Le premesse per il successo di un film come Necropolis - La città dei morti (titolo originale So Above, So Below) c'erano tutte.
In primis la scelta del regista: quel John Eric Dowdle che ci aveva già abituato ad atmosfere altamente claustrofobiche grazie a film come Quarantena (2008) e Devil (2010). Ma non solo. Anche i temi proposti da questo film - che potremmo definire come un horror soprannaturale - sono decisamente interessanti: una spedizione nelle catacombe proibite di Parigi che si trasforma in un vero e proprio viaggio all'Inferno dove affrontare l'inimmaginabile.
Ferme restando le ambiziose intenzioni, la pellicola non ha però ottenuto il successo sperato riuscendo ad incassare in tutto il mondo (nel 2014) poco più di 40 milioni di dollari.
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Necropolis - La città dei morti ha uno dei maggiori punti di forza nell'ambientazione. Si tratta, infatti, della prima pellicola ad essere stata girata completamente nelle catacombe di Parigi, per cui si è resa necessaria una speciale autorizzazione da parte delle autorità transalpine. Un luogo chiuso e claustrofobico che ha creato un certo disagio in alcuni membri del cast, tra cui Ben Feldman. L'attore, soffrendo di claustrofobia, ha dovuto fare non poche pause per portare a termine le riprese.
La trama di Necropolis - La città dei morti
La trama ruota attorno al personaggio di Scarlett Marlowe (Perdita Weeks), una giovane studiosa di alchimia che vorrebbe continuare l'opera del defunto padre, da sempre alla ricerca della pietra filosofale. Per chi non lo sapesse, la pietra filosofale altro non sarebbe che una sostanza alchemica scoperta da Nicholas Flamel e capace di trasformare in oro e argento i metalli vili e garantire l'immortalità. Per trovarla, Scarlett prima si reca in Iran dove trova la chiave rossa e poi giunge a Parigi, dove chiede aiuto al suo ex fidanzato George.
Avvalendosi anche della compagnia di un cameraman di nome Benji, di una guida chiamata Papillon, della sua ragazza Souxie e dell'amico Zed, Scarlett decide di esplorare le catacombe sotterranee della Capitale francese. Il tour sembra tutt'altro che semplice e sin da subito si presenta ricco di insidie. La spedizione riesce sì a trovare l'ambita pietra filosofale, ma si ritroverà catapultata in quello che sembra essere a tutti gli effetti l'Inferno.
Il finale del film
Il finale offre la salvezza per coloro che sono riusciti a fronteggiare i propri drammi: sono Scarlett, George e Zed a trovare un tombino sul pavimento e ad uscire all'aria aperta su una strada nei pressi di Notre Dame. Scarlett abbraccia George mentre Zed si allontana.
Il mondo dei morti apre "la porta" a quello dei vivi, nel quale è stato possibile ritornare soltanto grazie alla conoscenza e alla fede. I protagonisti, infatti, prima di arrivare al famigerato tombino hanno dovuto effettuare un salto andando incontro a quella che nel mondo reale - per le leggi della Fisica - li avrebbe portati a morte certa. Non nel mondo "di sotto", dove si affronta la paura della morte per tornare all vita.
La protagonista - in una successiva registrazione con la videocamera - sostiene che la sua missione è stata portata a termine. Non è stata recuperata la famigerata pietra filosofale, ma il coraggio di affrontare le paure più recondite, le situazioni irrisolte e i (veri) fantasmi del passato.
Il significato "nascosto" (ma non troppo) della pellicola
Il viaggio infernale di Scarlett e del resto della sua troupe si avvale di molti simbolismi ed elementi appartenenti a culture, opere e periodi storici differenti. Dalla tomba di un cavaliere Templare passando per la stella di David sino ad arrivare alla porta d'ingresso dell'Inferno dantesco ("Lasciate ogni speranza, voi ch'intrate"), i nostri protagonisti comprendono che l'unico modo per salvare la pelle è quello di scendere sempre più in basso: è in fondo che c'è la via d'uscita. Ma non basta sapere questo: la pellicola vuole insegnare a tutti noi qualcosa di molto più profondo.
Affrontando demoni mostruosi, visioni terribili, crolli rovinosi, i protagonisti di Necropolis - La città dei morti dovranno tirare fuori tutta la forza che hanno dentro di sé per prendere di petto - una volta e per tutte - i propri tormenti. Scarlett e coloro che vogliono sopravvivere dovranno, in altre parole, affrontare i fantasmi del passato per uscire fuori da quel labirinto mortale di trappole.

Anche il titolo originale del film So Above, So Below (che letteralmente significa "Come sopra, come sotto") è importante perché sottolinea una certa corrispondenza, una certa specularità tra quel che avviene nel mondo "normale" di sopra abitato dai vivi e quello che avviene nelle catacombe. Queste, lungi dall'essere mete turistiche, si presentano come veri e propri labirinti infernali che nascondono altri mondi, in cui delle forze soprannaturali sono capaci di far diventare "reale" tutto quello che si cela nelle menti dei nostri protagonisti.
L'uso sapiente della telecamera, che per tutta la durata della pellicola offre allo spettatore - di volta in volta - il punto di vista del singolo protagonista, profonde nello spettatore tutta l'angoscia e la disperazione che si potrebbe provare in una situazione del genere.
Questa stessa tecnica, quasi documentaristica, ha allo stesso tempo la pecca di creare anche una certa confusione, che va a smorzare l'evidente tensione che - una situazione dannatamente pericolosa come quella vissuta dai nostri avventurieri - inevitabilmente genera in coloro che la guardano dall'esterno.
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