“More Than a Feeling”, cantano i Boston in sottofondo, mentre Rick fa un nuovo buco alla cintura, Carl - che si è ripreso - gioca con una pallina da tennis per abituarsi a usare un occhio solo, Michonne chiacchiera con loro e Judith gioca sul pavimento.
Già. “Più di un’emozione” ci aspetta in questo nuovo episodio di #The Walking Dead. Molto di più.
Dopo un ritorno alla grande, mentre il mondo impazzisce per la serie, ci ritroviamo a settimane dalla notte che aveva cambiato tutto.
Quella in cui Rick aveva capito che il sogno di Deanna aveva senso, che creare un mondo 2.0 per i propri figli, una comunità autosufficiente e sicura, è possibile.

Non a caso, gli autori ci mostrano l’inizio di un episodio che sembra raccontare un mondo, una vita e una famiglia “normale”. In una casa “normale”… Che solo una recinzione, ricostruita e arricchita dai nomi delle vittime della grande battaglia di Alexandria, separa da un mondo dominato dagli zombie.
In cui non si va a “fare la spesa”, si va in cerca di risorse - cibo, farmaci, armi - necessarie a sopravvivere.
E si esce in cerca di risorse senza sapere cosa si troverà davvero: Jesus.
Direttamente dal fumetto, incontriamo un nuovo, fondamentale personaggio. Uno che stende i più forti dei nostri, Rick e Daryl, come se niente fosse. Uno che li prende in giro, ma si comporta in modo tale da convincerli a portarlo ad Alexandria, con loro.
Il tema centrale di questo episodio, ricco di colpi di scena, è la normalità. La disperata ricerca di una normalità che non può esistere davvero, eppure è necessaria per non impazzire.
La ricerca di una routine - ricordate l’orto alla prigione? - che rappresenti un punto fermo in mezzo al caos, all’imprevedibilità, alla necessità di spostarsi continuamente.

Dopo il Centro per il Controllo delle Malattie, la fattoria e la prigione, quella routine ora è Alexandria.
In un ciclo infinito di esperienze, i nostri si sentono al sicuro. Non tanto da “diventare deboli”, come temevano, e da abbassare la guardia. Ma abbastanza per pensare a qualcosa che vada oltre la mera sopravvivenza.
L’amore, per esempio. Rick e Michonne, finalmente, spezzano le catene del passato e si abbandonano alla passione, per diventare davvero quella famiglia che erano già da tanto tempo. Quella famiglia “normale” che ci viene mostrata all’inizio dell’episodio.
Quella famiglia che è l’unica possibilità di sopravvivere. Rick e Daryl si coprono le spalle a vicenda, vivendo una nuova avventura durante la quale, e non c’è bisogno che lo ammettano, finiscono anche per divertirsi.
L’adrenalina è l’unica droga nel nuovo mondo, ed è anche la più potente.
Perché, se l’illusione della normalità e la routine servono a non perdere la ragione, l’adrenalina e l’avventura servono a sentirsi vivi.
La legge della probabilità, a volte, gira a favore dei nostri. Con l’aspetto di un furgone carico di leccornie. Ma lo sappiamo ancor prima che ce lo ricordi Daryl: “La legge della probabilità è una stronzata, amico”.
Eppure, ha permesso che s’incontrassero. Che diventassero una famiglia. Quante probabilità c’erano, nel vecchio mondo, che un vicesceriffo e un ragazzo “sbandato” diventassero fratelli? Nessuna.
Quindi, la legge della probabilità ha senso, ma solo se la si applica al mondo 2.0. Quello in cui la logica cede il passo al bisogno di sentirsi vivi.
Rick: È stupido da parte nostra andare lì fuori, no?
Daryl: Sì. Ci torniamo domani?
Rick: Sì.
Sì. Perché con Deanna-zombie abbiamo seppellito un sogno del passato, e abbiamo preparato il terreno per un ideale nuovo di zecca.
Uno in cui è bello vivere un’avventure e poi essere di nuovo a casa, a raccontarsi un’assurda giornata. E a tenersi per mano. E a baciarsi, finalmente.
Per risvegliarsi con uno sconosciuto, uno che tutti chiamano “Jesus”, e che insiste: dobbiamo parlare. Di cosa, lo scopriremo solo la settimana prossima.
Ed ecco un’anteprima del nuovo episodio!
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