C’è un momento, tra un caffè e una chiacchiera, in cui nasce il desiderio di “giocare a qualcosa di semplice ma non banale”. Un momento perfetto per Happy Mochi, il nuovo party game firmato da Johan Benvenuto e Romaric Galonnier, portato in Italia da Asmodee. Un prodotto che riesce a essere tanto compatto quanto sorprendente, tanto kawaii quanto sottile nella strategia. E proprio come i mochi giapponesi da cui prende il nome, una partita tira l’altra.
Dolcetti in scatola
I mochi, dolci di riso tipici della tradizione nipponica, non sono solo un vezzo estetico in questo gioco: ne sono metafora. Come loro, Happy Mochi è soffice all'apparenza, ma con un cuore ricco e stratificato. Le sue regole si imparano in meno di dieci minuti, ma sotto quella semplicità si nasconde una struttura capace di stimolare il pensiero tattico, la gestione delle risorse e persino un po’ di psicologia degli avversari.
La scatola — un piccolo quadrato di circa 11 cm di lato — racchiude 71 carte, un regolamento pieghevole e una carta speciale a doppia faccia (con i simboli “+” e “-”). Tutto il necessario per una partita da 2 a 6 giocatori, della durata media di 15-20 minuti, perfetta per famiglie, gruppi di amici o anche solo per spezzare la routine di una serata.
Regole semplici, ma non banali
Lo scopo è chiaro: liberarsi delle proprie carte prima degli altri. Ogni giocatore riceve 7 carte e non può mai riordinarle: un vincolo semplice che introduce però una sfida costante e avvincente. Durante il turno, si possono giocare due carte adiacenti, sommando i loro valori per superare (o scendere sotto, se la carta centrale mostra il “-”) il numero indicato dal “Duo Centrale”.
Ma non è tutto. Se le due carte centrali sono dello stesso colore, anche i giocatori dovranno rispettare una restrizione cromatica. E se volete bypassare tutto? Basta calare una coppia di carte con lo stesso valore e gridare “Happy Mochi!”: a quel punto, tutte le limitazioni saltano. È una meccanica semplice, ma geniale, capace di ribaltare una partita in pochi secondi.
Bonus, imprevisti e… un pizzico di strategia
Alcune carte presentano simboli speciali: possono far pescare una carta a un avversario, cambiare il segno da “+” a “-”, obbligare a uno scambio di carte o permettere di “conservare” una carta per i momenti difficili. Questi effetti sono piccole spezie che rendono ogni partita diversa dalla precedente.
E nonostante la brevità dei turni, le decisioni pesano. Giocare subito una combinazione forte o aspettare il momento giusto? Pescare ora o rischiare il turno a vuoto? A dispetto del tono allegro e del design giocoso, Happy Mochi non è un gioco da prendere alla leggera. È il classico esempio di “easy to learn, hard to master”.
Inclusivo e adorabile
Il design del gioco è uno dei suoi punti di forza: colori pastello, faccine buffe sui mochi, illustrazioni curate da Amelie Marechal che strappano un sorriso anche al più cinico dei gamer. Ma la cura non è solo estetica: tutte le carte usano ColorADD, un sistema simbolico pensato per aiutare le persone daltoniche a distinguere i colori. Un piccolo gesto che rende Happy Mochi un prodotto più accessibile e inclusivo.
Un dolce da portare ovunque
Uno dei motivi per cui Happy Mochi si fa amare è la sua estrema portabilità. Entra in una borsa, in uno zaino, forse anche in una tasca. Non servono tabelloni, pedine, app o tavoli giganteschi: bastano un piano d’appoggio, una manciata di minuti e qualche amico. In questo senso, Happy Mochi è il perfetto “gioco da pausa”: tra un pranzo e una cena, in viaggio, in coda all’aeroporto o per spezzare una maratona di giochi più impegnativi.
Conclusione: un piccolo grande party game
Happy Mochi riesce in un’impresa difficile: offrire un’esperienza leggera ma memorabile, facile da imparare e difficile da dimenticare. È il tipo di gioco che tira fuori la voglia di rivincita, che coinvolge tutti — dai bambini agli adulti — senza sacrificare profondità o qualità.
Commento
Voto di Cpop
85Pro
- Regole semplici e immediate – Si spiega in pochi minuti, perfetto anche per neofiti.
- Elevata rigiocabilità – Le partite cambiano sempre grazie ai bonus e alle variabili strategiche.
- Design accessibile e accattivante – Illustrazioni adorabili e attenzione all'inclusività (ColorADD).
Contro
- Possibile sbilanciamento del “Happy Mochi” – La meccanica che salta le regole può risultare troppo forte in certi momenti.
- Interazione indiretta – Nonostante sia competitivo, le azioni verso gli altri sono spesso limitate a pochi effetti speciali: chi cerca un confronto diretto e costante potrebbe trovarlo troppo “gentile”.
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