Ritorno al Futuro: un viaggio cinematografico senza tempo

Autore: Lorenzo Ferrero ,

Il 18 ottobre 1985, Ritorno al Futuro, uno dei film più iconici degli anni 80, arrivava nei cinema italiani, lasciando un'impronta duratura nell'immaginario cinematografico. A completare l'esperienza per gli spettatori, c'era anche la colonna sonora, che in una delle prime strofe recita:

So take me away, I don’t mind

But you better promise me, I’ll be back in time

Gotta get back in time

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Questo cantavano gli Huey Lewis and the News in "Back In Time", brano appositamente scritto dal gruppo come colonna sonora del film.

Ripercorriamo insieme alcune tappe fondamentali della produzione di questo film, dalla sua concezione fino alla sua distribuzione, passando per curiosità e particolarità che hanno contraddistinto il processo di realizzazione.

Preparatevi ad accendere i tempo-circuiti, a far partire il flusso canalizzatore e a impostare la data perché...si parte!

Tutto quello che dovete sapere su Ritorno al Futuro

Com’è nata l’idea

La curiosità sull'adolescenza dei nostri genitori, le loro avventure scolastiche e i primi amori sono domande che, prima o poi, attraversano la mente di tutti noi. Anche lo sceneggiatore e produttore Bob Gale si interrogava su questi aspetti durante una visita ai suoi parenti nel Missouri.

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 Sfogliando un annuario, scoprì che suo padre era stato eletto presidente del corpo studentesco e si chiese se avrebbero potuto essere amici. Questa strana scoperta fu condivisa con il suo amico e regista Robert Zemeckis, il quale ebbe l'idea di inserire nel film una madre che si professava pudica e che, in realtà, aveva avuto una gioventù molto diversa.

Nel settembre del 1980, i due proposero la prima bozza di sceneggiatura alla Columbia Pictures.

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Successivamente, la produzione del film passò nelle mani della Universal Pictures e della Amblin Entertainment di Steven Spielberg, dopo aver ricevuto diversi rifiuti da altre case di produzione.

Negli anni '80, le commedie di successo erano prevalentemente demenziali e a sfondo sessuale, mentre Ritorno al Futuro veniva considerato "un film dolce e toccante, ma non abbastanza sessuale". La Disney, ad esempio, rifiutò il film a causa della storia d'amore tra madre e figlio, che si discostava dagli standard disneyani.

Alcuni cambiamenti furono apportati alla sceneggiatura originale per renderla più divertente e accattivante. Il nome della madre di Marty fu cambiato da Meg a Lorraine, per un capriccio di uno dei produttori, mentre il Professor Brown divenne Doc Brown. La scimmia assistente del professor fu sostituita con un cane.

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Tuttavia, i cambiamenti più significativi riguardarono la macchina del tempo. Inizialmente, era previsto che assomigliasse a un frigorifero (idea che, tra l’altro, fu poi in un certo senso “riciclata” da Spielberg stesso per il suo Indiana Jones e il Regno del Tempio di Cristallo) e richiedesse una detonazione nucleare per funzionare, durante un'esercitazione nel Nevada.

Gli effetti speciali, considerati costosi per il budget del film, e il timore che i giovani potessero imitare le scene rinchiudendosi nei frigoriferi, portarono alla scelta di una DeLorean DMC-12 come macchina del tempo (che effettivamente poteva sembrare una navicella spaziale agli occhi di un contadino degli anni '50).

La fonte di energia fu trasformata nella leggendaria quantità di 1,21 Gigawatt, ottenuta grazie a una scarica di fulmine (che nella versione italiana diventò Gigowatt a causa di un errore di pronuncia di Christopher Lloyd che disse "Jigowatts").

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Quanti anni ha Marty McFly?

Nel primo Ritorno al Futuro, Marty McFly ha 17 anni.

Chi doveva interpretare Ritorno al Futuro

Michael J. Fox (qui 5 film per scoprire il suo talento) è stata sempre la prima scelta di Gale e Zemeckis per interpretare Marty McFly e nel corso dell'intera trilogia abbiamo imparato ad apprezzarlo per il suo talento, il suo carisma e l'incredibile chimica sul set con Christopher Lloyd.

