I buoni gialli sono come gli incubi: li guardiamo per poi goderci il risveglio.
Parola di Alfred Hitchock, decisamente esperto in materia. Ma anche Agatha Christie, la regina del giallo, sapeva il fatto suo.
E per farci risvegliare dagli incubi dei casi più complicati, ha creato Hercule Poirot.
Ex ispettore di polizia reinventatosi investigatore privato, Poirot nasce ufficialmente nel 1920 con il romanzo Poirot a Styles Court.
In qualche modo incarna quella parte di "incubo" che fa parte dei migliori gialli, e che ci porta dritti al risveglio con l'immancabile risoluzione del caso.

Portato sul piccolo schermo dal talentuoso attore inglese David Suchet, già protagonista di dozzine di produzioni tv e di film (Dracula, Pinocchio, Grandi speranze...), Poirot in TV ricalca perfettamente il personaggio letterario della Christie.
Ogni suo gesto è studiato con cura, l'accento e i francesismi (Poirot è nato in Belgio) sono fastidiosi per i sospettati e divertenti per il pubblico, mentre gli immancabili baffi - maniacalmente curati - sono il tocco finale di un personaggio fortemente caratterizzato, eppure ben lontano dal diventare una "macchietta".
Hercule Poirot si muove come un pinguino impettito ed è tanto ordinato, meticoloso e misurato da sembrare... pazzo. Ma è proprio per questo che ci piace.

Le battutacce che rivolge spesso e volentieri ai volentieri si alternano ai suoi modi impeccabili di gentiluomo, trasformandolo in una sorta di precursore del Dottor House.
A fare il resto ci pensa il contesto: sceneggiature dal ritmo impeccabile, costumi curati fino ai dettagli, scenografia e fotografia perfette.
Senza dimenticare l'attenzione per ogni personaggio che compare sullo schermo, anche solo per un episodio, e il motto di Poirot:
L’unica cosa necessaria per risolvere crimini è una passione per la verità.
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