Miguel Sapochnik è diventato uno dei registi di riferimento delle più recenti stagioni di Game of Thrones. È sua la direzione degli episodi con alcune delle battaglie più celebri, come Hardhome nella stagione 5, la Battaglia dei bastardi nella stagione 6, la Lunga Notte nella stagione 8 e la presa di Approdo del Re in The Bells, sempre nella stagione 8.
Intervistato nel corso del podcast di IndieWire, Sapochnik ha raccontato alcuni aneddoti sul suo coinvolgimento nella produzione HBO, tra i quali anche gli screzi avuti con David Benioff e D.B. Weiss, i due showrunner della serie, in merito ad alcune scelte registiche non particolarmente apprezzate.
Le inquadrature della discordia
Sapochnik venne ingaggiato come regista sostitutivo per la stagione 5 di Game of Thrones. Ricorda di essere arrivato a Belfast dopo aver dimenticato il suo passaporto dall'altra parte dell'oceano, a Los Angeles – il che, ammette, non è stato proprio il modo migliore di presentarsi.
Cominciò a lavorare alla terrificante battaglia di Hardhome, che avrebbe caratterizzato l'ottavo episodio di quella stagione – affidato alla sua direzione, insieme al settimo. Sapochnik ricorda di essere riuscito fin da subito a contrariare i due showrunner, amichevolmente chiamati D&D. Alla base dei loro disaccordi ci furono delle inquadrature volute dal regista, che Benioff e Weiss non condivisero affatto.

In una sequenza, ad esempio, il regista decise di mostrare re Tommen attraverso delle sbarre, per dare l'idea di quanto il potere lo stesse imprigionando. La scena di morte del maestro Aemon, inoltre, venne dapprima realizzata dal regista con una sequenza che alludeva a quella che sarebbe poi stata la sua pira funeraria. In entrambi i casi, gli showrunner bocciarono le decisioni del regista:
Benioff e Weiss mi dissero di trovare tutto troppo auto-consapevole, mi dissero che lo detestavano, praticamente. Mi hanno sorvegliato per tutti i primi tre mesi di lavoro, questo ha reso davvero difficile la realizzazione di Hardhome perché, beh, li avevo davvero scocciati.
Secondo D&D, insomma, le inquadrature per cui aveva optato Sapochnik osavano troppo, giocando con i significati e con il procedere della storia, anziché limitarsi a mostrare gli eventi nel modo migliore possibile.

Questo ha forse impedito al regista di provare a dire nuovamente la sua, nei futuri lavori su Game of Thrones? Assolutamente no.
La tragica Lunga Notte secondo Sapochnik
Sapochnik aveva le sue idee anche in merito a The Long Night, l'episodio con la battaglia da record che nell'ottava stagione ha messo di fronte i vivi, capeggiati da Jon Snow, e i morti, sotto la guida del Re della Notte. Nel pieno stile tragico della serie TV, il regista aveva proposto di uccidere tutti fin dall'inizio della puntata, per chiarire da subito i toni e far comprendere al pubblico che ognuno dei protagonisti stava davvero lottando per la sua vita.
In particolare, Sapochnik voleva uccidere già nei primi minuti Jorah, fin dall'assalto iniziale contro le truppe dei morti:
Volevo uccidere tutti quanti. Volevo uccidere Jorah nella carica a cavallo all'inizio dell'episodio. Volevo che fosse spietato, che già dopo i primi dieci minuti le persone sapessero che non c'erano più garanzie, che tutti potevano morire. Però David e Dan non hanno voluto. Siamo andati avanti e indietro in disaccordo su questa cosa.

Alla fine, come sappiamo, il disaccordo è stato risolto concretizzando la volontà di David Benioff e D. B. Weiss, che volevano che Jorah – che inizialmente addirittura si salvava – arrivasse vivo a proteggere Daenerys, fino al termine dell'episodio.
Quella relativa alle morti nella carica iniziale non è stata la sola parte dell'episodio The Long Night che non è arrivata fino alla messa in onda: gli sceneggiatori avevano anche elaborato una sequenza in cui Viserion, il drago non-morto del Re della Notte, veniva attaccato da ben cinquanta metalupi. Alla fine, però, è stata ritenuta noiosa da guardare e si è deciso di tagliarla.
Nel podcast, Sapochnik ha rivelato:
Ci sono tante cose che sono successe e che alle persone sarebbero davvero piaciute, come un attacco di metalupi e cose del genere. A un certo punto ti dici 'ok, cinquanta metalupi che attaccano un drago zombie però non fanno un buon episodio'.
Verrebbe anche da domandarsi dove i vivi avrebbero trovato cinquanta metalupi ad affiancarli – considerando che gli unici due esemplari noti ancora al di sotto della Barriera sono Spettro, il fidato animale di Jon Snow, e Nymeria, la ex metalupa di Arya Stark, ora in libertà con un suo branco di lupi. Ulteriori animali sarebbero magari giunti dalle terre dei bruti, per venire in loro aiuto?

Oltre ai già citati episodi di Game of Thrones, Sapochnik ha diretto anche The Winds of Winter, capitolo di chiusura della sesta stagione che rivelava i primi dettagli sulla nascita di Jon Snow e in cui Cersei Lannister aveva la sua rivalsa contro l'Alto Passero. Per la serialità televisiva ha lavorato come regista anche in Dr. House - Medical Division, Fringe e True Detective.
Iscriviti al nostro canale Telegram e rimani aggiornato!