Un inferno esistenziale nelle periferie: così #Stephen King ha definito Black Summer, la serie di Netflix sulla misteriosa epidemia che trasforma le persone in mostri assetati di sangue.
Non sono come gli zombie di Romero, né come quelli di #The Walking Dead: sono, piuttosto, killer veloci e letali come quelli di 28 giorni dopo.
La trasformazione è pressoché immediata: in pochi istanti dal contagio (o dalla morte), le vittime si risvegliano e iniziano a inseguire coloro che, fino a pochi minuti prima, erano i loro cari.
Il Re dell'horror ha twittato dopo aver visto la serie, compiacendosi di aver ritrovato una storia zombie in cui la paura regna sovrana, con un clima ad alta tensione:
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In seguito ai commenti e alle risposte di molti altri utenti Twitter, King ha proseguito, esplicitando meglio le proprie ragioni.
Ha spiegato cosa l'ha colpito di Black Summer, asserendo anche che la direzione indicata dalla serie in 8 episodi creata da John Hyams (Z Nation, NYPD Blue) e Karl Schaefer (Z Nation, Eureka, The Dead Zone - La zona morta) è quella giusta, e che gli showrunner delle serie TV dovrebbero seguirla.
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Stephen King ha apprezzato l'alta dose di azione, i dialoghi sempre molto stringati, l'assenza di flashback sulle storie dei protagonisti: l'azione è concentrata sul "qui e ora", escluso qualche passo indietro per intrecciare il destino dei vari personaggi. Ma si tratta di poche ore, o addirittura di minuti.
Oltre alla scelta di raccontare esclusivamente il presente della narrazione, il Re ha anche molto apprezzato lo stile visivo: le riprese effettuate principalmente con la macchina a mano restituiscono il senso dell'immediatezza e aumentano la tensione.

In una recente intervista a Entertainment Weekley, Stephen King ha anche commentato il ruolo di Jaime King (Pearl Harbor, Sin City, Hart of Dixie), protagonista nei panni di Rose.
Separata dalla figlia durante le operazioni di evacuazione, Rose sopravvive all'inferno nella speranza di ritrovare la ragazzina.
È una donna del Midwest che è innamorata di suo marito ed è stata con lui per molto tempo, e ama sua figlia, e si ritrova in queste circostanze straordinarie. La sua bambina le viene strappata, e lei non si fermerà davanti a nulla per andare a riprenderla.
Così il Re ha commentato la scelta, che giudica vincente, d'incentrare il racconto sull'immediatezza del momento, sui dialoghi ridotti al minimo essenziale, e sulla storia di una madre pronta a tutto pur di salvare sua figlia.
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