Made in Italy era il motto dell'edizione 2018 di Lucca Comics & Games, ma lo spazio espositivo di Palazzo Ducale racchiudeva uno sguardo globale sul mondo dei fumetti e dell'illustrazione. Un allestimento curatissimo e personalizzato per ogni autore e il suo stile, con tanto di cornici, illuminazione studiata e pareti tinteggiate per creare la giusta atmosfera per ogni firma del fumetto.
Lucca Crea ha fatto molto più che raccogliere le tavole e i lavori degli artisti presenti in mostra, ha creato uno spazio sartoriale, tagliato su misura per ogni artista, per esaltarne l'opera.

Passare da una sala all'altra, dal buio dello spazio profondo di Leiji Matsumoto ai colori caldissimi delle donne fatali dalle reminiscenze ispaniche di Benjamin Lacombe, porta il visitatore in giro per il mondo, geografico e artistico. Ripercorriamo insieme gli spazi e le opere che più ci hanno impressionato nel tradizionale appuntamento espositivo di Lucca Comics & Games 2018.
LRNZ: un artista poliedrico
Lo spazio introduttivo non poteva che essere dedicato a lui, Lorenzo Ceccotti, il realizzatore del manifesto di quest'edizione di Lucca Comics & Games. Suggestioni futuristiche permeano non solo l'architettura del salone dedicato alle sue opere, ma anche il concept di molte delle sue produzioni artistiche. Dalle illustrazioni per il Trieste Science + Fiction Festival alle matite e tavolette grafiche prestate a Monolith, fino alla sua prima graphic novel Golem, appare lampante la poliedricità dell'artista, ben più di un semplice illustratore.

Il suo manifesto digitale per Lucca vanta un altissimo grado di personalizzazione (come spiegato alla presentazione dell'edizione 2018), ma è solo l'inizio di un'esperienza completa che Ceccotti ha in mente per il pubblico. La visita nelle sale che espongono i suoi lavori viene accompagnata da brani strumentali di sapore elettronico, da lui stesso composti per l'occasione. Da una parte gli esperimenti video, dall'altra la concretezza del libro cartaceo. Se Ceccotti si è fatto valere in ogni campo del mondo di fumetto e illustrazione, il suo talento più sviluppato sembra essere quello per l'illustrazione con elementi futuribili o weird, mescolati a un design iconico, che sfiora il mondo della moda e dell'arte.

Uno splendido esempio sono le cover definite e i bozzetti preparatori per le illustrazioni di copertina commissionate da Einaudi. I lettori più attenti riconosceranno nella teca i romanzi di Jeff VanderMeer (Borne e la Trilogia dell'Area X) e di alcuni volumi di Haruki Murakami.
I grandi maestri del Sol Levante
Ambienti immersi nell'oscurità contraddistinguono i due artisti giapponesi in mostra in questa edizione di Lucca Comics & Games 2018. La penombra accoglie il visitatore nelle sale dedicate a Leiji Matsumoto, il papà di Captain Harlock e Galaxy Express 999. Nelle alcove illuminate risplende il blu intenso delle sue illustrazioni spaziali, il biondo scintillante delle capigliature delle sue algide muse. È l'oscurità dello spazio profondo quella ricreata a Palazzo Ducale, da cui emergono i visitatori, astronavi pirata e tavole in gradevole contrasto con la pulizia digitale degli artisti precedenti.

Il mondo del maestro Matsumoto è caratterizzato infatti dall'assoluta artigianalità di tavole e illustrazioni. Non c'è trucco, né ritocco digitale di sorta. Nelle illustrazioni inchiostrate si vedono le pennellate, la carta intrisa di blu oltremare e i tocchi di pittura bianca che creano i cieli stellati che fanno da volta ai suoi manga. Nelle tavole si può ammirare da vicino l'applicazione manuale dei retini, le porzioni di dialogo scritte a mano dal Maestro e dagli assistenti nelle vignette. I kanji spuntano ancora qua e là sotto i dialoghi trascritti a macchina e incollati.
La mostra spesso accosta le tavole originali con il loro risultato su rivista, in modo da poter apprezzare anche il lavoro di post-produzione (anche questo artigianale, dato che il manga di Harlock venne pubblicato sul finire degli anni '70) per "ripulire" la tavola dalle tracce della sua realizzazione, dai segni lasciati da errori e ripensamenti.

