È stata un’ossessione lunga decenni, quella dei Maghi Oscuri alla ricerca dei Doni della Morte.
Prima quella di Gellert Grindelwald, poi quella di Tom Riddle, conosciuto meglio come Voldemort.
Al loro debutto tra le pagine di J.K. Rowling, I Doni della Morte hanno immediatamente affascinato i fan di tutto il mondo.
Nell’ultimo romanzo della saga e nel penultimo film, viene narrata la storia dei tre fratelli Peverell. Dopo essere riusciti apparentemente ad ingannare la Morte, i tre eccellenti maghi ricevono un premio da quest’ultima, per poi dimostrare con il tempo che non si sfugge mai davvero alla Morte. La Bacchetta di Sambuco, la Pietra della Resurrezione e in Mantello dell’Invisibilità, tre doni che promettono al proprio possessore di sconfiggere la Morte.

Ecco una guida alla scoperta dei Doni della Morte che hanno segnato le ultime avventure di Harry Potter.
La Bacchetta di Sambuco
Secondo la leggenda narrata in Harry Potter, al maggiore dei tre fratelli, Antioch Peverell, la Morte dona una bacchetta costituita da un ramo di Sambuco, per avere la meglio su ogni duello. Il celebre dono, infatti, col tempo si è trasformato nella bacchetta più potente della storia della magia.
Secondo le parole di J.K. Rowling, il potere della Bacchetta di Sambuco sta nella sua neutralità: non conosce sensibilità, ma solo lealtà verso il mago più forte.
Non a caso, dopo aver ottenuto la bacchetta, secondo la leggenda Antioch Peverell sconfisse un mago e festeggiò in una taverna fino ad addormentarsi per l'ubriachezza. E proprio quella notte fu ucciso nel sonno da un altro mago che voleva impossessarsi della sua incredibile arma.
Mai sottovalutare la morte.
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Da allora la bacchetta è passata da mago in mago, tra cui anche l'oscuro Grindelwald, sconfitto in battaglia da Silente. Negli ultimi capitoli della saga di Harry Potter, la celebre Bacchetta di Sambuco passa a Draco Malfoy e, infine, a Harry Potter.
La pietra della resurrezione
Al secondo fratello Peverell, Cadmus, la Morte dona una pietra. Una pietra sulla cui superficie è inciso il simbolo dei Doni della Morte. Il potere della Pietra è quello di far risorgere i morti, senza impedire però che la morte stessa sia accaduta. Le anime non tornano come una volta, ma in sembianze spettrali che non permettono un ritorno felice.
Secondo la leggenda, Cadmus utilizzò la Pietra della Resurrezione per riportare in vita la donna amata, ma quando si rese conto che ciò che aveva riportato in vita era solo un fantasma, per la pazzia si uccise per ricongiungersi finalmente con lei. La Pietra venne incastonata in un anello e passò di generazione in generazione fino ad arrivare tra le mani di Tom Riddle, futuro Voldemort.

Il Mago Oscuro lo trasformò in un horcrux che grazie a Silente venne distrutto. La Pietra della Resurrezione però rimase intatta e venne nascosta nel boccino d'oro, con la speranza che Harry Potter l'avrebbe trovata, prima o poi.
E così è stato.
Il mantello dell’invisibilità
I precedenti Doni della Morte erano sconosciuti ai fan della saga di Harry Potter fino all'uscita dell'ultimo romanzo. Ma senza che ne fossimo al corrente, l'ultimo dono è sempre stato davanti ai nostri occhi e al fianco di Harry Potter sin dalle sue prime avventure.
Il Mantello dell'Invisibilità fu donato a Ignotus Peverell dalla Morte e riuscì a sfuggirle con esso per anni e anni. Ignotus era sospettoso nei confronti della Morte e fu per questo che si fece regalare un pezzo del suo mantello. Mentre fu facile prendere le vite degli altri due fratelli, la Morte trovò difficoltà con Ignotus, che passò tutta la vita a nascondersi. Quando invecchiò, il più giovane dei fratelli Peverell decide di regalare il suo mantello al nipote, rivelandosi così finalmente davanti alla Morte, salutandola come una vecchia amica che non vedeva da tanto tempo.

Il Mantello passò di famiglia in famiglia, fino ad arrivare nelle mani dei Potter. Nel primo capitolo della saga, Harry riceve da Silente il Mantello a Natale.
Il simbolo dei Doni della Morte
Nulla è lasciato al caso quando si tratta di J.K. Rowling. Il significato nascosto dietro la nascita del simbolo dei Doni della Morte è molto più semplice di quanto sembri, ma allo stesso modo magico. Secondo quanto raccontato dalla stessa Rowling in un documentario della BBC, l'ispirazione per l'iconico simbolo è nata dopo aver visto L'uomo che volle farsi re (1975, J. Houston) con Sean Connery, Michael Caine e Christopher Plummer.
Nel lungometraggio d'avventura ricorre un simbolo massonico non così diverso da quello che sarebbe poi diventato l'emblema dei Doni della Morte.

Sempre secondo quanto raccontato dalla Rowling, fu durante la visione del film che venne a scoprire della morte di sua madre. Un momento triste che la scrittrice britannica ha voluto trasformare in un segno del destino.
La collana con i Doni della Morte
Un simbolo così imponente e iconico non poteva evitare la consacrazione nel merchandise della saga. Perché il successo di Harry Potter sono anche i suoi infiniti gadget – oggetti che i fan di tutto il mondo possono portare con sé per sentire un po' più di magia.
Tra i gadget più venduti c'è senza dubbio la collana con il simbolo dei Doni della Morte. Semplice, intrigante e imperdibile. Un must per ogni fan della saga.

E voi, se poteste scegliere, quale sarebbe il vostro Dono della Morte? La bacchetta, la pietra o il mantello?
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