Il 2009 è stato l'anno di #Avatar di James Cameron. Ma nell'arco di quei fantastici 365 giorni gli appassionati di fantascienza hanno potuto godere di autentici gioielli come #District 9 di Neill Blomkamp, Moon di Duncan Jones e #Splice di Vincenzo Natali. Soltanto per citarne alcuni.
All'epoca la critica ha snobbato Pandorum - L'universo parallelo del tedesco Christian Alvart, fanta-horror prodotto dalla coppia di #Resident Evil, Paul W.S. Anderson (autore dell'altrettanto claustrofobico #Punto di non ritorno) e Jeremy Bolt.
Pandorum è diventato col passare del tempo un cult dimenticato, specie per gli appassionati del videogame Dead Space. Ora che il film riemerge dalla polvere nei palinsesti televisivi, è il momento di approfondire questo horror sci-fi tutto da (ri)scoprire.
I protagonisti di #Pandorum - L'universo parallelo sono Bower (Ben Foster) e Payton (Dennis Quaid), due astronauti che si risvegliano senza memoria da un sonno criogenico a bordo dell'astronave Elysium. Siamo nel 2174, la Terra conta 24,34 miliardi di abitanti, le risorse naturali scarseggiano e la popolazione mondiale ha scelto di attraversare lo spazio con 60mila passeggeri per colonizzare il rigoglioso pianeta gemello Tanis, adatto a ospitare l'umanità.
Il viaggio interstellare su quest'arca di Noè galattica dura 123 anni, ma qualcosa è andato storto. Il caporale Bower e il tenente Payton non ricordano nulla: non sanno chi sono né quale sia la loro missione. Dopo una veloce ricognizione, i due scoprono che il loro volo è di sola andata e che a destarli è stato un guasto al reattore. Ma l'amnesia temporanea non è l'unico problema. Payton tenta di sbloccare il portellone che dà accesso al ponte di comando cercando di evitare l'effetto Pandorum, la sindrome orbitale disfunzionale che colpisce gli astronauti durante le lunghe tratte spaziali, portandoli a un morbo paranoide da isolamento che conduce dritti alla follia.

Bower, invece, si fa strada attraverso i condotti di aerazione per tentare di raggiungere e riparare il reattore, ma scopre di non essere solo sull'Elysium. L'astronave è invasa da mostruosi e voraci umanoidi cannibali che si nutrono dei viaggiatori chiusi nelle capsule criogenetiche. A quel punto Bower deve unire le forze con la biologa Nadia (Antje Traue) e il contadino Manh (Cung Le), gli unici superstiti che ha incontrato nei meandri della navicella, per sfuggire all'assalto delle creature mutanti. Payton, nel frattempo, ha scovato il caporale Gallo (Cam Gigandet): nudo e insanguinato, Gallo sostiene di essere stato costretto ad eliminare i compagni dell'equipaggio perché affetti da Pandorum.
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Nel disperato tentativo di raggiungere il compatto del reattore per salvare l'Elysium, Bower, Nadia e Manh trovano sulla strada il cuoco Leland (Eddie Rouse), sveglio ormai da tempo. L'uomo spiega loro la prima dolorosa verità sull'origine degli spietati umanoidi. Uno dei membri della missione precedente ha ricevuto una comunicazione dalla Terra, l'ultima chiamata che annunciava la distruzione del pianeta per cause sconosciute. Colto dall'effetto Pandorum, ha ucciso i due colleghi, ha risvegliato i passeggeri dall'ipersonno e li ha nutriti con l'enzima sintetico che sarebbe servito per adattare la specie umana all'ecosistema di Tanis, trasformandoli in feroci mutanti. L'unico rimasto e artefice di questo disastro, "Dio e il Diavolo" che gioca con il suo "infausto destino", è proprio Gallo. Quando il caporale tornò a dormire, lasciò che i cannibali si divorassero a vicenda.La spiegazione del film
Bower ha ricordato di essere un ingegnere e spiega a Leland, che ha drogato e rapito i tre, che il reattore è ormai alla fase finale: se non verrà resettato, l'Elysium esploderà. Il cuoco libera i suoi "ospiti" che giungono al reattore, invaso dai mutanti che si stanno moltiplicando. L'assalto degli umanoidi è senza tregua. Bower vuole liberare le famiglie e il personale di volo, ma realizza di essersi offerto volontario per la missione e che la moglie è rimasta sulla Terra perché i due hanno divorziato. Tra le capsule, però, c'è quella di Mary Anne, la moglie di Payton.
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La strada che "porta all'Inferno" è vicina: Bower e gli altri raggiungono il reattore, zeppo di mutanti che dormono intorno alla struttura. Quando si risvegliano, Manh si sacrifica per salvare Bower e viene sgozzato da un baby-cannibale, mentre l'ingegnere spazza via le creature riattivando il reattore. Allo stesso tempo, Payton prepara un anestetico per sedare un sempre più aggressivo Gallo e lo rinchiude in una capsula. Ma la mente del tenente si rivolta: Payton finalmente ricorda che lui stesso è Gallo e che era tormentato dall'allucinazione del giovane sé stesso. È Gallo/Peyton il responsabile della genesi dei mutanti cannibali, colpito dal Pandorum quando ha appreso che la Terra era ormai ridotta in un cumulo di macerie. Dopo l'omicidio della sua squadra, si è addormentato nella capsula del vero Payton svegliandosi insieme a Bower.


