Past Lives, recensione: Celine Song sulla vita e il destino oltre il grande schermo

Autore: Nicholas Massa ,
Copertina di Past Lives, recensione: Celine Song sulla vita e il destino oltre il grande schermo

Non è facilissimo descrivere a parole Past Lives, il film scritto e diretto da Celine Song, presentato in concorso al Sundance Film Festival nel gennaio 2023, proiettato alla 73ª edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino, e in uscita in Italia il 14 febbraio 2024. Al centro della sua narrazione per immagini c’è la vita stessa, fatta di momenti personali e di scelte, di bivi consci e inconsci, e di una pluralità di percorsi che hanno gradualmente trasformato i bambini che eravamo negli adulti che siamo diventati.

Un materiale così vasto, complesso e sfaccettato diventa il carburante principale di una storia apparentemente semplice, eppure profondamente intricata, plasmata da una delicatezza nella scrittura e regia difficile da riscontrare altrove.

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Le candidature agli Oscar 2024 come miglior film e miglior sceneggiatura originale, quindi, non stupiscono affatto, riallacciandosi alle tantissime riflessioni e letture che la pellicola ispira, e rompendo nell’immediato tutti i limiti di un grande schermo che avvolge soprattutto grazie alla sua anima profondamente umana. Ecco che il percorso, normalissimo, di due persone in Past Lives assume l'identità e il peso di un trattato filosofico sull’esistenza di tutti quanti, regalando momenti intimamente familiari, in cui risulta molto facile riscoprire se stessi oltre la finzione cinematografica.

Past Lives: chi determina veramente il nostro destino?

I germogli di Past Lives prendono forma nella Corea del Sud. Qui facciamo la conoscenza di Na Young/Nora (Greta Lee) ed Hae Sung (Teo Yoo), due bambini con un legame d’amicizia molto forte, improvvisamente separati dalla partenza di lei con la sua famiglia verso il Canada. Questo trasferimento è il primo grande bivio nella vita di entrambi, interrompendo le reciproche sensazioni e sentimenti infantili verso l’ignoto della vita. Qualche anno dopo, 12 per l’esattezza, Nora si metterà su internet per gioco, cercando quel suo compagno d’infanzia quasi dimenticato per sapere che fine abbia fatto e quali scelte lo hanno spinto in avanti durante la crescita.

Scoprendo che si tratta di una ricerca reciproca, dato che anche lui ha manifestato forte interesse nei suoi confronti sul web, riesce ad entrarci in contatto tramite i social network, fino a instaurare un vero e proprio rapporto a distanza fatto di messaggi e videochiamate. Le differenze di fuso orario non sono un problema per i due (lei vive a New York), fino a quando il gioco iniziale sembra volersi trasformare in qualcos’altro, andando oltre i limiti tecnologici ed entrando in contatto diretto.

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La vita, però, e le scelte che entrambi sono intenzionati a prendere, influiranno sulla ritrovata amicizia spingendo ancora in avanti la narrazione di Past Lives, per poi dividerli nuovamente e farli ritrovare in seguito. Gli anni passati, l’evoluzione e la maturazione reciproca, e i dettagli di un’identità culturale anche ingombrante, renderanno le ragioni di questo incontro qualcosa di molto più complesso e difficile da definire del tutto.

Past Lives: parlare della vita

Past Lives è un film delicato, un’esperienza per immagini che vibra della stessa essenza alla base della sua scrittura, abbracciando materiali conosciuti e sconosciuti per poi canalizzarne la portata nella storia di due persone. Partendo dall’ingenuità di un’infanzia felice, la pellicola riflette sui legami che instauriamo col prossimo, e sul concetto di destino e libero arbitrio in questo senso. Sono le scelte di entrambi a scandire l’intero incedere degli eventi a schermo, trasformando la normalità dell’esistenza umana in un ragionamento ontologico a più ampio raggio. Nel tessuto personale dei protagonisti risiede la traccia specifica ad alimentarne la crescita reciproca con lo svolgersi degli eventi.

