A otto anni di distanza dal suo ultimo film (il bellissimo Poetry), il regista sudcoreano Lee Chang-dong dirige un thriller pieno di misteri e colpi di scena. Ispirato al racconto Granai incendiati di Haruki Murakami, Burning è un dramma psicologico che si consuma nelle vite di tre giovani nella Corea moderna.

La trama del film
Jongsu (Yoo Ah-in) è un ragazzo di campagna appassionato di letteratura, un grande ammiratore di Faulkner e Fitzgerald che sogna un futuro come scrittore. I suoi desideri però si scontrano con la realtà, Jongsu è infatti un fattorino con poche prospettive.
Durante una consegna si imbatte in Haemi (Jun Jong-seo), che si presenta come una sua ex compagna di scuola di cui il ragazzo non ha però memoria. I due si frequentano e Jongsu le promette di dar da mangiare al suo gatto mentre lei è in viaggio in Africa.

Quando Haemi ritorna non è più da sola: con lei c’è il ricco e affascinante Ben (Steven Yeun, The Walking Dead).
I tre cominciano a uscire insieme, e una sera Jongsu scopre il passatempo segreto di Ben, ovvero dare fuoco alle serre: “Mentre le guardo ridursi in cenere mi sento un dio”, gli confida il ragazzo. Intanto Haemi svanisce senza lasciare traccia.
“Burning è un film di rabbia e di mistero”, così il regista descrive la sua opera, “Il mondo è diventato misterioso (…) sembra quasi di trovarsi di fronte a un gigantesco puzzle e le persone, indipendentemente dalla nazionalità, dalla religione o dallo status sociale, sono piene di rabbia”.
Burning - presentato in concorso al Festival di Cannes 2018, dove ha vinto il Premio Fipresci (Premio della federazione internazionale della stampa cinematografica) - sarà nelle sale italiane dal 19 settembre.
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