Dellamorte Dellamore ritorna al cinema, ecco tutti i dettagli

Il film cult degli anni Novanta di Michele Soavi, Dellamorte Dellamore, ritorna nelle sale cinematografiche. Il titolo è tratto dal romanzo di Tiziano Sclavi.

Autore: Davide Mirabello ,

In occasione del suo 30° anniversario Dellamorte Dellamore torna nelle sale cinematografiche dal 14 ottobre in versione restaurata. Il titolo sarà distribuito al cinema da CG Entertainment in collaborazione con Cat People, grazie a R&C Produzioni.

Il film cult di Michele Soavi è tratto dal romanzo di Tiziano Sclavi, ed ha visto nel cast Rupert Everett e Anna Falchi. Si tratta di un titolo divenuto di culto,  soprattutto tra gli appassionati di horror e dell'autore Tiziano Sclavi. Martin Scorsese lo ha definito come una delle migliori produzioni italiane dell’epoca e ancora oggi riscuote consensi sia in Italia che all'Estero. 

Ecco la sinossi di Dellamorte Dellamore:

Francesco Dellamorte (Rupert Everett) lavora come custode nel cimitero di Buffalora, affiancato dal fido e muto Gnaghi (François Hadji-Lazaro). Per oscure ragioni, i morti sepolti in quel luogo risorgono, e per annientarli occorre spaccare loro la testa. Per Francesco, uccidere gli zombi è solo un atto di routine, ma un giorno, tra le lapidi, gli capita di incontrare una bellissima vedova (Anna Falchi). Sarà questo l’inizio di una vorticosa discesa nel dolore e nella follia, tra morti viventi e vivi morenti.

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Quanti riconoscimenti ha ottenuto Dellamorte Dellamore?

Il titolo è uscito al cinema nel 1994, sapendo fondere elementi horror, di commedia nera e romanticismo gotico, il contributo di Michele Soavi è stato in questo senso cruciale nel creare un'atmosfera unica, capace di alternare momenti di tensione a situazioni surreali e grottesche. 

La colonna sonora di Manuel De Sica ha ulteriormente arricchito l'atmosfera del film, contribuendo a immergere lo spettatore nel mondo oscuro e bizzarro di Francesco Dellamorte. Gli effetti speciali di Sergio Stivaletti, maestro del make-up e degli effetti visivi, hanno giocato un ruolo importantissimo nel dare vita ai "ritornanti", i morti viventi che popolano il cimitero di Buffalora. Le scenografie di Antonello Geleng hanno portato al film un David di Donatello e il premio Ciak D’oro. 

 

 

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