L'oscurità studiata degli ambienti espositivi di Junji Ito, quelli che chiudevano idealmente la lunga rassegna di Palazzo Ducale, rimanda invece al mondo dell'orrore e dell'inconscio. È un vero peccato che in queste sale fosse vietato scattare foto e registrare video, perché l'allestimento era tra i più riusciti dell'edizione.
Così come per Matsumoto, Junji Ito viene presentato al visitatore attraverso tavole inchiostrate e illustrazioni a colori, tratte da varie opere del mangaka. Dalle tavole dell'esordio Tomie ai manga più recenti come Lo Squalificato, si ha modo di comprendere non solo il fil rouge orrorifico della sua produzione, ma anche l'evoluzione del suo stile di disegno.
A rendere davvero sfiziosa l'esposizione è stato il commento del sensei stesso. Una nutrita selezione di schizzi e illustrazioni recavano in calce una breve didascalia in cui Junji Ito stesso raccontava il dietro le quinte della realizzazione i quella tavola, gli elementi di cui va fiero o le reazioni del pubblico giapponese, aumentando il senso di complicità con l'autore. La vera chicca dell'esposizione era la riproduzione in scala 1:1 della tinozza al centro di uno dei più terrificanti episodi di Uzumaki - Spirale.
L'oscurità del Cavaliere Oscuro
Una generosa fetta dello spazio a disposizione a Palazzo Ducale era riservata agli amanti dei comics statunitensi, con una ricchissima sezione dedicata a Neil Adams. Classe 1941, il disegnatore e illustratore statunitense è una delle firme di riferimento della cosidetta Silver Age, in particolare in casa DC. Lanterna Verde, Freccia Verde, Superman hanno subito l'influenza del suo tratto, ma il suo marchio più distintivo lo ha lasciato a Gotham City. Tanto che l'intera esposizione riproduce skyline e ambienti gotici della città natale dell'Uomo Pipistrello, con apposito set per scattarsi una foto ricordo nel suo cimitero.

Tornato in DC sul finire degli anni '60, in coppia con Dennis O'Neil Adams firmò alcune delle storie con protagonista Bruce Wayne e le sue nemesi (su tutte Joker) più cupe e violente di quel decennio. Le illustrazioni a colori e le tavole d'epoca fanno bella mostra di sé, rievocando archi narrativi ancora molto popolari tra i lettori di comics, creati in aperta opposizione ai toni più leggeri della serie televisiva che andava in onda in quegli stessi anni.
Promesse francesi
Benjamin Lacombe è nato nel 1982, Jérémie Moreau invece nel 1987. Di fianco ai grandi maestri dei manga e dei comics, conquista spazio a Palazzo Ducale anche il futuro del fumetto europeo, quello che parla francese. Giovani sì, ma già lanciatissimi: sia Lacombe sia Moreau vantano un catalogo molto nutrito e tradotto in parecchi paesi, Italia inclusa (grazie a Rizzoli, Bao Publishing e Tunuè).
Colori caldissimi (giallo e rosso) e cornici riccamente decorate accolgono il visitatore nella sezione dedicata all'illustratore parigino. Le sue protagoniste e muse sono giovani donne misteriose, ragazzine ispirate alla letteratura classica. Grandi occhi, vesti opulente e capigliature fluenti: una bellezza canonica accoglie il visitatore nel mondo di Lacombe, dove striscia silenzioso l'elemento macabro e gotico. Osservando con attenzione le sue donne di nero vestite, dai veli e dagli abiti di reminiscenza spagnoleggiante, si distinguono infatti aracnidi e insetti, che sembrano pronti a ingannare il lettore.
A fugare ogni dubbio (e a fare la gioia di eventuali cosplayer) segue una sezione piuttosto nutrita e chiaramente ispirata ad Alice di Lewis Carroll, accompagnata dai bizzarri personaggi dell'universo letterario e dalle temibili regine bianca e rossa.

I suoi fan italiani lo conoscono per La saga di Grimr, l'opera tradotta da Bao Publishing che lo ha visto superare i tentennamenti del giovane vincitore del premio Young Talent Award 2012 ad Angoulême. A poco più di trent'anni Jérémie Moreau è già un artista completo e criticamente acclamato, capace di coniugare uno stile di disegno squisitamente francese con storie personali e di carattere contemporaneo.
Non stupisce quindi che abbia attratto anche l'attenzione degli studios hollywoodiani, con cui collabora da tempo in veste di character designer. Osservando gli splendidi schizzi preparatori e tornando con la mente al design di Lorax e Cattivissimo me 2 si nota chiaramente un certo gusto europeo nello stile dei personaggi, che ha contribuito a dare una certa allure ai lungometraggi animati. Jérémie Moreau è un altro talento poliedrico celebrato da Lucca Comics & Games 2018, da tenere decisamente d'occhio per il futuro.
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