Buon Natale da Candy Cane Lane, recensione: Eddie Murphy natalizio su Prime Video

Autore: Nicholas Massa ,
Copertina di Buon Natale da Candy Cane Lane, recensione: Eddie Murphy natalizio su Prime Video

Il Natale, si sa, è uno dei periodi più gioiosi, colorati e ricco di buoni propositi di tutto l'anno. Nel corso del tempo, alcune delle tradizioni più conosciute sono state gradualmente sostituite da modelli, richiami e rimandi a un approccio più prettamente consumistico, legato a questa festa e derivante dalla cultura americana, così come viene trasmessa nel mondo attraverso i propri film e serie televisive. Buon Natale da Candy Cane Lane (Candy Cane Lane in originale), il nuovo lungometraggio diretto da Reginald Hudlin con Eddie Murphy, e disponibile su Prime Video dal 1 dicembre 2023, si sviluppa a partire da una riflessione su questa linea, giocando con le dinamiche natalizie tipicamente americane per creare una storia dai toni eccentrici e creativi, oltre la dimensione più realistica.

La magia del Natale, o Spirito del Natale, rimane uno degli strumenti narrativi più iconici e potenti che pellicole come queste non esitano a sfruttare per costruire riflessioni di vario genere, strettamente connesse con la dimensione festosa in gioco, arrivando a toccare le corde più umane dei protagonisti.

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Così, un periodo specifico dell'anno nel cinema diventa un mezzo attraverso cui riflettere su qualcosa, mantenendosi saldamente ancorati a un'iconografia specifica capace di ispirare sensazioni nostalgiche e funzionali ai propri ragionamenti tematici e narrativi. Buon Natale da Candy Cane Lane non si discosta da questa tendenza, delineando un percorso narrativo dalle tonalità leggere e familiari, per poi imprimere una svolta fantasy e fiabesca, coerente e piuttosto eccentrica, in cui i modelli natalizi più occidentali diventano sia qualcosa da ammirare che da temere al tempo stesso.

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Di cosa parla Buon Natale da Candy Cane Lane?

L'intera narrazione di Buon Natale da Candy Cane Lane si sviluppa a partire da una delle tradizioni americane più famose, trasformata ben presto in un pretesto in cui la monetizzazione e gli eccessi megalomani hanno preso il sopravvento: quella delle decorazioni natalizie, poi diventate un vero e proprio concorso in cui la casa più bella ottiene la gloria.

In relazione a tutto ciò troviamo il personaggio di Chris Carver (Eddie Murphy), un padre di famiglia amante folle di questo periodo dell’anno che, a seguito di alcune vicissitudini personali riguardanti la sua persona, ripone le sue intere speranze nelle sue capacità decorative, così da portarsi a casa un ambitissimo premio grazie alle decorazioni da lui realizzate, a discapito del proprio vicinato sulla cosiddetta Candy Cane Lane di Los Angeles.

La voglia di emergere in questo senso, fusa a una serie di incertezze personali, consce e incosce, lo spingeranno a rivolgersi a un particolarissimo negozio di decorazioni natalizie scovato per caso, in cui una strana commessa di nome Pepper (Jillian Bell), lo spingerà a stringere un accordo con lei, promettendogli, in maniera controversa, che i suoi articoli tematici lo avrebbero sicuramente portato alla vittoria della tanto agognata gara.

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La verità dietro a questo patto, però, è più magica e oscura di quanto si possa immaginare, proiettando Chris in un’avventura in cui si ritroverà costretto a compiere una missione con la sua famiglia entro e non oltre una precisa scadenza temporale. L’alternativa sarà quella di essere trasformato in una bambolina di coccio viva e perfetta decorazione natalizia.

Buon Natale da Candy Cane Lane è un film con tanti, troppi spunti

Se la storia alla base di Buon Natale da Candy Cane Lane colpisce per la sua eccentricità, lo stesso non avviene con la sua generale esecuzione. In termini strettamente natalizi, non fraintendeteci, il film funziona dall'inizio alla fine, attingendo direttamente da un immaginario festoso e cinematografico chiarissimo, sfruttandone le capacità colorate e nostalgiche, e finanche rielaborandone alcune possibilità, con una storia dai tratti divertenti e strampalati.