Tuttavia, pochi sanno che avremmo potuto vedere un'interpretazione completamente diversa sul grande schermo, con un altro attore nel ruolo di Marty McFly ossia Eric Stoltz.

Inizialmente, la produzione si trovò costretta a optare per Stoltz poiché Fox era già impegnato e considerato indispensabile sul set della serie televisiva Casa Keaton, molto popolare all'epoca.

È importante sottolineare che Eric Stoltz era un giovane attore molto talentuoso e promettente, tanto da recitare accanto a Cher nel film Dietro la Maschera e venire considerato una stella emergente del cinema.

Tuttavia, dopo più di un mese di riprese, Zemeckis decise che Stoltz non era adatto per il ruolo del protagonista. L'attore era troppo intenso e drammatico, mancava dell'ironia e della comicità necessarie al personaggio di Marty.

Così, si prese la decisione drastica di ricominciare tutto da capo, licenziando Stoltz e implorando Michael J. Fox di accettare il ruolo. L'attore aveva il sogno di lavorare sia in televisione che al cinema, quindi prese la decisione di conciliare i suoi impegni tra Casa Keaton e Ritorno al Futuro contemporaneamente. Girava la sitcom di giorno e il film di notte, riposando solo poche ore al giorno.

Tuttavia, non tutto il materiale girato con Stoltz fu scartato: alcune scene di lunga distanza, in cui l'attore non era riconoscibile, furono comunque utilizzate, come ad esempio nell'inseguimento dei libici nel parcheggio.

L’adattamento e il doppiaggio italiano

L'adattamento e il doppiaggio italiano di Ritorno al Futuro hanno subito diverse modifiche rispetto all'originale, ma ciò non ha intaccato né il significato né l'integrità del film.

Questi cambiamenti erano necessari per consentire al pubblico italiano di cogliere i numerosi riferimenti culturali dell'epoca e apprezzare l'ironia del film originale. Il cambiamento più famoso riguarda il nome che Lorraine dà a Marty una volta che si incontrano nel passato; nella famosa scena, lo chiama Levi Strauss a causa del marchio dei suoi jeans (credendo sia il suo nome).

Nella versione originale, il nome era Calvin Klein, un marchio ancora poco conosciuto negli anni '80 in Europa, tanto che è stato cambiato anche in altre versioni (ad esempio, in Francia è diventato Pierre Cardin).

Tuttavia, nell'adattamento italiano, questo ha generato un curioso errore temporale: nel 1955, negli Stati Uniti, Levi Strauss era già noto come marchio di jeans.

Un'altra modifica simile avviene nel dialogo del protagonista appena entra nel bar, dove ha il seguente scambio di battute con il barista:

B:'Che ne diresti di ordinare qualcosa, ragazzo?'

M:'Ah, sì... dammi una Fanta.'

B:'Fanta che? Vuoi della fantascienza da bere?'

M:'Dammi una Pepsi senza.'

B:'Senza che? Se vuoi dire 'senza pagare', hai sbagliato porta!'

Nell'originale, Marty chiede una TaB, una bevanda senza zucchero che non è mai arrivata in Italia, e che gioca sul significato della parola "tab", che in inglese è un modo informale per dire "conto", un gioco di parole intraducibile in italiano.

Per quanto riguarda il resto della battuta, invece, rimane abbastanza simile, poiché nell'originale chiede una "Pepsi free" (senza zucchero), ottenendo una risposta abbastanza simile dal barista ("Vuoi una Pepsi, amico, devi pagarla!").

Possiamo dire quindi che l'adattamento sia stato pressoché eccellente, creando addirittura delle battute che sono rimaste nella mente degli appassionati.

Perchè Doc Brown dice 'Great Scott!' (Grande Giove) in originale?

