Una trappola sofisticata e sulfurea orchestrata magistralmente: è questo ciò in cui Jalil Lespert immerge lo spettatore con Iris, il film che conferma il suo talento dietro la macchina da presa dopo Yves Saint Laurent e Vento contrario.
La Iris del titolo è la bellissima moglie del ricco banchiere Antoine Doriot (Lespert). La donna chiede a Max (Romain Duris), un meccanico pieno di debiti e precedenti non proprio puliti, di aiutarla a fingere il proprio rapimento per lasciare il marito e rifarsi una vita.
Max accetta ma il piano va storto: di mezzo, infatti, c'è Claudia (Charlotte Le Bon), femme fatale magnetica, misteriosa ed inquietante.
Gli investigatori Nathalie e Malek cominciano a sospettare che la verità non è come sembra. Il mistero finisce in un sex club e diventa ben presto un vortice di desideri, frustrazioni e ricatti.
#Iris è un thriller provocatorio sul potere manipolatorio del denaro e della bellezza, pieno di tensione e colpi di scena. Ecco dieci curiosità sul film affidato ad un trio di personaggi oscuri ed ambigui.
- Remake di un film giapponese
- Una produzione travagliata
- L'ispirazione di Lespert
- Lespert regista di… se stesso
- Il mondo BDSM
- La preparazione di Charlotte Le Bon
- Charlotte una furia sul set
- La metamorfosi di Romain Duris
- Le musiche ambient
- Una Parigi irriconoscibile
Remake di un film giapponese
Iris è liberamente ispirato al film giapponese Chaos, diretto nel 2000 da Hideo Nakata, il regista maestro del J-Horror conosciuto al pubblico occidentale per la saga di The Ring e lo spaventoso #Dark Water.
Chaos è un mystery-thriller basato sul racconto Sarawaretai Onna dello scrittore Shōgo Utano. I ruoli di Duris, Lespert e Le Bon nella versione francese sono interpretati nell'originale nipponico da Masato Hagiwara, Ken Mitsuishi e Miki Nakatani.
Una produzione travagliata
Il soggetto di Iris era destinato originariamente a diventare una produzione statunitense. Il copione era stato scritto da Andrew Bovell (lo sceneggiatore australiano di film come La spia - A Most Wanted Man di Anton Corbijn e Lantana di Ray Lawrence) per un grosso studio di Hollywood.
Quando il progetto è finito in stand-by, Lespert è stato contattato dai produttori di Wy Productions e Universal per realizzare un adattamento francese di quella sceneggiatura.

L'ispirazione di Lespert
Lespert è un appassionato di thriller e polar e cita come ispirazioni per questo lavoro due titoli in particolare: #La donna che visse due volte (Vertigo) di Alfred Hitchcock e #Omicidio a luci rosse (Body Double) di Brian de Palma.
Iris è un thriller di manipolazione che gioca con i codici del cinema noir più sensuale. È un film sul desiderio quanto sul tradimento, e spero che gli spettatori possano lasciarsi coinvolgere senza rendersene conto.

