Nel 1981, reduce dal successo con La smorfia a teatro e in tv, Massimo Troisi si affaccia al grande schermo. Un esordio da triplo salto carpiato con avvitamento, dal momento che il comico partenopeo scrive, dirige e interpreta Ricomincio da tre, primo di una serie di riflessioni di Troisi sui giovani di allora in preda a insicurezze e paure, sui loro amori vissuti in maniera tutt'altro che spensierata.
La pellicola, a cui seguirà due anni dopo Scusate il ritardo, è considerata oggi un cult della commedia italiana, trait d'union ideale fra la comicità dei grandissimi del passato - su tutti Totò e i fratelli De Filippo - e i tempi moderni, nonostante Ricomincio da tre sia datato 1981. Da allora, quel livello non si è più raggiunto, sebbene la tradizione napoletana della risata abbia avuto in questi anni validi interpreti, da Salemme a Buccirosso (senza dimenticare il "primo" Siani).
Ricomincio da tre: la trama del film
In Ricomincio da tre Troisi interpreta Gaetano, un giovane di San Giorgio a Cremano piuttosto timido e schivo, soprattutto insoddisfatto della vita che conduce, priva di stimoli. Decide allora di salutare famiglia e amici e trasferirsi a Firenze, a casa di una sua zia, per movimentare la propria esistenza e scovare nuove possibilità. Fa l'autostop, Gaetano, in un tempo assai poco indicato per praticarlo (siamo negli anni del terrorismo politico e del mostro di Firenze). A dargli un passaggio, nemmeno a dirlo, è un uomo in preda ad una crisi nervosa, che verrà accompagnato proprio da Gaetano in una clinica psichiatrica dove il giovane fa la conoscenza dell'infermiera Marta, innamorandosi di lei.
A Firenze Gaetano ritroverà il suo vecchio amico Lello, giunto da Napoli solo per subissarlo di chiacchiere, scoprirà la tresca fra la sua non più giovane zia e l'amante di lei, si farà trascinare da un giovane prete americano che vuole coinvolgerlo nelle sue visite di fede a domicilio. Soprattutto, Gaetano patirà a suo modo le pene d'amore, vivendo tra alti e bassi il suo rapporto con Marta, che arriverà pure a tradirlo e ad annunciargli una gravidanza della cui paternità non v'è certezza. Il film si chiude con i due intenzionati a proseguire la loro storia, decidendo il nome da dare al nascituro.
Ricomincio dal cast

Per Ricomincio da tre Troisi si circonda di un gruppo di amici, tra i quali Lello Arena, che con lui aveva condiviso il decennio precedente i successi con La smorfia, e Marco Messeri (che interpreta il malato di mente in clinica), che collaborerà più volte con Troisi fino a Pensavo fosse amore... invece era un calesse del '91.
Il padre di Gaetano nel film è impersonato invece da Lino Troisi (che con Massimo non aveva nessun legame di parentela), celebre volto dei film di denuncia anni '80 (figura ne Il camorrista di Tornatore e in Cento giorni a Palermo di Ferrara) che molti ricorderanno pure al fianco di Diego Abatantuono ne Il ras del quartiere. Il ruolo femminile principale (Marta, l'infermiera scrittrice) è invece ricoperto da Fiorenza Marchegiani, apparsa anche al fianco di Christian De Sica nel cinepanettone Natale a New York.
Tra i caratteristi di Ricomincio da tre figurano poi Renato Scarpa - il dottor Cazzaniga di Così parlò Bellavista; Amedeo, l'amico di Enzo in Un sacco bello di Verdone - e Michele Mirabella, oggi conduttore tv, ieri interprete di diverse commedie, da Acqua e sapone a Fantozzi subisce ancora (il potente direttore Fonelli in fissa per l'atletica leggera).
Ricomincio da tre: le frasi del film
- Gaetano: "Cioè, se ti sto dicendo che parto, parto... e poi me ne vaco Rafè, nu ci'a faccio cchiù! Cioè, chello che è stato è stato, basta! Ricomincio da tre!"
- Lello: "Da zero!"
- Gaetano: "Eh?"
- Lello: "Da zero! Ricominci da zero!"
- Gaetano: "Nossignore, ricomincio da... cioè, tre cose me so' riuscite ind'a vita, pecchè aggià perdere pure cheste?! Aggià ricominciare da zero?! Da tre!... Me ne vaco, nun ci'a faccio cchiù..."
- "Cà sembra che nu napulitano non pò viaggià, pò sulamente emigrà…"
- Robertino: "Ma mammina dice che io ho i complessi nella testa".
- Gaetano: "E Foss' 'o Ddio! Quali complessi! Tu tieni 'n'orchestra intera 'ncap, Robbe' ".
- "Sient'a me Robè, tu devi uscire da qua dentro... tu, tu te ne a fuì a'cca... va in miezz'a strada, tuocca 'e femmene, vai a rubbà…"
- Marta: "Quando c'è l'amore c'è tutto".
- Gaetano: "No, chell' è 'a salute!"
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