Scenari post-apocalittici

Falling Skies sta per arrivare. Questa volta ripassiamo insieme gli scenari post-apocalittici come quello che ci presenterà la serie di Steven Spielberg…

Autore: Redazione NoSpoiler ,
Falling Skies sta per arrivare. Questa volta ripassiamo insieme gli scenari post-apocalittici come quello che ci presenterà la serie di Steven Spielberg…

Come sappiamo, Falling Skies (dal 5 luglio su FOX) racconta la storia dei sopravvissuti all’attacco alieno dopo che gli invasori hanno già colonizzato il pianeta. Uno dei punti di forza della serie, che come The Walking Dead e tutti gli zombie movies, come Dark Angel, Terminator e molti altri classici di fantascienza di cinema e tv, si gioca tutto sullo scenario post-apocalittico, è la messa in scena di un mondo che stravolge l’immagine e le consuetudini a cui siamo abituati.

Se Rick Grimes guida i sopravvissuti all’invasione di zombies e Max Guevera sfugge, in un mondo in cui il baratto la fa da padrone, a chi vuole catturarla per “ricondizionarla” ad essere un super soldato, John Connor guida la Resistenza umana contro le macchine guidate da Skynet e Tom Mason (Noah Wyle, protagonista di Falling Skies, foto) fa i conti con un mondo completamente privo di tecnologia, pieno di insidie e dominato da mostri invasori. Insieme agli altri sopravvissuti – militari e soldati – Tom batte le strade di un’America a tratti irriconoscibile in cerca di un rifugio sicuro… che in realtà potrebbe non esistere. Proprio come nel caso di Rick Grimes, Max Guevera e John Connor. E ho citato solo i primi tre esempi che mi sono venuti in mente, perché di scenari post-apocalittici cinema e tv sono pieni (da Mad Max a The Day After, da 1997: Fuda da New York a Jericho…).



Il recente Codice Genesi, che riconduce la speranza di un nuovo futuro per l’umanità a simboli religiosi che d’un tratto non sembrano più così obsoleti, va ad accodarsi ad una lunga serie di racconti che, indipendentemente dall’atmosfera (horror per The Walking Dead, sci-fi per Falling Skies, eccetera), portano tutti dritti verso lo stesso concetto. Ovvero: mettere alla prova l’uomo in un mondo che non è più quello che conosce e in cui l’unica cosa che fa la differenza fra la vita e la morte è il buon senso. Già, perché prendere decisioni impossibili sullo sfondo di un mondo ostile ed irriconoscibile, popolato di creature letali (siano esse umane o aliene), non può che ricondurci alla capacità di mettere da parte i nostri desideri ed il nostro istinto per far prevalere il ragionamento e l’analisi delle probabilità.

Quelle che spingono John Connor a mandare suo padre indietro nel tempo, condannandolo a morte. Quelle che ricordano a Max come stringere legami personali sia troppo pericoloso per le persone a lei care. Quelle che con ogni probabilità spingeranno anche Tom Mason a prendere decisioni che non ci aspettiamo. Il buon senso, il raziocinio, la capacità umana di valutare pro e contro e di far prevalere la ragione sull’istinto sono la base per tutti i racconti post-apocalittici: coloro che cedono al puro istinto di sopravvivenza, alla paura, alla solitudine e all’angoscia sono destinati a perire. Quelli che, invece, riescono a guardare l’orrore che li circonda con gli occhi della razionalità hanno buone probabilità di cavarsela. La ragione di questa caratteristica comune alla maggior parte dei racconti di questo genere è piuttosto semplice. Quando il mondo perde il controllo, arrivando ad autodistruggersi, a subire le conseguenze di un uso sbagliato (o addirittura immorale) della tecnologia o a permettere ad intelligenze ostili di metterlo in scacco, l’unica possibilità sta in ciò che distingue l’uomo da tutte le altre creature viventi del pianeta: il raziocinio.

La capacità di valutare diverse opzioni, prospettare molteplici scenari, discuterne con i suoi simili, scegliere l’ipotesi più idonea al risultato desiderato (ovvero: salvare il salvabile. Che si tratti della vita di un singolo, di una persona cara o di un intero gruppo di sopravvissuti). E questo comporta sempre decisioni difficili, anzi impossibili, che trasformano i leader pronti a prenderle in personaggi che ai nostri occhi appaiono immancabilmente eroici. Coraggiosi. Carismatici. Forti… Leader, appunto. Da seguire, se vogliamo sopravvivere (“Vieni con me, se vuoi vivere”). Leader come John Connor, Max Guevera e Tom Mason, che stiamo per conoscere…
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