Il 2022 ha messo in difficoltà anche Netflix, tra guerra in Russia e rincari degli abbonamenti

Autore: Elisa Giudici ,
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Il 2022 si sta rivelando davvero un anno difficile per tutti...anche per Netflix. Strano ma vero, considerando che il gigante dello streaming macina numeri da urlo ed è in costante crescita. Per una realtà come Netflix però crescere non basta: gli analisti di mercato sono preoccupati per il rallentamento nei numeri dei nuovi abbonati al servizio.

Nei primi tre mesi del 2022, Netflix ha guadagnato "solo" 2,8 milioni di iscritti a livello globale. Pochi, secondo gli esperti di mercato, che si aspettano che i dividendi per gli azionisti non saranno entusiasmanti. Il motivo di questo rallentamento? C'è più di un fattore a frenare la crescita.

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Aggiornamento [20/04/2022] - I numeri di Netflix sono andati davvero male come previsto, tanto che la piattaforma sta valutando nuove tipologie di abbonamenti con pubblicità.

La guerra in Russia pesa anche su Netflix

Netflix è tra le aziende statunitensi del settore dello spettacolo e del tech che hanno aderito alle sanzioni alla Russia imposte dall'Occidente come ritorsione per l'invasione voluta da Putin dell'Ucraina. Il servizio di streaming in Russia conta ben un milione di abbonati, i cui servizi e pagamenti sono stati congelati. Abbonati che minacciano di fare causa. Inoltre - per ora - Netflix continua a pagare gli stipendi di quanti lavorano per l'azienda in Russia.

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Il colpo inferto dalla "fuga dalla Russia" è una causa indiretta, ma non lo è la perdita di abbonati avvenuta negli Stati Uniti e nei territori dove c'è stato un rialzo delle tariffe mensili di abbonamento (ritocchino avvenuto anche in Italia). Numeri ufficiali non ce ne sono, ma un calo parrebbe esserci stato.

Il rialzo dei prezzi di Netflix ha avuto delle conseguenze

Pur avendo avviato delle sperimentazioni in alcuni territori del Sud America, Netflix non ha ancora preso provvedimenti rispetto alla pratica diffusissima - ma non proprio lecita - di dividere account e costo dell'abbonamento tra amici e congiunti che non abitano allo stesso domicilio (talvolta nemmeno nella stessa città). Il motivo di un mancato intervento di Netflix per bloccare questo account sharing potrebbe essere proprio questo. Costringere gli utenti a pagare singolarmente il proprio account sarebbe tecnicamente possibile, ma è probabile che gli utenti estromessi smettano semplicemente di usufruire del servizio, non sottoscrivendo nuovi abbonamenti.

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Una bella gatta da pelare insomma per Netflix, che ha conquistato il mercato dello streaming anche grazie ai suoi prezzi bassissimi rispetto a quanto dovrebbe effettivamente costare una piattaforma simile per generare utili ed essere economicamente sostenibile. Netflix ha puntato anni fa a diventare leader indiscussa del settore, pensando di alzare i prezzi successivamente, ma l'ingresso nel mercato di competitor come Prime Video e Apple+ complica le cose.

A differenza di Netflix, Amazon e Apple hanno ricavi tali provenienti altri settori da poter tenere artificialmente bassi i prezzi degli abbonamenti, spesso legati ad altri servizi. Se persino un gigante come Disney si è vista costretta ad alzare il prezzo annuale del suo abbonamento, significa che è difficile far quadrare i conti con queste tariffe.

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Ora però gli utenti sono convinti che il prezzo equo per queste piattaforme sia quello che hanno pagato negli ultimi anni. Come alzare i prezzi senza perdere abbonati? La risposta sembra essere: incrementare gli abbonati a un ritmo talmente veloce da poter sostenere ancora un po' il prezzo basso degli abbonamenti.

Se però l'incremento degli abbonati non è abbastanza veloce...

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