L’effetto Oscar non ha tardato a farsi sentire per la pellicola Moonlight del regista Barry Jenkins. Vincitore di ben tre delle ambitissime statuette (Miglior Film, Migliore Sceneggiatura non originale e Migliore Attore non protagonista), il film ha registrato in soli due giorni un vertiginoso aumento delle presenze nelle sale italiane.
All’indomani delle vittoria, infatti, i cinema in cui è Moonlight viene proiettato hanno visto aumentare il numero dei biglietti staccati e la distributrice Lucky Red ha ricevuto decine di richieste da parte degli esercizi del Paese.

Da qui la decisione di incrementare la programmazione del lungometraggio che, da mercoledì 2 marzo, viene reso disponibile su più di 140 schermi in tutta Italia, da Nord a Sud, oltre il doppio delle sale nelle quali fino a oggi è stato possibile assistere alla sua proiezione.
Moonlight: la dichiarazione del presidente Lucky Red
Sacrosanta la soddisfazione del presidente Andrea Occhipinti che ha diffuso alla stampa la seguente dichiarazione: “Siamo naturalmente felicissimi. Moonlight è bellissimo e l’Oscar come miglior film è meritato. Come è nella nostra tradizione, il film di Barry Jenkins è una scelta non ovvia [...] I premi ottenuti (i tre Oscar, il Golden Globe, gli Independent Spirit Awards) permetteranno a Moonlight di raggiungere un pubblico più ampio che speriamo possa apprezzarlo”.
Il modo in cui Barry ha concepito questo film è decisamente poetico. In molti passaggi della sua sceneggiatura ci sono bellezza, intimità, tenerezza e sensibilità - Nicholas Britell, autore delle musiche
Moonlight: la trama
Al centro della trama è la storia della crescita di Chiron, nero cresciuto in una Miami che non perdona e alla ricerca della propria strada, tra famiglia, amicizie e nuovi amori. Per la pellicola viene anche rilasciato un nuovo spot promozionale e un manifesto rinnovato che, ovviamente, mette in bella mostra il successo decretato dall’Academy a LA.

Dopo il precedente Golden Globe e il plauso della critica, Moonlight si fa ora apprezzare dal pubblico italiano: che la curiosità di guardare il film sia, almeno in parte, dovuta anche all’“affaire” legato allo scambio delle buste sul palco degli Oscar?
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