La scena finale
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L'arca Elysium non è nello spazio profondo: è rimasta sottacqua tutto questo tempo. Il peggior nemico dell'uomo è quindi nei meandri più oscuri della mente, non all'esterno. Dopo cento minuti, l'intricatissima sceneggiatura di Travis Milloy – non priva di balzi temporali piuttosto immotivati e voragini logiche – può finalmente concedere un finale pieno di speranza.
Le teorie sul legame con Elysium
Il nome dell'arca ha spinto molti spettatori ad ipotizzare un legame tra Pandorum ed #Elysium, il film di fantascienza scritto e diretto da Neill Blomkamp nel 2013, con protagonisti Matt Damon e Jodie Foster. Parecchi utenti di Reddit si chiedono se Pandorum sia un prequel di Elysium. L'ipotesi è da rintracciare nel periodo in cui il film di Blomkamp si svolge, il 2154, lo stesso anno in cui nei titoli di testa del film di Alvart si specifica che la prima sonda spaziale Paleo-17 è arrivata su Tanis.
L'enorme, lussuosa ed avveniristica stazione Elysium del film di Blomkamp orbita intorno alla Terra per salvare i pochi ricchi privilegiati da un pianeta sempre più inquinato e in via d'estinzione, mentre i tanti poveri – tra cui il protagonista Max Da Costa – vivono in miseria cercando a tutti i costi di andare nello spazio.
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Tra i due film, in realtà, non c'è alcuna connessione, almeno mai dichiarata dai due autori. È una pura coincidenza, come spesso capita nelle opere sci-fi. Una delle tante suggestive "fan theories" che circolano in rete. Il titolo Pandorum deriva dalla mitologia greca. Pandora significa "ricca di doni": è la prima donna mortale plasmata da Efesto e Atena, che per curiosità apre il vaso affidatole da Zeus, pieno di tutti i mali del mondo.
Scoperchiato l'orcio, i mali si diffondono tra gli uomini, provocando danni e sciagure. Nel film, Pandorum è il nome della sindrome che infetta i cervelli dei naviganti dell'astronave Elysium, avvolgendoli nella spirale di pazzia. Ma in astronomia, Pandora è anche il nome che è stato dato al piccolo satellite di Saturno, scoperto nel 1980 dalla sonda Voyager I.
Un'altra curiosità è stata rivelata da Travis Milloy. Lo sceneggiatore ha confessato che nella prima versione del copione la storia era ambientata su una nave prigione chiamata Pandorum, deputata a trasportare migliaia di pericolosi assassini e criminali della Terra su un altro pianeta. I cannibali erano il risultato finale della degenerazione dei prigionieri. Gli stessi Nadia e Manh erano dei detenuti. Dopo ripetuti rifiuti dagli studios, Milloy pensava di girare questo pitch come un corto low-budget con attori sconosciuti, ma ha finito per attirare l'attenzione di Anderson e Bolt, che hanno deciso di finanziare il progetto coinvolgendo Christian Alvart. Il titolo originale era No Where.

Pandorum - L'universo parallelo è la seconda regia in terra americana del regista tedesco. Nonostante il ricco cast, l'impressionante makeup di Stan Winston Studios per i cacciatori mutanti, la fotografia cavernosa di Wendigo von Schultzendorff e la colonna sonora elettronico-metallica di Michi Britsch, il film è stato un flop clamoroso al botteghino.
Pandorum è costato 33 milioni di dollari e ne ha incassati appena 21 in tutto il mondo. Negli Stati Uniti ci si è messa di mezzo pure la situazione di Overture Films: la distribuzione era sull'orlo della bancarotta e la campagna di marketing per il lancio e l'uscita nelle sale fu praticamente inesistente.
Questo fallimento ha fatto naufragare i progetti di Milloy (una possibile trilogia: sequel e prequel erano già approvati dai produttori di Impact Pictures) e ha fatto rientrare Alvart in Germania, dove ha diretto thriller come Bank Lady, Don't Get Out! - In trappola e Free Country, e la fortunata serie Netflix #Dogs of Berlin.
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