Auguri a Kirk Douglas, il titano centenario di Hollywood

Autore: Elisa Giudici ,

Il fisico muscoloso e imponente era quello di un pugile, lo sguardo di ghiaccio quello dell’eterno cinico, la fossetta sul mento un marchio iconico che lo ha scolpito nella memoria collettiva. Se la Hollywood di un tempo, leggendaria, voluttuosa e decente, è scomparsa, Kirk Douglas è saldamente al comando di una delle dinastie cinematografiche più iconiche del mondo. Il 9 dicembre 2016 il titano di Kubrick e Wilder è diventato centenario, festeggiato dal figlio Michael (che ultimamente ha avuto qualche problema di salute) e da una folta schiera di parenti e conoscenti.

I festeggiamenti sono preparati di nascosto, perché Kirk odia le celebrazioni e i regali. Il divo preferisce farli, come quando qualche anno fa in occasione del suo compleanno donò 40 milioni di dollari a una clinica che cura malati di Alzhaimer provenienti dal mondo del cinema. Forte, altruista e coraggioso, lo Spartacus di Kubrick avrebbe voluto fare l’attore teatrale. Tuttavia il volto fotogenico e una famiglia di emigrati di origini ebree da sfamare spinsero Issur Danielovitch Demsky ad adottare uno pseudonimo ed entrare nel mondo del cinema.

Paramount Pictures
Kirk Douglas arriva a quota cento
Kirk Douglas al suo esordio ne L'asso Nella Manica

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Se negli anni ’40 si fece un nome, negli anni ’50 con Il Grande Campione e L’Asso nella Manica di Billy Wilder divenne l’idolo del grande pubblico. Ruoli come il cinico giornalista e il coraggioso pugile gli calzavano come una seconda pelle, tanto da sedurre icone viventi come Marlene Dietrich e Marlene Dietrich; a diventare un sex symbol fu lui, introdotto al sesso al suo esordio nel mondo del cinema dalla compagna di set Barbara Stanwick.

Raggiunta la gloria, non esitò a metterla in pericolo: si espose in prima persona pur di difendere l’amico produttore Dalton Trumbo dalla caccia alle streghe scatenata dal maccartismo, in uno dei periodi giù bui tra le colline hollywoodiane. La sua buona stella lo ricompensò non con uno, bensì due film con uno dei più grandi cineasti di sempre, Stanley Kubrick: Orizzonti di gloria e Spartacus. Il gladiatore si ribella contro Roma, l’attore si ribella contro il maccartismo: il suo ruolo più iconico venne bollato come troppo commerciale e pop, quasi Douglas senior avesse trascinato Kubrick in un territorio azzardato.

Universal Picturs
Kirk Douglas, splendido centenario
Kirk Douglas nei panni di Spartacus

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Eppure la storia gli ha dato ancora una volta ragione: Kirk sarà per sempre Spartacus, e non solo grazie al genio di Kubrick. Infatti la scena più iconica dell’intero film (quella in cui tutti gli schiavi reclamano per sél’identità del loro capo) venne girata per merito suo. Kubrick la trovava brutta, Douglas insistette fino a litigare con il regista. Anni dopo, un suo consiglio di lettura (e di analista) portò al parto dell’ultimo, suggestivo film del maestro: Eyes Wide Shut.

Un Oscar alla carriera e 3 nomination da protagonista, 2 Golden Globes, 90 film e 7 decenni dopo, Kirk Douglas non perde l’ironica umiltà che l’hanno reso uno dei grandi di Hollywood. Il più anziano premio Oscar vivente è un divo naturale per portamento e nobiltà d'animo, non certo per egocentrismo e megalomania. Come ha ricordato in occasione del suo 99esimo compleanno:

Sono Kirk Douglas. Forse conoscete il mio nome. Sono stato una stella del cinema, ora sono il papà di Michael e il suocero di Catherine Zeta-Jones.

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