Doc Brown utilizza l'esclamazione "Great Scott!" per esprimere il suo stupore. Questa frase fatta è stata originariamente concepita nel diciannovesimo secolo come un'alternativa a "Great God!" per evitare di coinvolgere la divinità, secondo diversi esperti di lingua inglese.

Quali e quanti sono i seguiti di Ritorno al Futuro?

Quando fu concepito Ritorno al Futuro, non si pensò inizialmente ad eventuali sequel. La scena finale, con il ritorno di Doc Brown, era originariamente solo uno "scherzo" senza intenzione di suggerire un seguito (il "To be continued..." fu aggiunto solo nella versione Home Video, dopo che era stata confermata la realizzazione di un sequel).

Il film, tuttavia, ebbe un incredibile successo, incassando 381 milioni di dollari in tutto il mondo all'epoca e ricevendo un'accoglienza molto positiva dalla critica.

I due seguiti, realizzati quattro anni dopo e girati contemporaneamente, inizialmente erano concepiti come un unico film dal titolo "Paradox", come rivelato dal direttore creativo della Universal, John Murdy, in un'intervista del 2006:

La cosa divertente su Ritorno al Futuro 2, di cui ancora ho la sceneggiatura originale, è che il titolo provvisorio era Paradox (o Pair of Docs, capito?) e sia Ritorno al Futuro 2 che Ritorno al Futuro 3 erano concepiti come un unico film.

Il secondo capitolo, in particolare, introdusse oggetti che rimasero nell'immaginario dei fan e del pubblico in generale: il leggendario Volopattino e le mitiche Nike Air Mag che il protagonista indossava nella Hill Valley del futuro.

Il primo divenne un vero caso poiché, dopo l'uscita del film, il regista Robert Zemeckis dichiarò in un'intervista che esisteva realmente, ma la Mattel lo ritenne troppo pericoloso e rimase solo un prototipo:

L'Hoverboard (il nome originale del Volopattino) è una tavola che si alza in volo grazie all'energia magnetica. Funziona come uno skateboard, tranne per il fatto che non ha ruote e non richiede un marciapiede. Esiste da anni, ma i gruppi di genitori non hanno permesso ai produttori di giocattoli di realizzarlo. Abbiamo però ottenuto alcuni prototipi e li abbiamo inclusi nel film.

Nonostante in seguito il regista abbia affermato che si trattava solo di uno scherzo, la gente affollò le linee telefoniche della Mattel perché i loro figli volevano avere un Volopattino!

Quanto alle Nike Air Mag, nel 2011 l'azienda produttrice di scarpe decise di realizzare una versione limitata simile a quelle indossate da Marty McFly, ma a scopo benefico: i ricavi delle vendite andarono alla Michael J. Fox Foundation, che raccoglie fondi per la ricerca sul Parkinson, malattia di cui l'attore stesso è affetto.

Si farà Ritorno al Futuro 4?

Negli ultimi anni, si è discusso spesso dell'eventualità di un quarto capitolo di Ritorno al Futuro, considerando la tendenza dell'industria cinematografica a realizzare molti sequel, remake o reboot di film del passato.

Le voci che circolavano su una nuova avventura di Doc e Marty sono diventate sempre più intense, sia per la nostalgia di alcuni fan, sia per motivi commerciali.

Ma è davvero necessario? Era indispensabile proporre un sequel per riportare in auge il franchise? Durante una recente riunione virtuale del cast, condotta da Josh Gad, il regista Robert Zemeckis ha cercato di placare gli animi affermando:

Potremmo mostrare Doc e Marty che scoprono che stiamo pensando di fare un altro Ritorno al futuro e che torneranno per impedirci di fare una cosa così folle. [...] Se avessi avuto un'idea seria da proporre a Bob, l'avremmo fatta.

La reuinion potete vederla nel video qui sotto:

Dopotutto, il film originale accontenta tutti: basta pensare che, il 21 ottobre 2015 (la data in cui i protagonisti viaggiano nel futuro), è stato riproposto al cinema e ha incassato ben 5 milioni di dollari in una sola serata, confermandosi come uno dei film più amati nella storia del cinema.

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