In che modo e in che misura il digitale sta cambiando le nostre vite? Facebook, WhatsApp e Instagram stanno spazzando via anche l'ultimo briciolo di connessione reale e umana, sostituendola definitivamente con relazioni virtuali? Dobbiamo dire addio per sempre alla nostra privacy? Sono queste alcune delle riflessioni al centro de Il gioco delle coppie di Olivier Assayas, una commedia corale irresistibile che indaga quanto i social e il web stiano modificando le nostre abitudini.

I protagonisti sono tutti personaggi della borghesia chic e intellettuale: Alain, editore di successo, che assieme all’aspirante scrittore Léonard fa fatica a comprendere le evoluzioni dell’editoria che virano verso gli e-book; Selena (moglie del primo e amante del secondo), attrice costretta a recitare nelle meno impegnate fiction televisive perché il cinema d’autore è in agonia; Valérie, fidanzata di Leonard e portaborse di un noto politico di sinistra.
Due coppie connesse tra loro da una doppiezza: il reale e il falso confondono le loro relazioni, così come il conflitto tra digitale e analogico e tra tradizione e progresso stanno scombussolando la società di oggi.

Con Il gioco delle coppie (in molti hanno criticato la scelta di tradurre così il titolo originale Doubles vies, Doppie vite) Assayas realizza un film spassoso, decisamente lontano dalle atmosfere dei suoi ultimi lavori, Sils Maria e Personal Shopper.
Il film, apprezzato dalla critica allo scorso Festival del cinema di Venezia, vanta un cast di grandi attori come Guillaume Canet (Alain), Juliette Binoche (Selena) alla sua terza collaborazione con Assayas, Vincent Macaigne (Léonard) e Nora Hamzawi (Valérie).
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