Il Corriere - The Mule: la storia vera dietro al film di Clint Eastwood

Autore: Giuseppe Benincasa ,

Il Corriere - The Mule prende ispirazione da una incredibile storia vera. Un uomo, sopra gli 80 anni, è al verde e decide di diventare un corriere della droga per il più potente cartello messicano.

Stasera in TV, 1 giugno, su La1 dalle ore 20.40 c'è The Mule

L'uomo in questione è Leo Sharp, arrestato nel 2011 per spaccio di droga. Otto anni dopo, il regista di film come Gli Spietati (1992), Mystic River (2003) e Sully (2016) sceglie questa storia per realizzarne un film e interpretare il protagonista.

La storia vera di Leo Sharp

Leonard Sharp, detto Leo, è nato il 7 maggio del 1924 a Michigan City, nello Stato dell'Indiana. Ha partecipato alla seconda Guerra Mondiale combattendo persino nella campagna d'Italia. In seguito ha ricevuto la Bronze Star Medal. Una medaglia riconosciuta per i suoi atti di coraggio al servizio della patria.

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La sua storia però, è più curiosa di quello che si possa pensare. Infatti, era già una persona famosa ancora prima dei suoi trascorsi con la droga.

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Sharp era un noto e importante orticoltore e fioraio, conosciuto per la sua creazione del Brookwood Ojo Poco: un fiore con una colorazione albicocca, un cuore rosso all'interno e il gambo verde. L'Ojo Poco è stato registrato nel 1994 dando popolarità al fioraio, che ha ricevuto diverse riconoscenze. Tra queste, c'è quella di avere un fiore con il suo nome. Infatti, la American Hemerocallis Society, fondata nel '46 per promuovere la coltivazione, ha chiamato un fiore Siloam Leo Sharp. 

La popolarità del suo nome gli ha permesso di viaggiare per gli Stati Uniti, partecipando a convegni sull'orticoltura. La sua tappa più importante però, è quella alla Casa Bianca. Durante l'amministrazione di George H. W. Bush, Sharp ha piantato dei fiori nel Rose Garden, il giardino che confina con l'Ufficio Ovale e l'area ovest della Casa Bianca. 

La vita però impone anche momenti bui e di sconforto, ai quali ognuno reagisce in modo diverso.

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A seguito dei gravi problemi finanziari, Leo Sharp entrò in contatto con il cartello di Sinaloa. I narcotrafficanti gli affidarono il trasporto di cocaina, dai 100 ai 300 chilogrammi alla volta, per oltrepassare il confine a sud degli Stati Uniti e arrivare nel Michigan. Inoltre Sharp, tornando in Messico, consegnava i guadagni ai boss del cartello.

Il corriere ha eluso i controlli alla dogana per oltre dieci anni. Nell'ottobre del 2011 viene arrestato dalla polizia dello stato del Michigan in un'operazione congiunta con la D.E.A. (agenzia anti-droga americana), mentre era in possesso di 200 chilogrammi di cocaina.

Il giornalista Sam Dolnick, del noto magazine americano The New York Times, ha raccontato della cattura di Leo Sharp.

L'agente speciale Jeff Moore e il suo team hanno passato mesi a investigare sul cartello di Sinaloa. L'organizzazione criminale è riconosciuta come una delle più potenti e note per lo spaccio di droga. Moore ha passato ore e ore ad ascoltare conversazioni telefoniche in spagnolo. In una di quelle si faceva il nome di El Tata, riferendosi a lui come il corriere. Nessuno era prolifico ed efficiente come El Tata: Leo Sharp era diventato una leggenda urbana.

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Nell'ottobre del 2011 l'agente della D.E.A. David Powell individua il pickup di Sharp. I colleghi di Powell sono concordi nel fermarlo come se si trattasse di un normale controllo. Viene così intercettato dagli agenti e fatto accostare.

Contrariamente a come ci si dovrebbe comportare, Sharp scende dal veicolo e l'agente lo intercetta chiedendogli se ha delle armi e lo controlla. Egli inizia a parlare di diverse cose: dei fiori, del fatto che stesse andando a trovare un veterano di guerra e di altri argomenti. Portava la mano all'orecchio per far capire che non sentiva bene e ripeteva spesso di avere 87 anni. Ovviamente, si trattava di un disperato motivo per sfuggire a ulteriori controlli.

Il cane della D.E.A., addestrato a trovare la droga, punta il bagagliaio del veicolo. Sharp, alle strette, dice di non avere le chiavi per aprirlo e, sarcasticamente, dice agli agenti di sparargli perché ha altro da fare e si trova incastrato in una situazione assurda. Quando gli viene chiesto se ha della dorga con se, lui nega. Poi però gli agenti forzano l'apertura del bagagliaio e vengono trovati 104 chili di cocaina.

In quel momento gli agenti capirono di aver fatto centro, e di avere davanti il leggendario El Tata.

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Questo è il video registrato dalla telecamera dell'auto degli agenti che è stato reso pubblico. 

Nel 2014, Leonard Sharp è stato condannato a tre anni di prigione scontandone solo uno, per problemi di salute. È morto nel 2016 all'età di 92 anni.

Il film di Clint Eastwood

Il Corriere - The Mule riprende la storia di Leo Sharp, assegnando ai suoi protagonisti nomi diversi. Resta uguale il pickup, si tratta di un Lincoln Mark LT.

Eastwood interpreta Earl Stone, un uomo di circa 80 anni rimasto solo e al verde, costretto ad affrontare la chiusura anticipata della sua impresa, quando gli viene offerto un lavoro per cui è richiesta la sola abilità di saper guidare un auto. Compito semplice, ma, ciò che Earl non sa è che ha appena accettato di diventare un corriere della droga di un cartello messicano. Nel suo nuovo lavoro è bravo, così bravo che il suo carico diventa di volta in volta più grande e per questo motivo gli viene assegnato un assistente. Questi non è però l’unico a tenere d’occhio Earl: il misterioso nuovo “mulo” della droga è finito anche nel radar dell’efficiente agente della DEA, Colin Bates. E anche se i suoi problemi di natura finanziaria appartengono ormai al passato, i suoi errori affiorano e si fanno pesanti nella testa, portandolo a domandarsi se riuscirà a porvi rimedio prima che venga beccato dalla legge… o addirittura da qualcuno del cartello stesso.

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