Stavolta il Pardo d'Oro dovrà viaggiare per migliaia di chilometri per giungere a casa: a vincere per la prima volta in 71 anni di Festival è infatti un regista singaporiano. Yeo Siew Hua centra il premio più prestigioso con la prima partecipazione al Festival e il primo film da lui mai diretto: un risultato niente male, per un film che si era fatto notare da subito per tenuta e raffinatezza, in un'edizione purtroppo povera di film senza debolezze.
A Land Imagined racconta la Singapore dei ricchissimi e dei più poveri; coloro che senza mai fermarsi costruiscono la megalopoli strappando la terra al mare, rivendicandola e costruendoci sopra grattacieli e gli operai provenienti dalle regioni più povere dell'Asia. Alla scomparsa di un lavoratore da un cantiere edile due poliziotti stanchi e disinteressati effettuano i controlli del caso, imbattendosi in una situazione di irregolarità e sfruttamento.

Quello che può sembrare un banale film di denuncia, la cui unica arma è la durezza, è in realtà un visionario noir dalla fotografia al neon e con la capacità continua di ribaltare il punto di vista. In un vertiginoso crescendo il regista porta lo spettatore a chiedersi quale personaggio sia reale - il poliziotto che ha già sognato i luoghi dove cercherà l'operaio o l'uomo che attende da tempo la sua venuta? La risposta è solo suggerita da un film che ancora una volta porta il Pardo in terra d'Oriente. Il regista ha commentato:
Sono davvero emozionato. La cinematografia singaporiana è piuttosto giovane ed è fantastico per me e il mio collettivo ritrovarci così sotto i riflettori.
Il premio alla regia invece parla cileno: a trionfare è la regista cilena Dominga Sotomayor con Tarda para morir joven, un coming of age che spicca proprio per la cura della sua estetica, come vi avevamo raccontato nei giorni scorsi. Il premio speciale della giuria è andato a M di Yolande Zauberman, un lungometraggio francese che esplora gli angoli più ortodossi e paradossali dello stato d'Israele, all'interno di una comunità ebraica più che religiosa.

I pardi alle intepretazioni sono andati rispettivamente alla giovane attrice Andra Guti, la protagonista del film romeno Alice T., mentre in campo maschile ha trionfato il veterano Ki Joobong per l'atteso Gangbyun Hotel di Hong Sangsoo.
Jean Dujardin chiude le danze in Piazza Grande
Prima di salutare il suo pubblico verso una nuova edizione (e un nuovo direttore artistico) il Festival di Locarno si regala un'ultima notte delle stelle. Stasera in Piazza Grande infatti l'ospite della serata sarà l'affascinante premio Oscar Jean Dujardin. L'interprete francese, diventato celebre a livello mondiale per la sua interpretazione nel film muto The Artist, torna a lavorare in una commedia dopo i suoi numerosi passaggi hollywoodiani.

Per l'occasione l'attore lavora con l'acclamato duo di registi Benoît Delépine e Gustave Kerve, specialisti di film dall'umorismo ora tagliente, ora paradossale. Dopo aver gestito un Gerard Depardieu travolto dagli scandali in un paio di film che ne hanno ribadito il carattere attoriale, il duo collabora il divo francese esportato a Hollywood. Qui l'attore interpreta Jacques, un quarantenne fallito che decide di sfruttare i pazienti più disperati della clinica gestita dalla sorella per darsi a interventi estetici più o meno estremi, nel tentativo di fare soldi facili.
Iscriviti al nostro canale Telegram e rimani aggiornato!