La regina delle nevi, una fiaba del danese Hans Christian Andersen, è la fonte d'ispirazione per Frozen e per il suo sequel Frozen II - Il segreto di Arendelle.
Il secondo film, diretto da Chris Buck e Jennifer Lee e giunto a sei anni di distanza dal primo, è una storia di scoperta di sé e, ancora una volta, di accettazione.
Se nella pellicola del 2013 Elsa, la protagonista, comprendeva di poter essere amata nonostante la potenza della sua magia, in Frozen II vuole scoprirne l'origine e così facendo diventa consapevole del proprio posto nel mondo.
E mentre la maggiore delle sorelle che governano Arendelle cerca le risposte alle domande che l'hanno sempre accompagnata nel corso della vita, Anna percorre un cammino distinto ma parallelo, che la porta infine a ricoprire il ruolo a cui da sempre era destinata.
La trama
Trascorsi tre anni dal giorno dell'incoronazione di Elsa a regina di Arendelle, la giovane donna, che vive all'apparenza un'esistenza serena con la sorella Anna e con gli amici Kristoff, Sven e Olaf, è ancora inquieta. I suoi poteri, ormai domati, non sono più fonte di preoccupazione per la regnante, ma continuano a rappresentare un'incognita nella sua vita.
Un richiamo melodioso sembra cercarla ed Elsa, decisa a scoprire l'origine dei suoi misteriosi poteri, risveglia gli spiriti dormienti dei quattro elementi naturali – aria, terra, fuoco e acqua – mettendo a rischio la sopravvivenza degli abitanti del regno.
Così, i protagonisti si immergono in una nuova avventura, che li conduce nel fitto di una foresta incantata, teatro, decine di anni prima, di una terribile e mai raccontata tragedia.
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Re Runeard, allora re di Arendelle, stipulò un patto con la tribù dei Northuldri, nativi della foresta. La promessa, che stabiliva la pace tra i due popoli, fu sancita con la costruzione di una diga che nelle intenzioni di Runeard era un mezzo per distruggere l'antica civiltà. Il sovrano di Arendelle, che temeva il legame dei Northuldri con la Natura, finì con l'arrecare offesa agli spiriti magici degli elementi naturali, interferendo con l'ecosistema della foresta e uccidendo a tradimento il capo tribù.I sanguinosi conflitti che seguirono, causarono l'ira degli spiriti e confinarono i Northuldri e i soldati di Arendelle in una sorta di limbo: impossibile divenne per loro uscire dalla foresta, avvolta ormai da un'impenetrabile nebbia. Solo un giovane ragazzo riuscì a fuggire: Agnarr, figlio di Runeard e futuro padre di Elsa e Anna. Il giovane, battuto il capo su una roccia, fu tratto in salvo da una figura misteriosa che intonava una dolce melodia, la stessa che nel presente tormenta i pensieri di Elsa.La regina di ghiaccio è ammaliata dalla voce, che la attrae come il canto di una sirena attira un marinaio, e la segue fino al limitare della foresta.Insieme ad Anna e gli altri, riesce a raggiungere il fitto del bosco e pian piano a scoprire la verità sull'oscuro passato che circonda il regno di Arendelle e i nativi della vicina selva.Il viaggio dei protagonisti diventa un viaggio alla scoperta delle proprie origini quando le sorelle si addentrano nell'ammasso boscoso e vengono a sapere che la regina Iduna, loro madre, era una Northuldra e la salvatrice di Agnarr.L'avventura nella foresta non è solamente fonte di conoscenza del passato, ma anche di scoperta di sé e delle proprie capacità. Quando Elsa e Anna sono costrette a separarsi, Elsa si incammina su una via buia e tortuosa, che la porta a scoprire di essere capace di domare gli spiriti dei quattro elementi e di essere lei stessa una creatura della foresta, il quinto elemento che li congiunge tutti.Allo stesso modo, Anna dimostra ancora una volta il suo coraggio e la sua costanza, impara a camminare sulle proprie gambe, a far affidamento sulle proprie forze e a fare i sacrifici che solo i grandi sovrani sono disposti a compiere.Il finale
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Se Anna fosse la regina, Elsa sarebbe libera. Anna la leader ideale. È altruista, ama aiutare gli altri, è attenta, coscienziosa, è attenta al quadro generale così come ai piccoli dettagli. Ed Elsa, che è diversa e più unica di chiunque altro, non merita di rimanere confinata in una piccola realtà.