Lespert regista di… se stesso
Iris è il quarto lungometraggio diretto da Jalil Lespert, ma prima di questo thriller l'attore non aveva mai recitato in un suo film.
A spingerlo a cambiare idea e ad apparire anche davanti alla macchina da presa, è stato Romain Duris.
Romain è stato un'influenza determinante: mi ha suggerito lui di interpretare Antoine. Non avevamo mai lavorato insieme e Iris si è rivelata l'occasione giusta per farlo. Poi sono finito per innamorarmi del personaggio di Antoine: ha una carica emotiva incredibile, è ambiguo, perverso e allo stesso tempo divorato da tutte le sue crepe.
Lespert ha lavorato sulla caratterizzazione di Antoine con Jean-Édouard Bodziak, amico attore e coach di Charlotte Le Bon sul set del biopic #Yves Saint Laurent.
Il mondo BDSM
Oltre all'intreccio mozzafiato e ricco di suspense, Iris affronta le dinamiche di potere all'interno delle pratiche BDSM (bondage, kink, sadismo e masochismo) e lo fa con espliciti richiami alla figura del martire nell'arte cristiana e ai set caldi e avvolgenti di Fassbinder.
A differenza di altri thriller degli anni Ottanta e Novanta, come Omicidio a luci rosse e Jade di William Friedkin, Lespert ha esplorato l'argomento con rispetto e interesse, sfatandone stereotipi e luoghi comuni.
Ho cercato di essere il più onesto possibile al riguardo. L'estetica legata al bondage è estremamente raffinata. In Giappone, ad esempio, è un'arte. Mi interessava raccontare il significato e lo spirito di questa pratica e filmarla con estrema dignità.
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La preparazione di Charlotte Le Bon
L'attrice ha rivelato di essersi preparata al film con una serie di incontri con Betony Vernon, l'ipnoterapista e orafa famosa per i gioielli ispirati allo shibari (la pratica giapponese della legatura con corde e pelle finalizzata al piacere) della collezione Noble Knots, apparsi nella saga di Cinquanta sfumature di grigio.
È stato importante parlare con Betony, perché ci sono ancora molti pregiudizi, spesso volgari, sul BDSM. Volevo capire le esigenze delle persone che praticano il sadomaso. Ho partecipato a una vera e propria seduta con lei: ho osservato e visto la bellezza di queste relazioni dove il silenzio del sottomesso è imperativo.
Il risultato è stato sorprendente per la stessa Le Bon: nelle scene in cui appare stanca e sudata, lo era davvero.
Ha persino concluso alcune riprese con lividi e braccia doloranti.

Charlotte una furia sul set
Nella scena nell'appartamento dove Max afferra per la gola Claudia, Le Bon ha dovuto insistere con Duris, che continuava a chiederle scusa, perché la stringesse davvero.
Sono orgogliosa dell'impatto emotivo di quella scena e soprattutto sono ancora viva.
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La metamorfosi di Romain Duris
L'attore, lanciato da Cédric Klapisch, Tony Gatlif e Jacques Audiard ai tempi di Ognuno cerca il suo gatto, L'appartamento spagnolo, Gadjo dilo e Tutti i battiti del mio cuore, ha lavorato a lungo per definire il personaggio di Max.
Duris aveva preso in considerazione l'idea di rasarsi i capelli, poi con Lespert ha optato per i baffi e la barba incolta, il fisico attempato e non troppo atletico.
La voce e le intonazioni sono arrivati da questi piccoli dettagli e dai costumi.

Le musiche ambient
La colonna sonora di Iris è stata composta ed eseguita dal duo ambient A Winged Victory for the Sullen, composto da Dustin O'Halloran ed Adam Wiltzie.
Lespert ha scoperto la musica di O'Halloran e Wiltzie online e se ne è innamorato: quando li ha contattati per scrivere lo score del film, i due hanno subito accettato.
A Winged Victory for the Sullen hanno lavorato con lo storico collaboratore Francesco Donadello nei loro studi di Berlino: composizione e registrazione sono andate di pari passo con le riprese del film e successivamente il duo ha aggiunto le parti orchestrali, incise con un'orchestra di 40 elementi alla Magyar Radio di Budapest.
La soundtrack è stata pubblicata dall'etichetta britannica Erased Tapes, specializzata in musica elettronica d'avanguardia. La copertina dell'album è opera dell'illustratrice tedesca Stephanie F. Scholz.

La colonna sonora di A Winged Victory for the Sullen
Una Parigi irriconoscibile
La Parigi che appare in Iris è priva di cliché: è una città umida e buia, glaciale e opprimente.
Lespert ha lavorato a queste atmosfere e al côté "inaccessibile" con la direttrice artistica Leïla Smara, l'operatore Pierre-Yves Bastard e lo scenografo Michel Barthélémy.
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I quattro hanno guardato soprattutto al cinema coreano: i loro riferimenti sono stati #Memorie di un assassino - Memories of Murder di Bong Joon-ho e #The Chaser di Na Hong-jin.
Il risultato è un film affascinante e suggestivo, "in giusto equilibrio – ha precisato il regista – tra l'efficacia di un film di genere e l'emozione che una love story può suscitare".
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