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La cultura della terra natia e quella occidentale, nella scelta di spostarsi altrove, diventano sia un punto di partenza che di distacco, in Past Lives, segnando un confine netto nel ritrovarsi di Nora e Hae Sung. Lo stesso concetto di crescita, nel film, si applica a ciò che entrambi hanno vissuto singolarmente, per poi ritornare in un incontro/scontro che chiarisce fin da subito le differenze e i punti in comune. Non una banale storia d’amore, quindi, ma una riflessione sulla stessa trasformazione che viviamo muovendoci verso l’età più adulta e matura.

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Il tutto scandito da un concetto chiave all’interno della trama: In-Yun. Questo termine, in coreano, che significa destino, ma potrebbe anche indicare la provvidenza, si riallaccia a una lettura dell’esistenza in cui la reincarnazione si connette col tema dell’amore e dei legami sulla Terra. Le connessioni oltre la consapevolezza attuale quindi, in relazione con un destino che sembra già scritto, o segnato da noi stessi. Past Lives riflette molto sulle letture della vita in questo senso, immergendosi nel distacco culturale palese all’interno della coppia di amici.

Due mondi lontani e vicini

Nella danza dell’esistenza Past Lives prende in esame il rapporto di Nora ed Hae Sung, mettendo in evidenza i cambiamenti che ognuno dei due assume durante la crescita. L’interesse reciproco, quindi, seppur ispirato da una genuina curiosità reciproca, deve pur sempre scontrarsi con alcune differenze culturali che nel tempo hanno plasmato la visione di lei. Il trasferimento in tenera età, infatti, ha catapultato Nora in una realtà sociale e culturale ben differente da quella della Corea, spingendola a cambiare nome (anche il tema dell’identità è fondamentale nel film) e ad abbandonare la propria lingua, rendendola uno strumento di utilizzo secondario.

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Nell’incontro con Hae Sung questa "distanza" diventa più palese che mai, imprimendo un secondo punto di vista alla narrazione di Past Lives che si impegna a tratteggiare il personaggio di Sung agli antipodi, perfettamente modellato su una cultura che non appartiene quasi più alla stessa Nora. In questo contrasto si sviluppa uno dei ragionamenti più importanti di tutto il lungometraggio, riuscendo ad universalizzare quello che vediamo a schermo e a proiettarlo direttamente sugli spettatori in sala.

Grazie a una scrittura delicata e calibrata al dettaglio, i sentimenti e le sensazioni dei protagonisti diventano qualcosa di condiviso e facilmente comprensibile, lavorando con una regia avvolgente e allo stesso tempo silenziosa, capace di rendersi parte integrante di un movimento emotivo ed esistenziale fatto di silenzi e immagini potentissime.

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Commento

cpop.it

85

Past Lives è un film di una potenza sconcertante. Prendendo in esame la vita stessa e le sue dinamiche più intime e personali, Celine Song tratteggia una pellicola delicata e avvolgente, in cui l'interesse specifico verso la storia di due persone supera facilmente i limiti del grande schermo. La sua regia, le interpretazioni di Greta Lee e Teo Yoo, la fotografia di Shabier Kirchner e la colonna sonora di Christopher Bear e Daniel Rossen rendono il racconto per immagini un'esperienza assolutamente imperdibile al cinema.

Pro

  • La regia e la scrittura di Celine Song.
  • La colonna sonora curata da Christopher Bear e Daniel Rossen.
  • Le interpretazioni di Greta Lee e Teo Yoo.
  • La delicatezza nel raccontare qualcosa che supera facilmente i limiti del grande schermo.

Contro

  • La tematica delle scelte e del cambiamento non è qualcosa di nuovo (anche se in questo caso l'originalità nel tocco della regista prende il sopravvento).
  • Il ritmo del film potrebbe far desistere coloro abituati a storie più immediate.
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