Liberty Meadows è una serie di strisce che Frank Cho ha prodotto dal 1997 al 2001 per diversi quotidiani statunitensi e oggi, grazie a saldaPress, il pubblico italiano può conoscere - o riassaporare - le avventure nel rifugio per animali più divertente di sempre.
La comicità di Frank Cho è proprio figlia della fruizione tipo di questi fumetti, che probabilmente avveniva sulla metro, in treno o durante la colazione. I suoi disegni, infatti, strappano subito un sorriso e trasportano il lettore nel mondo spensierato di Liberty Meadows, fra orsi nani, rane toro, storie d'amore che non si concretizzano mai e disastri di ogni tipo.
I fatti narrati hanno una certa continuità - mai troppo stringente - che comunque permette di leggere le strisce anche senza seguire un rigido ordine cronologico. Certo, partire dall'inizio è sempre meglio, soprattuto se pensiamo all'introduzione di personaggi poi divenuti ricorrenti, come il papero Truman e il cane Oscar.
Ad ogni modo, l'opera di Cho racconta del suddetto rifugio che accoglie amorevolmente ogni tipo di animale scacciato dal proprio habitat o affetto da una qualsiasi patologia. Per la maggior parte di questa seconda tipologia, si tratta di malattie e dipendenze più squisitamente umane che animali: la componente allegorica del disegnatore coreano (di origine) è uno dei suoi punti di forza piuttosto evidenti.
Gli animali, oltre ad assolvere la funzione comica, spesso fungono da osservatori obbiettivi dell'assurdità umana. I loro commenti, spesso a fine di ogni striscia, sono probabilmente quelli che le altre specie terrestri ci direbbero se potessero parlare.

I protagonisti di Liberty Meadows sono essenzialmente i seguenti: l'orso nano Ralph, affetto da manie di protagonismo, la rana toro Leslie, suo ipocondriaco compagno di avventure, il maiale tabagista e alcolista Dean, il papero Truman e il bassotto Oscar. Quest'ultimo è l'unico animale "verosimile" del gruppo, nel senso che non parla e non è "umanizzato" come gli altri.
A questi va aggiunto il Macaco, ovvero lo stesso Cho all'interno del mondo da lui creato.
Gli umani di Liberty Meadows sono essenzialmente il personale del rifugio: la bellissima e affidabile Brandy, psicologa per animali, il veterinario Frank, timido e impacciato, e il direttore Julius, pescatore impegnato a combattere la sua nemesi, il pesce gatto Khan.
Le storie sono di solito autoconclusive - com'è giusto che sia - anche se diverse sottotrame restano sempre attive sullo sfondo: una su tutte è la cotta di Frank nei confronti di Brandy. Il dottorino, di nome e di fatto vista la sua statura, è innamoratissimo di Brandy ma non riesce mai a dichiararsi.
Nelle sue strisce Frank Cho mette la sua personale visione della società americana dell'epoca: ci sono icone pop più o meno riconosciute (per la cui citazione l'autore chiede sempre scusa), riferimenti a cinema, letteratura e TV. Per quest'ultimo caso, ad esempio, ritroviamo spesso Xena, Star Trek, il Jerry Springer Show e anche altre serie storiche americane, come Matlock.
Lo stile di Cho si caratterizza grazie ad un tratto pulito e versatile, capace di passare dal "realismo" alla Manara dei corpi femminili all'approccio da cartone animato riservato agli animali. Il bianco e nero valorizza ancor di più i piccoli gioielli dell'autore, anche se la cover gallery alla fine del volume dimostra che, anche a colori, le sue tavole sono davvero stupende.
Insomma, il volume di saldaPress (160 pagine, cartonato, prezzo 20 euro) regala un'ora, forse più, di umorismo spensierato e leggero: è qualcosa di davvero piacevole coi ritmi e le idiosincrasie delle società odierna, ben più complicata - nel senso più negativo del termine - di quella a cavallo fra gli anni '90 e i 2000.
Insomma, Liberty Meadows è un volume adatto a tutti, soprattutto a chi vuole concedere un po' di respiro al proprio cervello.
Leggi tutte le recensioni di fumetti su NoSpoiler
Iscriviti al nostro canale Telegram e rimani aggiornato!