatica Maria cerca subito un dialogo con Elisabetta, senza nascondere le sue intenzioni.
Il suo chiodo fisso è lo stesso di Elisabetta I: il trono d’Inghilterra, che in quanto discendente degli Stuart sente di poter rivendicare con più legittimità della cugina. Le due si arroccano sulle rispettive posizioni: Elisabetta teme un possibile matrimonio politico di Maria, che possa rafforzarne ulteriormente le istanze al trono. Maria invece è pronta a cedere sulle sue rivendicazioni, a patto di venir nominata erede di quella che considera una sorella spirituale.

La scelta avventata del proprio marito - un uomo debole e meschino - porterà Maria alla rovina. Nonostante l’intelligenza politica dimostrata in più circostanze e la nascita del figlio Giacomo, erede al trono d’Inghilterra riconosciuto da Elisabetta, Maria s’inimicherà l’ala ortodossa dei suoi sudditi e una serie di consiglieri. Sobillato il popolo, i potenti clerici e nobili trameranno contro di lei, costringendola all’esilio in Inghilterra.
Maria regina di Scozia: la recensione
L’intento della regista Josie Rourke (veterana del teatro inglese alla prima regia cinematografica) è chiaramente politico e progressista. La sua era elisabettiana è popolata (così come ci raccontano le fonti storiche più ineccepibili) di mori e asiatici, le corti sono percorse da scandali di natura ambigua e omoerotica. La pellicola punta a ricordarci quanto le pagine sbiadite della storia siano state scritte dalle passioni e dai sentimenti carnali e viscerali di uomini, e in questo caso soprattutto donne. L’intento è lodevole, la chiave di lettura garantisce un taglio fresco a una storia già raccontata, ma il risultato è poco armonico. Il film sa molto di compitino politically correct, nemmeno così coerente. Il costrutto traballa soprattutto se si considera che “la brutta” Elisabetta, sfigurata dal vaiolo, è incarnata da una donna statuaria, australiana e dalla fisionomia moderna come Margot Robbie, frenata nel suo naturale fulgore giusto da un naso posticcio davvero fasullo.

Il risultato è paradossale: nonostante il film punti a voler raccontare Maria come un’eroina carismatica messa in ombra dalla vittoria di un’Elisabetta debole, invidiosa e insicura, di fatto il personaggio di gran lunga più affascinante è quello della regina inglese. Saoirse Ronan in veste di giovane martire alla Giovanna d’Arco è così perfetta nella sua saggezza, lungimiranza e bellezza da annoiare. Pur essendo “costretta” dalla storia ad apparire pochissimo - dato che si vuole suggerire che Elisabetta non abbia avuto poi molta scelta nel mettere a morte la rivale - quello di Margot Robbie è il personaggio che suscita di gran lunga più curiosità e simpatia.
Anche i costumi, i setting più vividi e le performance tutto sommato gradevoli del parterre di inglesissimi comprimari vengono spazzati via, sbiaditi e impoveriti da un paragone che viene naturale fare: quello con La Favorita di Yorgos Lanthimos. I due film sembrano un po’ le due regine di questa pellicola: così simili eppure così distanti per bellezza e carisma. Comparato al lavoro di un regista carismatico come quello greco e a una sceneggiatura ben più estrema e seducente, il film di Rourke semplicemente scompare.

Maria regina di Scozia arriverà nelle sale italiane il 17 gennaio 2019.
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