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Una delle grandi pecche della pellicola, però, resta la sua lunga durata, e il fatto che questa gli consenta di aggiungere costantemente elementi senza mai approfondirli fino in fondo, alternando riflessioni prevedibili a un'azione leggera e anche sopra le righe.

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Se si è avvezzi a questo genere di film, è facile leggerci dentro tantissime citazioni a lavori dello stesso stampo (Buon Natale da Candy Cane Lane, per certe trovate ad esempio, ricorda sia il primo e storico Jumanji, che Una notte al Museo), imperlandone le possibilità con i sentimentalismi più tipici del periodo natalizio, e con i modelli che in questo senso abitano da sempre le "Christmas Comedy" americanissime: il padre di famiglia forte che deve imparare ad affidarsi ai propri cari, le pressioni per il futuro agli adolescenti, l'amore in un periodo dell'anno che sembra sempre richiederlo a gran voce…

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Lavorando su qualcosa di familiare e riconoscibile, Buon Natale da Candy Cane Lane sviluppa un racconto in cui la magia diventa ben presto uno degli elementi principali, agglomerandosi con tutti i ragionamenti più americani che affollano le sue immagini, a coordinarne l'apertura e la chiusura. Reginald Hudlin, comunque, riesce ad impacchettare un'esperienza piuttosto lineare e coerente con se stessa, pur buttando al fuoco tantissime idee differenti, sviluppi improvvisi e personaggi con caratterizzati da uno sviluppo che forse avrebbe meritato un'attenzione maggiore.

In tutto ciò troviamo pure un Eddie Murphy perfettamente in parte, capace di far sorridere dall'inizio alla fine. Il suo è il personaggio un pochino più sfaccettato e sicuramente centrale, impegnato in un percorso di crescita che coinvolgerà ben presto sia i suoi cari che lo stesso Spirito del Natale inteso come lo leggiamo oggigiorno.

Vale la pena guardare Buon Natale da Candy Cane Lane?

In questo caso, la risposta è sì. Il film si adatta perfettamente al mese di dicembre, presentando un'avventura dai toni leggerissimi indicata per i più piccoli e per trascorrere un tranquillo pomeriggio o serata in famiglia. L'eccentricità alla base della pellicola diventa il pretesto principale per una storia che, nel suo profondo, vuole riflettere un secondo su come, ad oggi, intendiamo e leggiamo lo stesso Natale, applicando una particolare critica a quella mentalità prettamente consumista ed egoistica, più facile e scontata in questo senso, dimenticandoci il significato recondito e storico di un momento in cui il legame col prossimo e la famiglia dovrebbero essere la chiave di lettura di ognuno di noi.

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Il grande limite di Buon Natale da Candy Cane Lane resta saldamente ancorato alla sua durata e alle tantissime idee che non riescono mai a trovare una quadra definitiva, intessendo un percorso "casalingo" che coinvolge gli spettatori in un racconto capace di mescolare la fantasia più curiosa (complice una CGI relativamente curata) a un cast convincente e a un lavoro di scrittura e composizione formale facilmente riconoscibile e dai tratti sempre divertenti.

Commento

cpop.it

60

Buon Natale da Candy Cane Lane è un film che aspira probabilmente a diventare un classico natalizio, giocando con una serie di elementi riconoscibili e iconografici, per poi rielaborarne le possibilità in un'avventura familiare piuttosto sui generis. La fantasia, le luci colorate, le canzoni legate storicamente al natale e una famiglia che cerca di ritrovare la propria dimensione privata attraverso una delle feste più iconiche in assoluto, sono gli strumenti principali di una narrazione divertente e leggera, pur se imperfetta, in cui la troppa carne al fuoco potrebbe disorientare durante la visione.

Pro

  • Lo spirito del natale fatto di luci e una cura generale in termini di iconografia e immersione degli spettatori.
  • Una CGI curata e abbastanza coerente con il lato più fiabesco della storia.
  • Un cast convincente.

Contro

  • La durata del film inficia tantissimo sulla digestione del racconto e su alcune sue connotazioni narrative.
  • Non una commedia iconica o esilarante, piuttosto un prodotto per famiglie e più piccoli con spunti leggeri.
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